del Coordinamento PERSONE*
Nei giorni scorsi la FISH Campania e la FISH Nazionale hanno divulgato delle dichiarazioni riguardo alla recente vicenda di violenze ai danni di persone con disabilità e anziane istituzionalizzate nel Casertano. Il Coordinamento PERSONE ha deciso di replicare alle loro dichiarazioni. «La responsabilità penale è personale e chi ha commesso quei reati merita di essere punito. Ma c’è un’altra, enorme, responsabilità: quella delle Associazioni “maggiormente rappresentative” che continuano ad ignorare leggi, rapporti ONU e un movimento di persone che vogliono e hanno il diritto di vivere libere», scrivono, tra le altre cose dal Coordinamento.

E no, adesso basta!
Le dichiarazioni della FISH Campania e della FISH Nazionale[1] sull’ennesimo caso di violenze ai danni di persone con disabilità e anziane istituzionalizzate[2], lasciano sbigottiti[3].
Pare necessario ribadire che non c’è possibile convivenza tra la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e i luoghi in cui «in qualche modo» viene limitata la libertà delle persone con disabilità.
Delle due solo una.
Come si può pensare di attuare la Convenzione ONU consentendo ai portatori di interessi l’accesso alle strutture quando gli unici portatori di interessi dovrebbero essere proprio quelli segregati nelle strutture stesse?
Ma vi rendete conto di quello che dite?
«Rammarico», «sgomento», «chiediamo con forza»: buonismo peloso, propaganda e null’altro.
Non vi sfiora nemmeno l’idea di discutere seriamente, una volta per tutte, della violenza dell’istituzionalizzazione. Voi, che vi ergete a paladini dei diritti, quei diritti riuscite a calpestarli anche commentando un fatto di cronaca di inaudita disumanità.
E d’altronde come potreste affrontare la contraddizione che si aprirebbe nel sollevare il velo di ipocrisia (cura e sostegno) dietro cui nascondete i diritti per normalizzare l’istituzionalizzazione come un male (o un bene?) necessario?
Cura, sostegno? Di quale cura parlate? La custodia (che chiamate cura per indorare la pillola) che imprigiona e restringe lo spazio del possibile della persona o la cura che la libera attraverso la restituzione del potere di autodeterminarsi?
Non è questione filosofica né di lana caprina. È scegliere se praticare i diritti di cui ci si fa sostenitori o se, al contrario, fare propaganda con belle parole a cui seguono sempre i soliti (non) fatti e le solite dichiarazioni di condanna che nulla cambiano.
Siete voi il problema da debellare.
L’associazionismo subalterno dei conflitti di interesse. Voi che sedete all’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e i controlli potreste farli, voi che dovreste incidere sulle politiche per la disabilità, voi che tirate il freno a mano di una legge del 2009[4] che non volete attuare.
La responsabilità penale è personale e chi ha commesso quei reati merita di essere punito. Ma c’è un’altra, enorme, responsabilità: quella delle Associazioni “maggiormente rappresentative” che continuano ad ignorare leggi, rapporti ONU[5] e un movimento di persone che vogliono e hanno il diritto di vivere libere. A tutte loro, come se niente fosse, continuate a raccontare la meraviglia delle “gabbie dorate” che voi stessi mettete a disposizione.
«Is a dream a lie if it don’t come true, or is it something worse?» (Un sogno che non si avvera è una bugia, o qualcosa di peggio?”)
Tutto su di noi, senza di voi.
Nota: le note a piè di pagina sono un intervento del Centro Informare un’h. Il Centro rimane disponibile a ospitare eventuali repliche dei soggetti chiamati in causa nel testo.
* PERSONE è il Coordinamento Nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità, costituito da persone con disabilità, familiari, caregiver, comitati e associazioni.
E-mail: personecoordnazionale@gmail.com
Vedi anche:
Simona Lancioni, Ancora maltrattamenti e abusi su persone disabili ospitate in strutture, mentre le Istituzioni continuano a premiare l’istituzionalizzazione, «Informare un’h», 25 luglio 2026.
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[1] Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie.
[2] Si riferiscono a una recente vicenda accaduta nel Casertano, si veda: Carenze e abusi in alcune strutture socio-sanitarie casertane, «Rai News.it», 21 luglio 2026.
[3] Le dichiarazioni rilasciate dalla FISH Campania e dalla FISH Nazionale a cui si fa riferimento sono pubblicate nel seguente testo: Stefano Borgato, Servono controlli indipendenti e la revoca immediata delle autorizzazioni alle strutture, «Superando», 24 luglio 2026.
[4] Si riferiscono alla Legge 18/2009 con cui l’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
[5] Si riferiscono alle Osservazioni Conclusive al primo rapporto dell’Italia del 31 agosto 2016, nelle quali il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha chiesto al nostro Paese di porre fine all’istituzionalizzazione (si vedano i punti 47 e 48).
Ultimo aggiornamento il 25 Luglio 2026 da Simona