del CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani*
Lo scorso 1° luglio il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha pubblicato una dura e perentoria lettera aperta rivolta agli Stati membri del Consiglio d’Europa, chiedendo il ritiro immediato della bozza di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo (la Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina), essendo questo radicalmente incompatibile con i trattati internazionali sui diritti umani, col rischio che possa legittimare pratiche coercitive ormai ampiamente superate.

Lo scorso 1° luglio il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità ha pubblicato una dura e perentoria lettera aperta rivolta agli Stati membri del Consiglio d’Europa, chiedendo il ritiro immediato della bozza di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo [la Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina adottata dal Consiglio d’Europa nel 1997, N.d.R.]
Secondo l’organismo internazionale, il testo regionale — inteso ad approvare e regolamentare il ricovero e il trattamento involontario in àmbito psichiatrico — è radicalmente incompatibile con i trattati internazionali sui diritti umani e rischia di legittimare pratiche coercitive ormai ampiamente superate.
I punti chiave della posizione assunta dal Comitato ONU
- Violazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità: in particolare gli articoli 14 (Libertà e sicurezza della persona) e 25 (Salute) proibiscono in modo assoluto la privazione della libertà e i trattamenti sanitari non consenzienti basati sulla disabilità, anche se presentati come “extrema ratio” o affiancati da garanzie procedurali.
- Il rifiuto dell’Assemblea Parlamentare: il Comitato ONU si unisce alla netta bocciatura già espressa dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) che, con voto unanime, ha respinto il Protocollo chiedendo un riallineamento agli standard sui diritti umani del XXI Secolo [se ne legga a questo link, N.d.R.].
- Rischio di danni reputazionali: il Comitato ONU avverte il Consiglio d’Europa che l’insistenza nel promuovere standard coercitivi rischia di causare un grave contraccolpo d’immagine e di collocare l’Europa alle spalle di altre regioni del mondo (come l’Unione Africana e il sistema Interamericano), che stanno già abbandonando l’istituzionalizzazione forzata.
- Modello sociale vs modello medico: l’organismo delle Nazioni Unite denuncia la persistenza di un “modello medico” ormai superato che considera le persone con disabilità psicosociale o intellettiva come inerentemente incapaci o pericolose, ignorando le alternative basate sul consenso informato, sul supporto tra pari e sui servizi territoriali.
«Trattamenti e ricoveri coatti non sono risposte legittime al disagio o alla crisi, ma misure discriminatorie che privano [le persone con disabilità] della capacità giuridica e possono configurarsi come trattamenti crudeli, inumani o degradanti», dichiara il Comitato ONU.
Trattamenti alternativi e riconversione delle risorse
Riconoscendo gli studi dell’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) e alcune recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) — che confermano come le istituzioni segreganti siano spesso teatro di violenze, abusi e suicidi —, il Comitato ONU sollecita i Governi europei a reindirizzare i finanziamenti pubblici: dai sistemi di contenzione e istituzionalizzazione verso servizi di salute mentale comunitari, inclusivi e basati sul rispetto della volontà e delle preferenze della persona.
Il Comitato ONU conclude il suo appello elogiando i Paesi europei che si sono già opposti al progetto di Protocollo Aggiuntivo e invitando tutti gli altri Stati a rispettare gli obblighi internazionali assunti, mettendo fine a qualsiasi forma di coercizione nella salute mentale.
Per informazioni: info@ccdu.org
La versione originale (in lingua inglese) della lettera aperta, datata 1° luglio 2026, rivolta dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità al Consiglio d’Europa, riguardo al ritiro del progetto di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, è disponibile al seguente link (una versione in lingua italiana, prodotta con un traduttore automatico, e dunque non verificata, è disponibile a quest’altro link).
* Il presente testo è già stato pubblicato sul sito del CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
Vedi anche:
Sito del CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.
La campagna informativa denominata #WithdrawOviedo (“Ritirare Oviedo”).
Associazione Attiva-Mente, Protocollo Oviedo: la decisione finale è nelle mani del Comitato dei Ministri, «Informare un’h», 26 marzo 2026.
Il Parere negativo al Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo è una vittoria per i diritti delle persone con disabilità, «Informare un’h», 2 febbraio 2026.
Stefano Borgato, Aumenta la pressione sugli Stati per l’abbandono definitivo di quel Protocollo Europeo che viola i diritti umani, «Informare un’h»,16 dicembre 2025.
Un appello all’azione per fermare il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 19 settembre 2025.
Salute mentale: teniamo desta l’attenzione sul Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 1° aprile 2025.
EDF: l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa dia parere negativo al Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 13 febbraio 2025.
Sospesa l’adozione di quel Protocollo Europeo che viola i diritti umani, «Informare un’h», 8 giugno 2022.
Ultimo aggiornamento il 20 Agosto 2026 da Simona