Proroga dell’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità: le persone con disabilità sanno benissimo cosa vogliono e anche cosa non vogliono più
Prendendo spunto dalle recenti esternazioni della Federazione FISH sulla richiesta di risorse certe per attuare il Progetto di Vita e sulla proroga, per altri tre anni, dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, il Coordinamento PERSONE evidenzia come l’attuale associazionismo, pur essendo stato originato dalla buona intenzione di sopperire ad un welfare a scatafascio, sia divenuto funzionale al sistema. Per tale ragione «chiedere soldi al Governo non basta, bisogna avere in mente come utilizzarli – affermano da PERSONE –. Chiedere soldi al Governo sapendo già che andranno a finanziare le strutture delle associazioni rappresentate da chi li chiede, invece, supera la soglia della tollerabilità».
Per un altro modello di rappresentanza delle persone con disabilità servono regole, trasparenza e separazioni chiare
«Come si garantisce l’indipendenza di chi deve rappresentare le persone, rivendicare i loro diritti e, quando necessario, contrapporsi duramente alle stesse Istituzioni con le quali intrattiene rapporti economici, progettuali e istituzionali?» Se lo chiedono dall’Associazione Nessuno è Escluso in questa riflessione sulle criticità dell’attuale modello di rappresentanza delle persone con disabilità, e sull’esigenza di immaginare «un altro modello, una rappresentanza indipendente, trasparente, non manipolabile, con mandati chiari, senza conflitti di interesse, capace di dialogare con qualsiasi Governo e soprattutto capace di diventare la sua più dura controparte quando quel Governo non garantisce i diritti».
Una Legge che trasforma i caregiver in schiavi di Stato
«Questa legge non riduce il lavoro assistenziale e non ne riconosce il valore – osserva amara Sara Bonanno, una caregiver, commentando gli ultimi emendamenti introdotti nel Disegno di Legge governativo sul caregiver familiare –. Lo registra, lo inserisce nel Progetto di Vita, forma persino i minori affinché continuino a svolgerlo, finanzia l’amministrazione incaricata di controllarlo e concede un’elemosina soltanto a chi dimostra di essere stato privato del lavoro, del reddito e del proprio tempo. Non è una legge per sostenere i caregiver. È una legge per rendere ufficiale, programmabile e strutturale il loro sfruttamento».
Bene il riconoscimento del caregiver, purché esso non diventi il sostituto dei diritti della persona con disabilità
«Il riconoscimento del caregiver può rappresentare un passo avanti soltanto se cammina insieme al rafforzamento dei servizi, dell’assistenza personale, delle opportunità di Vita Indipendente e delle alternative all’istituzionalizzazione – scrivono dall’Associazione Attiva-Mente, commentando le disposizioni sul riconoscimento del caregiver familiare approvate nella Repubblica di San Marno –. Altrimenti rischiamo di riconoscere formalmente una figura che continuerà, nella sostanza, a essere lasciata sola e, soprattutto, di confondere due cose profondamente diverse: il diritto del caregiver a essere sostenuto e il diritto della persona destinataria di assistenza a ricevere i sostegni necessari per scegliere come, dove e con chi vivere».
Le Linee Guida per contrastare la discriminazione intersezionale contro le donne con disabilità di tutte le età
Le nuove Linee Guida per contrastare la discriminazione intersezionale delle donne con disabilità, recentemente adottate dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, forniscono un supporto fondamentale per promuovere l’uguaglianza delle donne con disabilità lungo tutto l’arco della vita. Esse riconoscono che la discriminazione intersezionale deriva dall’interazione della disabilità con altri fattori, e che le barriere al godimento eguale dei diritti umani sono prodotte e sostenute da sistemi di discriminazione, oppressione e rapporti di potere diseguali. L’importante documento è stato accolto con favore anche dall’International Disability Alliance (IDA) che, per facilitarne il recepimento, ha sviluppato uno specifico kit operativo liberamente fruibile online.
Dall’EDF una sovvenzione per supportare le donne con disabilità nella guida del cambiamento
Il Forum Europeo sulla Disabilità prevede l’erogazione di sovvenzioni fino a 3.000 euro per organizzazione o 9.000 euro per coalizione, a sostegno delle organizzazioni componenti dell’EDF che desiderano intraprendere attività incentrate sui diritti delle donne nell’area del Consiglio d’Europa. L’iniziativa rientra nell’àmbito di “Niente senza di noi: le donne con disabilità guidano il cambiamento”, un progetto triennale del medesimo Forum. Le candidature devono essere inviate entro le ore 18 del 16 novembre 2026.
Una sentenza riconosce il diritto di avere una sedia a rotelle adeguata alle proprie esigenze, ma l’ASL studia il modo per differire l’erogazione
Desta sconcerto e lascia allibiti la vicenda di Christian Durso, un uomo con disabilità motoria di Napoli che, per vedersi riconosciuto il diritto ad avere una sedia a rotelle adeguata alle proprie esigenze di autonomia e mobilità, è dovuto ricorrere al Tribunale. Tuttavia egli, pur essendosi visto riconoscere questo diritto dalla sentenza di primo grado, in concreto se lo vede ancora negato perché l’ASL Napoli 1 Centro, non solo ha impugnato la sentenza, ma ha anche chiesto la sospensione della stessa. Il che vuol dire che per la fornitura di un ausilio di prima necessità Durso potrebbe dover aspettare ulteriori mesi, o addirittura anni. Della questione si sta interessando il senatore Orfeo Mazzella, che ha presentato un’interrogazione parlamentare.
