Un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministero per le Disabilità sulla gestione di ExpoAID
ExpoAID, la manifestazione che si terrà a Rimini i prossimi 25-26-27 giugno, non è ancora iniziata ma la sua gestione è già diventata oggetto di inchiesta, l’ennesima, che riguarda il Ministero per le Disabilità e la Ministra Locatelli, pubblicate dal quotidiano «Domani». E come già in un’altra occasione, proprio dall’ultima inchiesta è scaturita una nuova interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata dall’Onorevole Ilenia Malavasi il 22 giugno 2026.
Il ministro Locatelli guarda alla disabilità in termini di cura e custodia invece che di diritti
«Nella misura in cui lo Stato si affida a caregiver familiari, terzo settore e istituti per sostenere l’autodeterminazione delle persone disabili, esso abdica ai propri doveri e alle proprie responsabilità nei loro confronti», è questo uno dei passaggi del testo critico elaborato dal Movimento Antiabilista in risposta alle affermazioni espresse dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli lo scorso 12 giugno, intervenendo come ospite del podcast Skeptical Health.
Persona con disabilità costretta a disdire la partecipazione a ExpoAID per mancanza di assistenza
Lo scorso maggio abbiamo dato spazio al testo di denuncia nel quale Germano Tosi, presidente di ENIL Italia, portava all’attenzione pubblica la drammatica situazione del territorio carmagnolese, in Piemonte, dove, nonostante le rivendicazioni, video e lettere di denuncia delle persone con disabilità non erano ancora stati resi disponibili i fondi per l’assistenza personale autogestita e autodeterminata. Oggi Tosi torna a evidenziare che la situazione non si è ancora sbloccata e che la persistente mancanza di assistenza, dovuta ai continui ritardi nell’erogazione dei contributi per la vita indipendente del suo distretto, lo obbliga a disdire la partecipazione a ExpoAID.
L’Autorità Garante e le persone con disabilità nelle strutture sanitarie: il caregiver non è un semplice visitatore!
«Negare la presenza del caregiver, quando necessaria e in assenza di adeguate misure alternative, può tradursi in una compressione del diritto alla salute e in una forma di discriminazione indiretta»: lo affermano dal Collegio dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha recentemente prodotto una Raccomandazione dedicata alla presenza del caregiver durante il ricovero e l’accesso alle prestazioni sanitarie delle persone con disabilità.
La Riforma della disabilità tra luci e ombre, tra politica e corpi intermedi (…intermedi sempre più a fatica per responsabilità proprie e altrui)
Prende spunto da una recente riflessione del Coordinamento PERSONE sulla Riforma della disabilità, sintetizzabile con il commento «… attenzione a non buttare via il bambino con l’acqua sporca», questo interessante contributo di Andrea Pancaldi che, sia pure per “macro capitoli”, individua luci ed ombre dei rapporti tra politica e corpi intermedi, tra Istituzioni e associazionismo dell’area della disabilità.
La FISH respinge le dimissioni di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS
Non avendo dato notizia delle dimissioni di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS, dalla carica di vicepresidente della Federazione FISH, quest’ultima non ha ritenuto di dover diramare un comunicato pubblico nemmeno per segnalare che quelle dimissioni sono state rifiutate. «Tale decisione non è stata assunta all’unanimità», specifica una nota interna del presidente nazionale Vincenzo Falabella (in riferimento alla votazione della Giunta Nazionale), il quale si guarda bene dal menzionare i motivi per i quali quelle dimissioni sono state presentate, o dall’esprimere considerazioni sul sistema di potere che emerge dalle inchieste sulla gestione del Ministero per le Disabilità, pubblicate sul quotidiano «Domani».
La Corte Costituzionale ammette i pareri delle Associazioni sull’illegittimità di alcune disposizioni sul TSO
Lo scorso marzo l’Associazione Diritti alla Follia aveva manifestato il proprio interesse per l’ordinanza con la quale il Tribunale di Firenze ha rimesso alla Corte Costituzionale una questione di legittimità riguardante la disciplina del trattamento sanitario obbligatorio (TSO). Oggi segnaliamo che la Corte Costituzionale ha ammesso che Diritti alla Follia, l’Associazione L’altro diritto ed il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani presentassero un proprio parere riguardo all’illegittimità dell’assenza di difesa tecnica per le persone sottoposte a TSO. Segnaliamo anche che il testo trasmesso dall’Associazione L’altro diritto è fruibile dal sito dell’Associazione stessa.
Visibilità: chi era costei?
«Sono convinta che la via principale per superare le barriere ideologiche e culturali sia l’inserimento lavorativo», scrive Liana Cappato, presidente dell’Associazione ligure Autismo Fuori dal Coro ODV, riflettendo sui meccanismi che di fatto ancora ostacolano l’accesso delle persone con disabilità al mondo del lavoro retribuito, sebbene questo sia un diritto sancito da molteplici norme. In particolare Cappato segnala «l’inganno delle “borse lavoro”», che consentono agli Enti di usufruire del lavoro delle persone con disabilità senza tuttavia corrispondere alcuna retribuzione, nemmeno minima. Le diverse mail inviate all’Assessore alla Sanità e al Welfare della Regione Liguria per affrontare la questione non hanno ricevuto alcuna risposta.
