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L’estate porta scompiglio

del Coordinamento PERSONE*

Intervenendo riguardo alle recenti vicende di maltrattamenti e violenze attuate all’interno di diverse strutture residenziali del Casertano ai danni di persone disabili istituzionalizzate, il Coordinamento PERSONE contesta alcune dichiarazioni di Vincenzo Falabella, Presidente nazionale della Federazione FISH, osservando come esse siano indirizzate al miglioramento dell’istituzionalizzazione e non al suo superamento, come previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Elaborazione grafica dedicata alla discriminazione delle persone con disabilità (©Dadu Shin).

La scorsa estate è andata così… con le dichiarazioni di Giovanni Marino (Presidente dell’ANGSA Nazionale[1]): «Le residenze non sono un istituto e non sono segreganti e non violano nessuno degli articoli citati della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità»[2] e ancora: «La Convenzione ONU è una legge sovranazionale, ma non è il Vangelo»[3].

A circa un anno di distanza, ci risiamo con le dichiarazioni del Presidente della FISH Nazionale[4] al quale ci rivolgiamo direttamente.

Dr. Falabella, lei è una persona con disabilità che non solo vive libera, è sposata e ha una famiglia, ma ricopre cariche potenzialmente importanti.

Da quale pulpito, quindi, le sue parole che raccontano la richiesta di deistituzionalizzazione come un miglioramento dell’istituzionalizzazione e non il suo superamento?[5]

Da quale pulpito ciò che racconta sulla necessità di cura e sicurezza, invece del diritto alla libertà?

La Costituzione e il principio di uguaglianza ci impongono di liberare le persone segregate, di restituire loro la libertà di cui sono state private senza motivo, non di «adottare ogni misura ragionevole per prevenire violenze, abusi e maltrattamenti»[6]. Dove l’ha letta questa fandonia?

Questa è la “storiella” che raccontate, facendo scempio di una convenzione internazionale e di una legge dello Stato italiano[7] per mantenere intatte le posizioni e relative rendite delle Associazioni che afferiscono alla FISH, con buona pace di chi trascorre la vita fra quattro mura.

A tal proposito le consigliamo, ove mai le fosse sfuggito, la lettura del libro Anni senza vita al Cottolengo di Piero Defilippi e Roberto Tarditi[8]. Non c’è solo il racconto della vita da internati ma, soprattutto, la voglia irriducibile di uscire e il sostegno che hanno ricevuto per poter finalmente condurre una vita nel mondo.

Dice Roberto: «Qualcuno dice che chi vive al Cottolengo si dichiara felice. Come potrebbe essere diversamente? Anch’io, anche Piero, abbiamo creduto per molto tempo che quella fosse la nostra vita e che non ce ne potesse essere un’altra per noi. Per molti non è possibile scegliere, perché non hanno confronti da fare, oppure sanno in partenza che non gli è data nessuna altra possibilità. Altri hanno paura dell’ignoto, di quel che li aspetta fuori. Anche per noi è stato così. Solo di fronte ad altre opportunità ho potuto scegliere, ma se non si è aiutati, e si viene anzi scoraggiati, è difficile se non impossibile farcela da soli».

Ecco, è tutto racchiuso qui, nella voce di una persona con disabilità che ha preteso la libertà. La stessa a cui hanno diritto tutti, ma proprio tutti.

Lei è una persona con disabilità e la domanda è d’obbligo: perché non lascia la sua casa, la sua famiglia e va a vivere in una “bella struttura” e da lì, da dentro, se può, non fa la sua battaglia per la “sicurezza” e “per prevenire la violenza”?

Magari da dentro potrebbe raccontarci come si sta. E magari, da dentro, farebbe di tutto per uscirne.

Altrimenti abbia il buon gusto di parlare per sé, di non stravolgere le leggi e di non interpretare il volere altrui.

 

PERSONE è il Coordinamento Nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità, costituito da persone con disabilità, familiari, caregiver, comitati e associazioni.
E-mail: personecoordnazionale@gmail.com

Nota: le note a piè di pagina sono un intervento del Centro Informare un’h. Il Centro rimane disponibile a ospitare eventuali repliche dei soggetti chiamati in causa nel testo.

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[1] Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo.
[2] Giovanni Marino, Le residenze non sono istituti, ma modelli abitativi progettati a misura dei bisogni assistenziali delle persone, «Superando», 9 luglio, 2025.
[3] Giovanni Marino, ibidem.
[4] Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie.
[5] Si veda il seguente testo: Vincenzo Falabella, Maltrattamenti, indignarsi non basta più, «Vita», 25 luglio 2026.
[6] Vincenzo Falabella, ibidem.
[7] La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità è stata ratificata dal nostro Paese con la Legge 18/2009.
[8] La prima edizione dell’opera è stata pubblicata da Rosemberg & Sellier nel 2000. La riedizione aggiornata a cura di Ciro Tarantino e Samule Pigoni è stata pubblicata da Mimesis Edizioni nel 2026. A questo link è pubblicata la Nota di edizione prodotta dai curatori dell’aggiornamento.

 

Vedi anche:

Simona Lancioni, Videosorveglianza nelle strutture per persone disabili? Sarebbe una forma di vittimizzazione secondaria, «Informare un’h», 28 luglio 2026.
Simona Lancioni, La realtà distopica delle persone con disabilità istituzionalizzate nel nostro Paese, «Informare un’h», 26 luglio 2026.
Coordinamento PERSONE, La Federazione FISH dovrebbe discutere seriamente, una volta per tutte, della violenza dell’istituzionalizzazione, «Informare un’h», 25 luglio 2026.
FISH Nazionale e FISH Campania, Presunti abusi nel casertano: lo sdegno della FISH. “Controlli indipendenti e revoca immediata delle autorizzazioni”, sito della FISH Nazionale, 24 luglio 2026.
Simona Lancioni, Ancora maltrattamenti e abusi su persone disabili ospitate in strutture, mentre le Istituzioni continuano a premiare l’istituzionalizzazione, «Informare un’h», 23 luglio 2026.

 

Ultimo aggiornamento il 29 Luglio 2026 da Simona