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Volo negato agli atleti con disabilità, non è stata umiliata solo una Nazionale Italiana, è stato umiliato lo Stato

dell’Associazione Nessuno è Escluso*

Ieri mattina, 20 luglio 2026, la Nazionale Italiana di Powerchair Football (il calcio in carrozzina elettrica) doveva partire dall’Aeroporto di Roma Fiumicino su un volo diretto a Glasgow, in Scozia, per partecipare a un importante torneo internazionale, ma poco prima della partenza la compagnia EasyJet ha negato l’imbarco a sei atleti con disabilità. Ciò nonostante la Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport (FIPPS) avesse prenotato con largo anticipo ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie. «È il fallimento di un sistema che continua a considerare i diritti delle persone con disabilità come qualcosa di negoziabile», è il commento dell’Associazione Nessuno è Escluso.

La delegazione della Nazionale Italiana di Powerchair Football all’Aeroporto di Roma Fiumicino (credits: Oltre gli Ostacoli).

Ieri non è stata umiliata soltanto una Nazionale Italiana.
Ieri è stato umiliato lo Stato.
Una squadra composta da atleti con disabilità, dopo aver richiesto per tempo tutte le autorizzazioni, dopo aver ricevuto conferme formali, (ricordiamo che tutto ciò vale solo per le persone con disabilità) viene lasciata a terra come se fosse un problema logistico da risolvere all’ultimo minuto [si veda: Renato La Cara, “Negata autonomia e identità”; “Non ci hanno permesso di rappresentare l’Italia”: il caso EasyJet raccontato dalla Nazionale di calcio in carrozzina rimasta a terra, «il Fatto Quotidiano», 21 luglio 2026, N.d.R.].

No, non è un problema logistico.
È il fallimento di un sistema che continua a considerare i diritti delle persone con disabilità come qualcosa di negoziabile.
Le carrozzine non sono bagagli, sono parte integrante della persona: sono autonomia, libertà, dignità.
E quando impedisci a un atleta di partire perché non hai saputo garantire ciò che avevi autorizzato, non stai cancellando una trasferta, stai calpestando un diritto, stai discriminando!

Adesso basta con i comunicati pieni di belle parole, dei Ministri, delle istituzioni, di quei sindacati delle persone con disabilità travestiti da finte associazioni.
Chiediamo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di dire al Paese cosa intende fare, concretamente, affinché un episodio del genere non possa più accadere, ma non tra un anno, non con qualche scarno comunicato, non dopo l’istituzione dell’ennesima commissione.
Adesso!

E ci rivolgiamo anche all’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
Il suo ruolo non è assistere in silenzio mentre milioni di persone vengono umiliate insieme alla nazionale paralimpica.
Il suo compito dovrebbe essere quello di difendere con forza i diritti delle persone con disabilità ogni volta che vengono messi in discussione e non con quelle ridicole “raccomandazioni” che ogni tanto leggiamo da parte del garante.
E lo diciamo molto chiaramente: se questa struttura, che tra l’altro ci costa centinaia di migliaia di euro all’anno, non ritiene di dover intervenire pubblicamente e pretendere l’accertamento delle responsabilità, allora abbia il coraggio di spiegare quale sia l’utilità della sua funzione. Perché un’istituzione che tace davanti a episodi come questo rischia di diventare parte del problema, non della soluzione.

L’ENAC [l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, N.d.R.] ha aperto un’indagine. Bene, ma il problema è molto più grande di un’indagine. Il problema è un Paese che applaude gli atleti paralimpici quando vincono medaglie e li lascia a terra quando devono prendere un aereo, soli quando devono semplicemente esercitare un diritto fondamentale.

Questa non è inclusione, lo ripetiamo è discriminazione. Questa è una sconfitta dello Stato, cioè di tutti noi.
E da oggi nessuno abbia più il coraggio di riempirsi la bocca con parole come “pari opportunità” e “accessibilità” se poi, nei fatti, accadono cose surreali come quella di oggi.
Pretendiamo verità. Pretendiamo responsabilità. Pretendiamo rispetto.
Perché la dignità delle persone con disabilità non è una concessione, è un sacrosanto diritto e chi non è disposto a difenderlo non è degno del ruolo che ricopre.
Noi non molliamo.

 

Per informazioni: associazione@nessuno-escluso.it

 

* Il presente testo è già stato pubblicato sulla pagina Facebook dell’Associazione Nessuno è Escluso, e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Ultimo aggiornamento il 21 Luglio 2026 da Simona