di CARER, Associazione di Caregiver Familiari
«Il carico di cura e la discriminazione restano e l’ISEE a €25.000 è uno specchietto per le allodole», osservano dall’Associazione CARER, una delle più autorevoli in tema di Caregiver familiari. «Il pacchetto di emendamenti al Disegno di Legge Locatelli sui Caregiver, approvato dalla maggioranza in Commissione Affari Sociali della Camera, viene presentato dal Governo come un importante risultato – proseguono dall’Associazione –. In realtà, non cambia nulla di un impianto che continua a scaricare la cura sulle famiglie, a discriminare i caregiver non conviventi, a lasciare invariato il carico di cura sui conviventi. È un testo di legge che continua a dire alle famiglie: arrangiatevi e alle Regioni: date servizi ai caregiver, ma senza risorse trasferite dallo Stato».

Caregiver non conviventi: la discriminazione resta intatta
In Commissione Affari Sociali della Camera i Parlamentari della maggioranza di Governo hanno scelto di non toccare il cuore del problema: la cura continua a essere un fatto privato, totalmente a carico di caregiver conviventi che, ribadisce la Ministra Locatelli, «non vogliono essere sostituiti» [il testo del Disegno di Legge governativo integrato con gli ultimi emendamenti approvati è disponibile al seguente link, N.d.R.].
Rimane una impostazione in cui la cura deve essere totalizzante con rinuncia alla propria dimensione di vita, lavoro, relazione, al proprio benessere e salute!
L’unica “modifica” approvata in relazione al riconoscimento di caregiver familiari non conviventi è l’aumento del limite (da 25 a 40 km.) di distanza tra la residenza di chi presta cura e di chi la riceve. Un limite che incredibilmente misura il valore e la capacità della cura in km., che discrimina e lascia privi di tutela caregiver non conviventi che, con immensa fatica quotidiana, assistono genitori, fratelli, sorelle… cercando di conciliare la propria vita con quella della famiglia di origine e con il lavoro.
Caregiver conviventi: il carico di cura resta invariato
Per i caregiver conviventi il carico di cura resta invariato perché nessun supporto concreto è finanziato tranne un mero riconoscimento economico (poco più di un euro all’ora) a fronte di almeno 91 ore alla settimana di assistenza al proprio caro.
Il Disegno di Legge Locatelli, aldilà delle parole, continua a ignorare:
- la solitudine dei caregiver;
- l’assenza di servizi domiciliari;
- la mancanza di sostegni psicologici, formativi e di sollievo…;
- il burnout crescente;
- l’impossibilità a reggere da soli l’impatto della cura per giorni, settimane, mesi anni…
L’ISEE a 25.000 euro: un trucco matematico, non un aiuto reale
È stato approvato l’aumento della soglia di ISEE familiare [Indicatore della Situazione Economica Equivalente N.d.R.] da 15.000 a 25.000 euro, fermo restando il reddito personale non superiore a 3.000 euro annui. Ma la matematica non mente: si allarga il numero dei potenziali beneficiari, ma al di sopra dei 15.000 euro il contributo si riduce a tal punto da diventare simbolico: “con ISEE familiare di 24.000 euro il contributo è di soli 40 euro al mese”!
- La platea si allarga solo sulla carta;
- la misura resta una micro-indennità anti-povertà, non un sostegno reale al carico di cura del caregiver.
Caregiver minorenni: un “riconoscimento” di forma
L’apertura al tema dei caregiver minorenni è un passo avanti culturale, ma privo di misure concrete, senza servizi, senza tutele, senza supporti psicologici: è un “riconoscimento” simbolico che di fatto si traduce meramente in crediti formativi e lascia sulle spalle di minorenni affaticamento, stress, difficoltà scolastiche, isolamento sociale, rischi di depressione e burn out emotivo…
La cura resta un fatto privato, non sociale
Il Disegno di Legge Locatelli continua a fondarsi su un’idea per noi sbagliata: la cura è un affare della famiglia, non dello Stato e chi ha una persona cara che necessita di assistenza quotidiana vi si dedichi, in primis le donne, anima e corpo, rinunciando al lavoro, al relativo reddito, al proprio progetto e relazioni di vita, alla possibilità di avere un futuro oltre la cura.
Il contributo economico diventa la giustificazione per non costruire servizi ed offrire opportunità, non riconoscendo nemmeno contributi figurativi e sicurezza sociale!
Conclusione: una legge che non riconosce, non sostiene, non concilia
Il Disegno di Legge Locatelli, ancor più dopo gli emendamenti approvati, resta una legge che:
- non riduce il carico di cura;
- non elimina le discriminazioni;
- non costruisce servizi;
- non sostiene realmente i caregiver.
I caregiver di questo Paese meritano una legge che liberi, non una che confermi, la solitudine in cui vivono e la fatica assistenziale che affrontano ogni giorno supplendo di fatto all’assenza dello Stato.
L’approvazione del testo di legge licenziato dalla Camera compromette principi costituzionali quali il diritto alla salute, al lavoro, allo sviluppo della persona, alle pari opportunità.
È una legge che fotografa la sofferenza, ma non la affronta!
Contatti: info@associazionecarer.it – sito www.associazionecarer.it
Vedi anche:
Sara Bonanno, Una Legge che trasforma i caregiver in schiavi di Stato, «Informare un’h», 23 settembre 2026.
Ultimo aggiornamento il 24 Settembre 2026 da Simona