della rete Famiglie con Disabilità della Toscana
Lo scioglimento della Società della Salute della Zona Pisana, il soggetto preposto alla gestione e all’erogazione dei servizi sociali e sanitari nella Zona in questione, sta suscitando una forte preoccupazione per la tenuta e l’erogazione dei servizi nell’area della disabilità. Lo rende noto la rete Famiglie con Disabilità della Toscana, che denuncia «un quadro di carenze strutturali, disservizi e inadempienze» che ha conseguenze dirette sulle persone con disabilità residenti nella Zona interessata. Le problematiche più evidenti, a causa della mancata riorganizzazione, si stanno registrando in settori del trasporto sociale e dell’assistenza specialistica.

Famiglie con Disabilità della Toscana (già Genitori Attivisti Pisa), una rete in espansione che accoglie genitori di diverse province toscane, uniti per tutelare i loro figli e figlie con differenti tipi e gradi di disabilità, esprime la propria profonda apprensione in merito al percorso di scioglimento della Società della Salute della Zona Pisana.
In particolare, le famiglie denunciano un quadro di carenze strutturali, disservizi e inadempienze che ricadono direttamente sulla pelle dei loro figli e delle loro figlie. Questo comunicato nasce proprio per ribadire che siamo in attesa delle mancate risposte e di dati certi da parte del Comune in merito alla transizione verso la nuova gestione (definita “monocomunale”), che dal 31 luglio avrebbe già dovuto sostituire definitivamente la Società della Salute.
Al momento, ad esclusione del servizio per l’Alta Marginalità, su quasi tutte le altre prestazioni sociali vige una totale incognita.
Attualmente i servizi sono assegnati in via temporanea alla gestione dell’ASL, una misura tampone che viene prorogata di sei mesi in sei mesi fin dal momento in cui è stato annunciato, lo scorso luglio, lo scioglimento della Società della Salute. Questa gestione provvisoria sta mostrando non poche criticità, poiché l’ASL si trova sovraccaricata da una mole enorme di compiti e adempimenti (quasi tutto il lavoro in precedenza svolto dalla Società della Salute), con inevitabili ripercussioni sulla qualità delle prestazioni. Le problematiche più evidenti, a causa della mancata riorganizzazione, si stanno registrando in settori essenziali, come quello del trasporto sociale e dell’assistenza specialistica.
Per analizzare gli impatti di questo passaggio, è stato richiesto un parere scientifico al Laboratorio Management e Salute (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il cui Rapporto intermedio fase due delinea i requisiti e i criteri tecnici del sistema. Tuttavia, le famiglie evidenziano come la teoria dei report si scontri con una realtà dove si avvertono rischi riguardo alla prosecuzione dei servizi in àmbito scolastico e assistenziale.
Sono state riferite pressioni psicologiche subite da alcune famiglie durante i GLO (Gruppi di Lavoro Operativi per l’inclusione). Secondo le segnalazioni ricevute, diverse famiglie sono state messe davanti a una sorta di “ricatto indiretto”: le ore di assistenza specialistica richieste vengono formalmente accettate, ma i referenti insistono nel voler inserire a verbale una dicitura che definisce “incerta” la ripartenza e la prosecuzione del servizio.
Le famiglie sottolineano che questo modus operandi è da considerarsi inaccettabile. Le ore assegnate all’interno del PEI (Piano Educativo Individualizzato) devono essere garantite per legge: non sono ammessi escamotage o giustificazioni legati all’incertezza burocratica del Comune.
«Il nostro unico e prioritario obiettivo è tutelare i cittadini e garantire che l’erogazione dei servizi sociali non subisca battute d’arresto o ridimensionamenti», dichiara Silvia Abbate, portavoce della rete Famiglie con Disabilità della Toscana. «Avvertiamo, in attesa del passaggio alla nuova gestione, un rischio di indebolimento della rete di protezione sociale del nostro territorio. Parliamo di prestazioni essenziali e insostituibili. Le istituzioni non possono trincerarsi dietro ai silenzi mentre le famiglie affrontano in solitudine i GLO e i disservizi su prestazioni consolidate ed effettuate da tantissimi anni».
«Il Comune – conclude Abbate – deve uscire dal silenzio: pretendiamo risposte chiare e la garanzia assoluta che, come previsto dalla legge, la continuità assistenziale ed educativa dei ragazzi e delle ragazze con disabilità e la qualità del servizio di trasporto sociale non vengano sacrificati sull’altare di una riorganizzazione burocratica».
Per ulteriori informazioni: Silvia Abbate, portavoce Famiglie con Disabilità della Toscana (ex Genitori Attivisti Pisa), genitoriattivistipisa@gmail.com
Vedi anche:
Pagina Facebook della rete Famiglie con Disabilità della Toscana.
Ultimo aggiornamento il 15 Giugno 2026 da Simona