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Newsletter del centro Informare un’h, 21 maggio 2026

Un’interrogazione parlamentare chiede alla Ministra Locatelli chiarimenti su incarichi e risorse
In data odierna (20 maggio 2026), Marco Furfaro, come primo firmatario, ed altri Onorevoli, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, ed alla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli con una richiesta di chiarimenti riguardo alle indiscrezioni pubblicate sul quotidiano «Domani»* circa la poca trasparenza nella gestione del Ministero per le Disabilità su nomine, risorse, rapporti privilegiati con ANFFAS e alcune figure professionali e politiche vicine alla Ministra, eventuali conflitti di interesse.

Il Coordinamento FIDA e il Comitato I.SO.LA. schierati contro l’istituzionalizzazione e l’apartheid sociale
«La pratica dell’istituzionalizzazione, oltre a rappresentare la pesante eredità di quelle che ancora oggi si propongono come istituzioni totali, riproduce la negazione suprema della dignità: una ferita aperta nel tessuto civile che trasforma il diritto all’assistenza e alla cura in una condanna all’esclusione», scrivono, tra le altre cose, il Coordinamento FIDA e il Comitato I.SO.LA. nel comunicare la propria adesione alla campagna di sensibilizzazione per lo stop all’istituzionalizzazione promossa dal Centro Informare un’h. Benvenuti a bordo!

Unmilionecinquecentonovantamila euro, il finanziamento concesso all’ANFFAS
Sono ormai arrivati a quattro gli approfondimenti pubblicati, in questo maggio, dal quotidiano «Domani» che fanno emergere conflitti di interessi, irregolarità ed elementi di poca trasparenza nella gestione del Ministero per le Disabilità, e che evidenziano un coinvolgimento di quelli che vengono identificati come gli Enti maggiormente rappresentativi delle persone con disabilità. E proprio sul coinvolgimento di questi ultimi si concentra la riflessione del Coordinamento PERSONE, che già nei giorni scorsi aveva preso la parola per chiedere spiegazioni direttamente alla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli sulle notizie rivelate dal quotidiano.

Il tempo è un privilegio. Fare ricerca sulla progettazione educativa per costruire un futuro desiderabile
Il futuro sembra naturale e scontato, ma non lo è affatto. Per molte persone, segnate da povertà, discriminazioni o momenti di crisi, può accadere di trovarsi in situazioni in cui immaginare il domani non è facile. Se un tempo i servizi educativi erano pensati soprattutto come spazi di intrattenimento, oggi emerge sempre di più la necessità di immaginarli come luoghi capaci di restituire alle persone la possibilità di aspirare, di vedersi in un futuro desiderabile. È qui che entra in gioco la progettazione educativa: un lavoro che aiuta a ricostruire orizzonti possibili e a riprendere in mano la propria storia.

Vorrebbe vivere in modo indipendente, ma i servizi spingono per l’istituzionalizzazione
Lo scorso novembre abbiamo ospitato la storia di Matteo Menozzi, un trentottenne con una disabilità visiva della provincia di Parma. Menozzi rivendica il proprio diritto ad avere un progetto di vita che gli consenta di vivere in modo indipendente, ma i servizi tendono ad orientarlo verso l’istituzionalizzazione.

Linguaggio e disabilità: il “caso Giannini” ci dice che il giornalismo italiano ha ancora molto da imparare
«Le parole sono importanti perché contribuiscono a costruire la realtà attorno a noi. Le metafore e le analogie considerate accettabili dicono tantissimo della società in cui viviamo», osserva il Movimento Antiabilista nel commentare la metafora abilista utilizzata, nei giorni scorsi, dal giornalista Massimo Giannini in una trasmissione televisiva. Una riflessione che allarga lo sguardo anche alle reazioni con cui quelle parole sono state accolte.

Vita Indipendente in Toscana: botta e risposta sui media tra l’Assessora regionale Monia Monni e l’AVI Toscana
Il 5 maggio scorso, a Firenze, si è tenuto un presidio organizzato dall’AVI Toscana per raccogliere le testimonianze delle persone con disabilità che percepiscono un contributo per attuare il proprio progetto di Vita Indipendente. Alle critiche di eccessiva burocratizzazione delle procedure di rendicontazione mosse dalle persone disabili intervenute, ha replicato Monia Monni, l’Assessora al Welfare della Regione, con una dichiarazione all’Agenzia ANSA. Ora è stato diramato anche il comunicato con la controreplica dell’AVI Toscana.

“Li prendo comunque”: il confine sottile tra cura e controllo
Prende spunto da uno studio del Movimento Irlandese per la Vita Indipendente l’importante riflessione dell’Associazione sammarinese Attiva-Mente che indaga il rapporto tra disabilità, salute mentale, farmaci prescritti, autodeterminazione e diritto alla scelta. «Non si tratta di concetti teorici, ma di qualcosa di molto concreto: poter capire, scegliere, cambiare idea, essere parte attiva e non oggetto di un percorso deciso da altri. Non si tratta di essere contro i farmaci. Sarebbe una semplificazione sbagliata. Si tratta di essere dalla parte delle persone, sempre», osservano.

