Lo scorso settembre abbiamo dato spazio ad una testimonianza nella quale Sandra Vincenzi, madre e caregiver, ha raccontato il percorso di attivazione del Progetto di Vita, individuale, personalizzato e partecipato, ai sensi del decreto legislativo 62/2024, da parte di sua figlia, Marta Mapelli, una giovane donna di 21 anni con sindrome di Down. Oggi, con piacere, segnaliamo che Marta è entrata a fare parte della Redazione della testata «Valle Sabbia News», per la quale realizzerà delle videointerviste per raccontare persone, passioni e storie del territorio. La vicenda di Marta costituisce un esempio concreto di come il Progetto di Vita, se elaborato a partire dai desideri della persona, possa davvero permetterle di realizzare sé stessa.

Lo scorso settembre abbiamo dato spazio ad una testimonianza* nella quale Sandra Vincenzi, madre e caregiver, ha raccontato il percorso di attivazione del Progetto di Vita, individuale, personalizzato e partecipato, ai sensi del decreto legislativo 62/2024 (attuativo della legge 227/2021), da parte di sua figlia, Marta Mapelli, una giovane donna di 21 anni con sindrome di Down. Infatti, sebbene sia previsto che il menzionato decreto entri in vigore a livello nazionale a partire dal 1° gennaio 2027, ci sono alcune province nelle quali esso è stato già attivato in via sperimentale, e la provincia di Brescia – quella in cui risiedono Vincenzi e Mapelli – è una di queste.
La testimonianza di Vincenzi è interessante sotto diversi profili. Essa mostra come, sebbene il sistema dei servizi abbia tentato di riproporre le modalità prestazionali e standardizzate del vecchio modello di welfare – quello antecedente alla riforma della disabilità introdotta dalla legge delega 227/2021 in materia di disabilità –, Mapelli e la sua famiglia, essendosi adeguatamente informate sulla riforma della disabilità, sono state in grado di smontare i tentativi di ridimensionamento del Progetto di Vita elaborato dalla giovane donna a partire dai propri desideri, nonché una serie di automatismi, di formule generiche che giustificavano l’inadeguatezza delle risorse stanziate.
Nell’ultimo anno del liceo, Marta aveva fatto anche l’esperienza delle interviste, come modalità di approfondimento didattico. Si trattava di interviste filmate che lei rivolgeva a professionisti del mondo del lavoro e della cultura e che poi montava e faceva vedere in classe. Questa esperienza è stata talmente gratificante che Marta si è comperata i microfoni, i cavalletti per la ripresa e un computer portatile per montare i video, quindi ha seguito un corso di editing per montare l’intervista. Dovendo partire dai propri desideri, anche la volontà di continuare a fare interviste è stata opportunamente inserita nel proprio Progetto di Vita.
Oggi Sandra ci racconta che Marta è entrata a fare parte della Redazione della testata «Valle Sabbia News», per la quale realizzerà periodicamente delle videointerviste per raccontare persone, passioni e storie del territorio. Lo annuncia la stessa Redazione – «Marta farà parte a tutti gli effetti della nostra Redazione e periodicamente ci proporrà interviste realizzate in autonomia, scegliendo persone e argomenti che suscitano il suo interesse» – nel presentare l’intervista di esordio (si veda: Ubaldo Vallini, Marta entra in Redazione, del 9 ottobre 2026).
Nella sua prima intervista per la testata Marta ha dialogato con il professor Enrico Bertoldi, ricercatore e insegnante di matematica, riuscendo a far emergere la professionalità dell’interlocutore – il percorso di studi, la scuola, la ricerca, l’utilità della matematica nella vita quotidiana –, ma anche la persona – la spinta motivazionale di una propria professoressa che lo ha orientato nella scelta dell’Università, la passione per la musica, per la natura e la montagna (l’intervista, della durata 13:29 minuti, è visibile su YouTube a questo link).
Raccontiamo volentieri questo sviluppo professionale del Progetto di Vita di Marta Mapelli, non per fare sensazionalismo – abbiamo ben chiaro che le persone con disabilità, se adeguatamente supportate, sono in grado di essere professionali –, ma per mostrare un esempio concreto di come il Progetto di Vita, se elaborato a partire dai desideri della persona, possa davvero permetterle di realizzare sé stessa. Ringraziamo dunque Sandra per aver condiviso con noi questa bella notizia, ed auguriamo a Marta buon lavoro e buona vita. (Simona Lancioni)
* Sandra Vincenzi, Progetto di Vita: tra il dire e il fare… c’è bisogno di cambiare!, «Informare un’h», 9 settembre 2026.
Nota: per aiutare a smontare i tentativi del sistema dei servizi di riproporre le modalità prestazionali e standardizzate del vecchio modello di welfare, il Coordinamento PERSONE ha predisposto una guida operativa. Si tratta di uno strumento messo a disposizione delle persone con disabilità e delle famiglie per guidarle nell’attivazione del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, come disciplinato dal Decreto Legislativo 62/2024. La guida operativa è liberamente fruibile online a questo link, mentre sul canale YouTube di PERSONE sono disponibili i tre video-tutorial predisposti per spiegare come utilizzare la guida stessa. Per maggiori informazioni: personecoordnazionale@gmail.com
Ultimo aggiornamento il 9 Ottobre 2026 da Simona