Dal Consiglio d’Europa un passo positivo verso l’autonomia nell’assistenza alla salute mentale
La “Raccomandazione sul rispetto dell’autonomia nell’assistenza alla salute mentale” adottata dal Consiglio d’Europa lo scorso 17 giugno riscuote il favore di dieci Organizzazioni, tra cui il Forum Europeo sulla Disabilità e Mental Health Europe, espresso attraverso una Dichiarazione congiunta nella quale riconoscono come il Consiglio d’Europa abbia compiuto un passo positivo in questa materia. Nel frattempo però le Organizzazioni continuano a chiedere al Consiglio d’Europa di ritirare la bozza del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, che invece, se approvata, segnerebbe una regressione sotto il profilo del rispetto dei diritti umani.
Un premio a tesi di laurea e studi sul sistema dell’accessibilità universale
Sin dagli inizi del 2016 seguiamo il progetto “Città accessibili a tuttə” dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), che ha messo in evidenza l’importanza di costruire un vero e proprio sistema dell’accessibilità. E tra le principali iniziative legate a tale progetto vi è il “Premio Città accessibili a tuttə”, la cui edizione 2026 è aperta fino al 5 ottobre a tesi di laurea triennali e magistrali, oltreché a ricerche e studi sulle tematiche dell’accessibilità universale e l’inclusione sociale, all’interno di qualsiasi disciplina in Italia e all’estero.
Disabilità: “Dal nero su bianco ai colori della vita”, la Repubblica di San Marino si interroga sul significato dei diritti
L’Associazione Attiva-Mente della Repubblica di San Marino celebra i vent’anni dell’adozione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità con “Dal nero su bianco ai colori della vita: vent’anni di Convenzione”, una serata pubblica in programma per il prossimo mercoledì 24 giugno. Ad essa, parteciperà anche, da remoto, Heba Hagrass, la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Sarà un’occasione per interrogarsi sul significato dei diritti, spiegano dall’Associazione.
Corpi, desideri, diritti: la sessualità delle persone con disabilità che deve smettere di essere un tabù
Le persone con disabilità vivono spesso un paradosso profondo: un corpo altamente visibile negli sguardi clinici, assistenziali o diagnostici e, allo stesso tempo, ancora poco riconosciuto nella sua dimensione erotica, affettiva e relazionale. Nasce a Padova e Vicenza un nuovo servizio di consulenza sessuologica dedicato alle stesse persone con disabilità, uno spazio di ascolto e confronto per parlare di corpo, identità, relazioni, piacere e autodeterminazione, oltre ogni stereotipo, silenzio e discriminazione.
Disabilità e progetto di vita: la tentazione gattopardesca di limitare il diritto a desiderare
Il decreto 62 prevede che il progetto di vita accolga non solo i bisogni della persona con disabilità, ma anche i suoi desideri, preferenze, aspettative. Ma il concetto di desiderio, nel campo del diritto, cosa implica? Il diritto non è a veder realizzati tutti i desideri, ma a desiderare. Dove si gioca la sfida? Nel non limitarsi a riconoscere questo diritto solo a chi i desideri li sa esprimere. C’è un linguaggio del silenzio che chi fa i progetti di vita deve saper ascoltare.
L’approccio multifocale e la disabilità
«In base al cosiddetto “approccio multifocale” della filosofia – scrive Luca Grecchi -, è evidente che incentrarsi sul deficit, inteso come “ciò che manca ad un soggetto per essere considerato normale”, non costituisce una modalità auspicabile per rapportarsi ad alcun essere umano. Nessuno, infatti, è soltanto “un paraplegico”, “un ipovedente” o “un autistico”, ma ciascuno è anche un figlio, un fratello, un musicista, un amante di certi sport, di determinate letture, un individuo caratterizzato da idee, valori, comportamenti e così via».
Essere disabili in Siria, Lujain: «Ho tre arti amputati. Parlo con i miei monconi, sono viva ma invisibile»
Lujain è una donna siriana di Aleppo rimasta senza gambe e senza un braccio dopo che, nel 2012, un barile bomba distrusse la sua casa e uccise suo figlio. Vive in una struttura informale con altre donne e bambine mutilate dalla guerra, accudita da medici volontari. In Siria si contano quasi tre milioni di persone con disabilità: sono spesso emarginate, non hanno accesso al lavoro, né all’assistenza e le barriere architettoniche le condannano a vite isolate. Ma Lujain legge favole alle bambine orfane e canta con loro. «C’è una cosa che nessuna bomba ci può togliere», dice. «La solidarietà che abbiamo le une con le altre».
Un incontro nudo con la disabilità, un incontro che non chiede il biglietto da visita, ma presenza
«Nel mondo della disabilità – scrive Elena Malagoli -, al dì là di un immaginario edulcorato, esistono anche persone che sono oltre la soglia di un incontro facile. Persone con corpi, esigenze e comportamenti “non addomesticabili”, che ci richiedono di muoverci e di andare “a casa loro” anziché invitarli “a casa nostra” in veste di ospiti ben educati. Sono persone che ci chiedono di presentarci nudi, spogliati dei nostri rassicuranti codici relazionali e dei ruoli sociali. Persone che ci chiedono autenticità».
Il centro Informare un’h promuove la lettura, l’adozione e l’applicazione dei Manifesti delle Donne e delle Ragazze con disabilità del Forum Europeo sulla Disabilità.
Un cordiale saluto e buona lettura
Il Centro Informare un’h
Questa newsletter è un servizio offerto da Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli della UILDM sezione di Pisa (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
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Ultimo aggiornamento il 24 Giugno 2026 da Simona