Un’attività formativa gratuita, per supportare attivamente i percorsi verso il lavoro delle persone con disabilità
Partirà il 3 giugno a Bologna (e ci si potrà iscrivere fino al 27 maggio) all’iniziativa organizzata dall’AIAS del capoluogo emiliano, denominata “Supported Employment in Action: dalla teoria alla pratica”, ciclo di incontri formativi in presenza e online, dedicato a operatori, referenti aziendali e servizi per l’impiego, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione lavorativa delle persone con disabilità attraverso il modello internazionale del cosiddetto “Supported Employment” (“Occupazione affiancata”).

Bassa la discriminazione percepita in Italia dalle persone con disabilità, ma la realtà è ben altra!
Esaminando i dati riguardanti una recente indagine realizzata dall’Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, l’Italia fa un figurone, apparendo come un Paese “meraviglioso per le persone con disabilità”. La realtà, però, è ben altra, se è vero che quei dati favorevoli sulla discriminazione percepita nel nostro Paese si possono addirittura rovesciare, evidenziando proprio, al contrario, l’impellente necessità di rafforzare la cultura dei diritti delle persone con disabilità.

Presentato nei giorni scorsi il programma del Disability Pride Milano 2026
Diritti, accessibilità e partecipazione costituiscono il centro del Disability Pride Milano 2026 presentato nei giorni scorsi. L’iniziativa, che prevede diversi momenti di approfondimento, culminerà con il corteo cittadino del 30 maggio 2026. Al centro della manifestazione vi è il tema dell’orgoglio, della visibilità e dell’autonarrazione delle persone con disabilità: il Disability Pride rivendica infatti il diritto di raccontarsi e rappresentarsi liberamente, fuori da narrazioni pietistiche, paternalistiche o esclusivamente assistenziali.

Autismo e diagnosi precoce: il problema non è sapere prima, ma intervenire troppo tardi
«Il problema – scrive tra l’altro Gianfranco Vitale – non è la diagnosi precoce di autismo, ma il problema è ciò che accade dopo. Non è la diagnosi ad essere “pericolosa”, ma l’assenza di servizi adeguati, la scarsità di personale specializzato, i tempi interminabili delle prese in carico, la disorganizzazione dei territori, la solitudine delle famiglie».

Lottare per vivere. Dei diritti e delle pene (per ottenerli)
Il prossimo giovedì 21 maggio, a Firenze, ci sarà una presentazione di “Lottare per vivere. Dei diritti e delle pene (per ottenerli)” (Edizioni ETS, 2023) di Luca Pampaloni. L’iniziativa, a cui parteciperà l’Autore, è organizzata presso il Dipartimento DAGRI dell’Università degli Studi di Firenze. Lottare per vivere non è propriamente una biografia, sebbene inevitabilmente l’Autore racconti anche qualcosa di sé. È piuttosto il racconto di un’esperienza di militanza politica nella rivendicazione dei diritti delle soggettività marginalizzate, non solo delle persone con disabilità.

Gabriella e Fabio: quando la legge entra nelle vite delle persone e non le lascia più
L’Associazione Diritti alla Follia è impegnata da anni nel denunciare gli abusi commessi attraverso l’amministrazione di sostegno, dando voce alle vittime dirette e “collaterali”. Vittima diretta è stata sicuramente Marta Garofalo Spagnolo, istituzionalizzata per undici anni contro la propria volontà dalla sua amministratrice di sostegno, e deceduta il 3 novembre 2022 senza più conoscere la libertà. Vittime “collaterali” sono i suoi amici Gabriella Cassano e Fabio Degli Angeli, entrambi in carcere per aver cercato di aiutarla. A loro è dedicato il pensiero di Carla Cannas, componente della Giunta di Diritti alla Follia.

Psichiatria e Diritti Umani: la mostra che svela ciò che non si vede
Dal 19 al 21 maggio 2026 Milano ospita “Psichiatria e Diritti Umani”, un percorso documentario-fotografico senza filtri per denunciare le violazioni dei diritti umani attuate nella psichiatria, e promuovere una cultura del rispetto della dignità della persona al di là di ogni etichetta diagnostica. Oltre alla mostra è prevista la presentazione di tre saggi, alla presenza dei rispettivi Autori, che affrontano altrettanti nodi problematici ancora irrisolti.

Sei disabile? Ti dimentico in carcere
La segregazione sanitaria è un’emergenza invisibile: centinaia di detenuti invalidi non possono uscire non per decisione di un giudice, ma per l’assenza di servizi territoriali.

 

Il centro Informare un’h promuove la lettura, l’adozione e l’applicazione dei Manifesti delle Donne e delle Ragazze con disabilità del Forum Europeo sulla Disabilità.

Un cordiale saluto e buona lettura
Il Centro Informare un’h

 

Questa newsletter è un servizio offerto da Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli della UILDM sezione di Pisa (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
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Ultimo aggiornamento il 21 Maggio 2026 da Simona