Abilismo (“benevolo”), segregazione e i diritti che diventano costi da tagliare
Certe idee espresse recentemente con forza in Italia e fuori d’Italia, ad esempio sulla necessità di separare gli alunni con disabilità dalle classi comuni, «non sono nient’altro che idee di segregazione – scrive Fabrizio Acanfora – frutto di una concezione strutturalmente abilista della società, un abilismo, tra l’altro, “benevolo”, che si traveste da cura, da protezione e da pedagogia pensata su misura. E quando certe figure parlano di merito, di sacrifici e di chi rallenta gli altri, teniamo bene a mente la storia del Novecento».
Autismo e abilità domestiche, come per Isabella hanno rappresentato un mezzo e non solo un fine
Capita spesso che ci facciano tante domande riguardo la nostra scelta di forte impegno familiare per aiutare Isa a sviluppare abilità, grazie agli apprendimenti domestici e, con questo articolo, voglio raccontare meglio il perché e come cerchiamo di gestire la situazione in modo che Isabella, grazie alle abilità domestiche, possa imparare anche abilità sociali che la aiutino a essere più autonoma fuori casa.
Caregiver, cambia il DDL: Isee fino a 25mila euro e riconosciuti anche i minorenni
La Commissione Affari Sociali della Camera ha concluso l’esame del provvedimento. La soglia Isee per il contributo sale da 15mila a 25mila euro, con un sostegno che si riduce progressivamente sopra i 15mila. Entrano esplicitamente tra i destinatari anche i caregiver minorenni. Il testo è atteso in Aula il 2 ottobre.
Che cosa sei diventato, Terzo settore? Ricerca e alternative per non andare al passo del mercato
La trasformazione radicale degli attori, delle dinamiche, dei finanziatori del welfare è stato un tema a lungo invisibilizzato, anche in università, per il timore di mettere in cattiva luce un pezzo importante della cooperazione sociale. Ma le fatiche sono evidenti, per chi ci lavora e chi ne beneficia: immaginare strade nuove è necessario, spiega Davide Caselli, ricercatore, professore di Sociologia all’Università di Bergamo e membro del Laboratorio welfare pubblico.
Il Progetto di Vita ha una lunga storia ed è una storia che va raccontata tutta
«Il Progetto di Vita – scrive Maria Rosaria Duraccio – ha una storia lunga, plurale e, soprattutto, costruita anche dalle persone con disabilità e dalle loro organizzazioni. Una storia da raccontare nella sua interezza. Esso non nasce con il Decreto Legislativo 62/24 e non nasce come metodologia tecnico-professionale. Le sue radici vanno cercate nelle battaglie delle persone con disabilità per l’autodeterminazione, la libertà di scelta, la deistituzionalizzazione, l’assistenza personale autogestita e il diritto a vivere nella comunità su base di uguaglianza con gli altri».
Il cantiere della riforma: percorsi, servizi ed esperienze
Il presente Vademecum, scaricabile in allegato, raccoglie una scelta di articoli pubblicati da settembre 2025 a luglio 2026 sul tema delle politiche e dei servizi rivolti alle persone con disabilità. È suddiviso in tre parti: la prima parte propone alcuni articoli di approfondimento sulle tematiche centrali della riforma della disabilità; la seconda è dedicata alle prospettive di cambiamento dei servizi; la terza mette in luce i processi virtuosi che si stanno realizzando nei territori.
La Regione Toscana raddoppia risorse per abbattere barriere architettoniche: da due a quattro milioni
Raddoppia lo stanziamento per sostenere i Comuni nell’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e nelle aree urbane. L’avviso pubblico, scaduto il 20 luglio, per finanziare i Peba, ovvero i piani di abbattimento delle barriere architettoniche che per le amministrazioni comunali sono strumenti obbligatori dal 1986 e dal 1992, era stato finanziato dalla Regione con due milioni di euro. Adesso la giunta ha raddoppiato le risorse messe a disposizione, che sono diventate quattro milioni.
Giornata Mondiale Alzheimer. I 4 falsi miti su chi deve pagare le rette Rsa
Consulcesi & Partners ha raccolto i quattro principali equivoci sulle rette delle RSA, alla luce dei più recenti orientamenti dei giudici e sulla base delle numerose richieste e segnalazioni sul portale specializzato www.soluzione-rsa.it
Il centro Informare un’h promuove la lettura, l’adozione e l’applicazione dei Manifesti delle Donne e delle Ragazze con disabilità del Forum Europeo sulla Disabilità.
Un cordiale saluto e buona lettura
Il Centro Informare un’h
Questa newsletter è un servizio offerto da Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli della UILDM sezione di Pisa (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
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Ultimo aggiornamento il 24 Settembre 2026 da Simona