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Toscana, si è riunita la Consulta regionale sull’autismo

Lo scorso 14 luglio si è insediata la neonata Consulta regionale toscana sull’autismo. Essa è composta da venti Associazioni impegnate sui temi dell’autismo distribuite sul territorio regionale. Il primo compito che si sono date la Regione e la Consulta è quello di definire il nuovo Piano Regionale per l’Autismo entro la fine del 2026. Attraverso una votazione tra le Associazioni intervenute, Andrea Laurenzi è stato nominato quale portavoce della Consulta.

Andrea Laurenzi, portavoce della Consulta regionale toscana sull’autismo.

Lo scorso 14 luglio si è insediata la neonata Consulta regionale toscana sull’autismo promossa dalla Regione allo scopo di «dare una voce concreta e permanente alle Associazioni e alle persone che ogni giorno vivono, rappresentano e conoscono da vicino il mondo dell’autismo, della neurodivergenza e della salute mentale».

La Consulta è composta da venti Associazioni impegnate sui temi dell’autismo distribuite sul territorio regionale. Il primo compito che si sono date la Regione e la Consulta è quello di definire il nuovo Piano Regionale per l’Autismo entro il 31 dicembre 2026.

Attraverso una votazione tra le Associazioni intervenute è stato nominato quale portavoce della Consulta Andrea Laurenzi, presidente dell’Associazione Autismo Arezzo, vicepresidente di Autismo Toscana e componente del Coordinamento regionale delle Associazioni per l’autismo.

Il ruolo del portavoce sarà quello di facilitare il dialogo con l’Assessorato regionale e con il tavolo tecnico, nonché di stabilire un raccordo stabile tra la Consulta, il gruppo tecnico-scientifico (che è già stato già costituito dalla Regione, ed è composto da medici, professionisti, ricercatori e rappresentanti delle Aziende Sanitarie) e le istituzioni coinvolte nella definizione delle politiche dedicate all’autismo.

«In primo luogo desidero rivolgere un sincero ringraziamento all’Assessora Monia Monni [Monni è l’Assessora Regionale con delega all’Integrazione socio-sanitaria e al Welfare, N.d.R.], allo staff della Regione e a tutte le Associazioni, ai rappresentanti delle Istituzioni, ai professionisti e alle famiglie che hanno scelto di essere presenti oggi alla riunione, e che rappresentano un patrimonio straordinario che deve essere ascoltato dalle Istituzioni – ha dichiarato Laurenzi –. Ognuno con una sua identità e forza ma tutti riuniti in un unico gruppo, per me questo è già un grande risultato. Da oggi parte un progetto che ci vedrà tutti assieme al tavolo regionale per progettare il futuro dei nostri figli neurodivergenti e garantire diritti a loro e alle loro famiglie. È un impegno enorme che prendo con molta serietà e abnegazione. Credo che oggi ci siano le condizioni istituzionali e di rappresentanza per poter veramente fare un lavoro efficace sulla salute mentale e la fragilità. La politica migliore per la neurodivergenza è quella che si costruisce insieme tra Istituzioni e chi vive quotidianamente i bisogni, le difficoltà ma anche le opportunità e le potenzialità delle persone. Questi sono temi complessi e delicati. L’autismo e, più in generale, la neurodivergenza pongono sfide che richiedono competenze, sensibilità e la capacità di guardare ai bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita. Noi, come Associazioni, ci siamo». (S.L.)

 

Ultimo aggiornamento il 16 Luglio 2026 da Simona