del Coordinamento FIDA e del Comitato I.SO.LA.*
«La pratica dell’istituzionalizzazione, oltre a rappresentare la pesante eredità di quelle che ancora oggi si propongono come istituzioni totali, riproduce la negazione suprema della dignità: una ferita aperta nel tessuto civile che trasforma il diritto all’assistenza e alla cura in una condanna all’esclusione», scrivono, tra le altre cose, il Coordinamento FIDA e il Comitato I.SO.LA. nel comunicare la propria adesione alla campagna di sensibilizzazione per lo stop all’istituzionalizzazione promossa dal Centro Informare un’h. Benvenuti a bordo!

Dalla loro nascita, FIDA (Coordinamento Italiano Diritti Autismo) e il Comitato I.SO.LA. (per l’integrazione sociosanitaria nella Regione Lazio), si sono decisamente schierati contro la persistenza di modelli segreganti che ancora oggi sfidano i principi elementari di umanità.
Oggi siamo chiamati tutti a sostenere con forza quel “diritto alla domiciliarità”, sancito dal D.Lgs. 62/2024 (seppur con quella omissione del termine de-istituzionalizzazione denunciata da tanti di noi, perché le parole sono importanti) che è strettamente legato al principio di autodeterminazione e alla libertà della Persona – fragile o disabile che sia – di scegliere dove e con chi vivere.
La pratica dell’istituzionalizzazione, oltre a rappresentare la pesante eredità di quelle che ancora oggi si propongono come istituzioni totali, riproduce la negazione suprema della dignità: una ferita aperta nel tessuto civile che trasforma il diritto all’assistenza e alla cura in una condanna all’esclusione.
Ci uniamo, allora, alle altre forze in campo per denunciare una “apartheid sociale” latente che, nonostante i progressi normativi, continua a nascondere i cittadini più fragili dietro i muri di contenitori anonimi e spesso disumani, sempre inadeguati al compito di garantire alla persona una vita dignitosa e di qualità.
Ci è tristemente noto come l’istituzione totale non agisca per proteggere l’individuo, ma per attuare una sistematica “mortificazione del sé”. Attraverso pratiche burocratiche e coercitive standardizzate, l’istituzione opera l’annullamento della Persona, trasformandola in un “caso” semplicemente amministrabile (e redditizio), privandola della sua unicità fin dall’ingresso grazie a meccanismi di spersonalizzazione ben oliati da anni, accompagnati da “cure” farmacologiche sovente indiscriminate.
Smantellare questi muri richiede una comprensione profonda delle “tecnologie di potere” che hanno trasformato ciò che doveva essere un supporto in mera segregazione: solo così potremo restituire voce a chi è stato ridotto al silenzio.
La spoliazione identitaria, una pratica di assoggettamento che è allo stesso tempo fisica e burocratica, la sorveglianza permanente, la contenzione e la standardizzazione “nel gruppo” fanno parte dei dispositivi sperimentati da sempre in questi luoghi sottoposti a una logica produttivistica inesorabile.
Le RSA/RSD [residenze sanitarie assistite e residenze sanitarie per persone con disabilità, N.d.R.] costituiscono oggi il punto di crisi più acuto del Sistema assistenziale: tuttavia, grazie a un meccanismo inesorabile che mescola interessi e “opportunità” mercantili, vengono riccamente foraggiate dal Sistema stesso. Nel farlo risultano drammaticamente legittimati (e autorizzati de facto) trattamenti medici forzati, contenzioni chimiche/meccaniche, negazione della capacità giuridica e altri dispositivi di potere ognuno dei quali rappresenta un gravissimo vulnus che lede i diritti e la dignità della Persona. Così la Persona scompare dietro il valore della retta, alimentando una vera e propria mercificazione del disagio.
Da anni vengono denunciate violenze e soprusi: è ben noto ed è sotto gli occhi di tutti.
Tuttavia, FIDA e il Comitato I.SO.LA. vogliono mettere all’indice anche una realtà più insidiosa: nella nostra esperienza di rete affiorano, dal panorama nazionale, ibridazioni pericolose: una sorta di “mini RSA” mascherate con etichette scientifiche se non, addirittura, sociali e cooperativistiche – ultimo sberleffo alle tante associazioni e coop che lavorano con coraggio e dedizione. Organizzazioni quasi sempre verticistiche, promosse da slogan rassicuranti e sostenute da un improbabile prestigio guadagnato presso Servizi territoriali incapaci (fino a ieri, oggi attendiamo il cambio di passo) di monitorare e controllare l’effettiva qualità della vita delle persone, vuoi per carenza di risorse umane, vuoi per negligenza strutturale. Si tratta di realtà non meno dannose, che riescono a sottrarsi all’attacco contro l’Istituzionalizzazione ma restano nel limbo dell’ambiguità come felici “case famiglia” o “comunità”, quando nascondono al proprio interno la stessa natura coercitiva e le stesse pratiche totalizzanti delle megastrutture che mettono al primo posto il servizio e non la Persona.
Dunque, l’Istituto (in ambito psichiatrico o assistenziale) non si definisce solo dal proprio apparato medico-burocratico o dal perimetro delle mura, ma dalla sua funzione politico-sociale profonda e dalla dimensione del disagio che produce.
Entrambe le nostre realtà plaudono alle nuove normative ma considerano fondamentale che il famoso cambio di paradigma sui diritti possa estendersi a tutte le professionalità operanti nel welfare pubblico e privato, perché i valori del cambiamento vengono generati non solo da un efficace sistema di leggi ma soprattutto dalle persone.
Nello stesso tempo, mettono in guardia sia contro la mancata manutenzione dei Diritti, sia contro la tenace persistenza di inaccettabili logiche segreganti in quella zona grigia di micro (e macro) poteri del territorio nazionale, da decenni trasformato in terreno di caccia delle grandi e piccole organizzazioni e lobbies dell’assistenza.
* FIDA – Coordinamento Italiano Diritti Autismo e Comitato I.SO.LA. per l’integrazione sociosanitaria nella Regione Lazio.
Nota: il Centro Informare un’h è impegnato nel rivendicare la promozione della deistituzionalizzazione e lo stop all’istituzionalizzazione. Temi su cui si è avviato un confronto pubblico. In calce alla pagina Riforma della disabilità: eliminiamo la possibilità di istituzionalizzare le persone (in aggiornamento) sono segnalati i contributi che di volta in volta si stanno susseguendo.
Ultimo aggiornamento il 20 Maggio 2026 da Simona