Per rispondere a quella che troppo spesso è ancora una condizione di invisibilità multipla – di genere e di riconoscimento – la Fondazione Time2 ha promosso “Adulte!”, progetto con cui ha vinto il “Bando ACT 2026” della Fondazione Unipolis, nella categoria “Disuguaglianze”, un percorso di empowerment individuale e collettivo dedicato alle giovani donne con disabilità di Torino, che prenderà il via dal prossimo mese di settembre e si protrarrà fino al mese di giugno del 2028.*

Essere donna e avere una disabilità significa, troppo spesso, essere doppiamente invisibili, «nei numeri, nei servizi, nel riconoscimento stesso della propria condizione», come viene sottolineato dalla Fondazione Time2 che richiama i dati prodotti a suo tempo dalla ricerca VERA della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), secondo cui il 65% delle donne con disabilità ha subìto violenza nella propria vita, senza che in un caso su tre quella stessa violenza venisse riconosciuta come tale; e richiama anche un parallelo proveniente dal mondo della sanità, che evidenzia il divario nella diagnosi di autismo tra maschi e femmine, tornato di recente al centro del dibattito scientifico internazionale.
È dunque proprio per rispondere a questa condizione di invisibilità multipla – di genere e di riconoscimento – che è nato Adulte!, progetto con cui la stessa Fondazione Time2 ha vinto il Bando ACT 2026 della Fondazione Unipolis, nella categoria Disuguaglianze, un percorso di empowerment individuale e collettivo dedicato alle giovani donne con disabilità di Torino, che prenderà il via dal prossimo mese di settembre.
Sottotitolata Percorsi di affermazione e scelta per giovani donne con disabilità, l’iniziativa si protrarrà fino al mese di giugno del 2028, presso il centro di protagonismo giovanile accessibile Open, lo Spazio Aperto di diversità della Fondazione Time2 a Torino.
«Questo progetto – spiegano dalla Fondazione promotrice – nasce per rispondere alla condizione di disuguaglianza multipla e intersezionale vissuta dalle giovani donne con disabilità, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze di genere e sociali, favorire l’autonomia e la piena cittadinanza delle beneficiarie e promuovere una trasformazione culturale che integri le politiche per la disabilità con quelle per la parità di genere. Il tutto articolato su 7 azioni, suddivise in due macroaree, una relativa all’empowerment individuale, con percorsi personalizzati di progetto di vita per 6 giovani donne con disabilità, inserimenti lavorativi con metodo place & train per altre 6, percorsi di counselling per circa 10 partecipanti e percorsi psicologici e psicoterapeutici per altre 10. E una seconda relativa invece all’empowerment collettivo, con gruppi di parola per 16 giovani donne con disabilità intellettiva o complessa su temi di relazioni, affettività e sessualità, laboratori intersezionali “di donne per donne” per circa 36 partecipanti presso lo spazio Open, e una campagna di comunicazione e advocacy sulla vita indipendente da una prospettiva di genere e di funzionamento. In totale, le beneficiarie dirette del progetto saranno 82, mentre le persone coinvolte indirettamente – familiari, operatori dei servizi sociali, datori di lavoro e comunità locale – saranno circa 300».
Adulte!, di cui la Fondazione Time2 è capofila, si avvale dell’operato di due partner specialistici, quali l’Associazione Verba, che supporta i percorsi psicologici individuali e co-facilita i gruppi di parola, e l’Istituto Change, che cura i percorsi di counseling individuale rivolti alle beneficiarie. Alla rete si affianca il Comune di Torino, che attraverso i servizi Passepartout, il Centro Relazioni e Famiglie e l’InformaGiovani contribuirà a intercettare e coinvolgere le destinatarie del progetto.
«L’elemento di maggiore innovazione del progetto – concludono da Time2 – risiede nell’adozione dell’approccio intersezionale come strumento operativo concreto, capace di superare la logica della delega tra servizi e di sperimentare modelli di gestione del progetto di vita personalizzato, partecipato e individualizzato, in un ambito in cui mancano ancora riferimenti chiari e proceduralizzati». (Stefano Borgato)
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Fondazione Time2 (Silvia Bellucci), silviabellucci@bellspress.com.
* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
Vedi anche:
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.
Ultimo aggiornamento il 8 Luglio 2026 da Simona