«Si garantisca alle persone la possibilità di scelta. La programmazione dell’offerta di sostegni non può essere concentrata esclusivamente sulle strutture»: è la richiesta presente in un documento/appello inviato alla propria Regione da 19 organizzazioni delle Marche, in vista della prossima uscita del nuovo Piano di Fabbisogno Sociosanitario Regionale, documento che ridefinirà l’offerta di servizi diurni e residenziali per disabilità, demenze, anziani non autosufficienti, salute mentale e dipendenze.*

«Si garantisca alle persone la possibilità di scelta. La programmazione dell’offerta di sostegni non può essere concentrata esclusivamente sulle strutture»: è la richiesta presente in un documento/appello inviato alla propria Regione da 19 organizzazioni delle Marche (a questo link il testo integrale, con l’elenco delle organizzazioni firmatarie), in vista della prossima uscita del nuovo Piano di Fabbisogno Sociosanitario Regionale, documento che sostituirà la programmazione del 2017, ridefinendo l’offerta di servizi diurni e residenziali per disabilità, demenze, anziani non autosufficienti, salute mentale e dipendenze.
Come si legge nel documento/appello, in riferimento all’imminente Piano, «la risposta continua a concentrarsi esclusivamente su modelli “residenziali” (strutture e posti letto), spesso contenitori indifferenziati, e non “abitativi” (case) e dall’assenza di qualsiasi forma di potenziamento di sostegno alla domiciliarità. Il principio della possibilità di scelta e di autodeterminazione delle persone esula dal percorso programmatorio così come il potenziamento di quei modelli abitativi, nei quali la casa non è solo un luogo, ma parte integrante del sostegno alla persona».
«Il “progetto di vita” e la centralità di esso – si legge ancora nel testo – deve riguardare ogni essere umano che ha necessità di sostegni. L’obiettivo è dunque il superamento di proposte standardizzate a favore di sostegni personalizzati, nei quali la persona abbia possibilità di scelta».
Le organizzazioni chiedono dunque alla propria Regione un cambio di impostazione e di prospettiva, «evitando di reiterare modelli che richiamano ad un passato che deve essere urgentemente superato». «Rifiutiamo infatti l’idea – conclude il documento/appello – che le mutate esigenze delle persone e le conseguenti richieste di sostegni transitino attraverso modelli che non rispecchiano le scelte delle persone. La risposta ai bisogni non può essere automaticamente un nuovo posto letto. Deve essere, prima di tutto, una possibilità di vita». (Stefano Borgato)
Per ulteriori informazioni: grusol@grusol.it.
* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
Ultimo aggiornamento il 21 Maggio 2026 da Simona