In data odierna (20 maggio 2026), Marco Furfaro, come primo firmatario, ed altri Onorevoli, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, ed alla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli con una richiesta di chiarimenti riguardo alle indiscrezioni pubblicate sul quotidiano «Domani»* circa la poca trasparenza nella gestione del Ministero per le Disabilità su nomine, risorse, rapporti privilegiati con ANFFAS e alcune figure professionali e politiche vicine alla Ministra, eventuali conflitti di interesse. Trascriviamo il testo dell’interrogazione.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
presentata dall’On. MARCO FURFARO il 20/05/2026 16:52
Al[la] Presidente del Consiglio dei ministri, al[la] Ministra per le Disabilità – Per sapere – premesso che:
un articolo pubblicato il 17 maggio 2026 dal quotidiano Domani, a firma del giornalista Stefano Iannaccone, ha ricostruito una rete di rapporti tra il Ministero per le disabilità, l’associazione Anffas [Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, N.d.R.] e numerosi soggetti legati, direttamente o indirettamente, alla ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, evidenziando incarichi, consulenze, affidamenti e relazioni professionali che, se confermati, configurerebbero un sistema caratterizzato da una forte contiguità politica e associativa; secondo quanto riportato dalla citata inchiesta giornalistica in quell’articolo e in diversi altri, numerosi incarichi di rilievo all’interno del Dipartimento per le disabilità sarebbero stati affidati a persone provenienti dall’universo associativo di Anffas o riconducibili politicamente alla Lega, partito di appartenenza della ministra Locatelli, mentre altre professionalità precedentemente presenti nel Dipartimento sarebbero state progressivamente marginalizzate o sostituite;
la ministra, che per circa vent’anni ha ricoperto ruoli di responsabilità all’interno di strutture e organismi riconducibili ad Anffas nel territorio comasco, avrebbe mantenuto rapporti particolarmente stretti con l’associazione anche nel corso dell’esperienza governativa, circostanza che rende necessario chiarire la piena distinzione tra attività istituzionale e rapporti associativi; diversi consulenti e collaboratori del Dipartimento — tra cui Roberta Speziale, figlia del presidente nazionale di Anffas, Gianfranco De Robertis, Alessia Maria Gatto, Corinne Ceraolo Spurio, Angelo Cerracchio e Marco Bollani — risulterebbero infatti avere consolidati rapporti professionali o politici con Anffas o con la Lega;
nell’ambito dell’attuazione della riforma della disabilità, approvata nel 2024, alle associazioni maggiormente rappresentative è stato attribuito un ruolo diretto nelle unità di valutazione multidimensionale dell’INPS, prevedendo la partecipazione di professionisti indicati da organizzazioni tra cui Anffas, Anmic [Associazione Nazionale a Tutela e Rappresentanza delle Persone con Disabilità, N.d.R.] e UICI [Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, N.d.R.], con una spesa pubblica stimata in circa 32,8 milioni di euro annui; la realizzazione del software “InCare62”, destinato alla progettazione individualizzata delle persone con disabilità, sarebbe stata affidata al consorzio La Rosa Blu, riconducibile ad Anffas e destinato a svolgere un ruolo centrale nell’erogazione di un servizio pubblico, mentre sarebbero state segnalate assunzioni di personale privo di specifiche competenze nel settore della disabilità ma caratterizzato da rapporti personali o politici con la ministra, come nei casi di Mauro Redaelli e Tiziano Fistolera; il trasferimento della ministra Locatelli a Roma avrebbe inoltre comportato l’allontanamento o il demansionamento di altre professionalità interne, sostituite da figure considerate vicine alla ministra e alla Lega, determinando un progressivo accentramento del Dipartimento sull’asse Lega-Anffas, con una gestione delle nomine e delle risorse pubbliche che solleva dubbi in ordine alla trasparenza, all’imparzialità e al rispetto dei principi di buon andamento dell’amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione;
tale quadro desta particolare preoccupazione anche alla luce delle ripetute segnalazioni provenienti da altre associazioni della disabilità e dei caregiver familiari, che denunciano insufficienza di risorse, scarso coinvolgimento nei processi decisionali e una distribuzione non equilibrata di fondi, incarichi e opportunità istituzionali: –
se il Governo intenda chiarire i criteri e le procedure che hanno determinato l’assegnazione degli incarichi, delle consulenze, degli affidamenti e delle collaborazioni richiamati in premessa, specificando quali strumenti siano stati adottati per garantire trasparenza, imparzialità e assenza di conflitti di interesse, nonché se non ritenga opportuno avviare una verifica ispettiva indipendente sulle nomine, sui rapporti economici e sull’utilizzo delle risorse pubbliche presso il Dipartimento per le disabilità;
quali iniziative il Governo intenda assumere per assicurare che le politiche pubbliche in materia di disabilità siano definite nel rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e pari rappresentanza del mondo associativo, garantendo criteri meritocratici nella selezione di consulenti e collaboratori, piena pubblicità degli incarichi e degli affidamenti e un più equo coinvolgimento delle associazioni e dei caregiver familiari nei processi decisionali.
Furfaro, Malavasi, Girelli, Filippin, Ciani
* Gli articoli realizzati dal giornalista Stefano Iannaccone: Affitti e conflitti di interessi. Disabilità, mistero Locatelli, «Domani», 3 maggio 2026; Amichettismo leghista: al ministero di Locatelli i fedelissimi senza titoli, «Domani», 4 maggio 2026; Nomine e disabilità, «Danno erariale dall’Osservatorio»: nuovo caso da Locatelli, «Domani», 5 maggio 2026; Soldi e consulenze: Locatelli porta al ministero la “sua” associazione, «Domani», 17 maggio 2026.
Ultimo aggiornamento il 20 Maggio 2026 da Simona