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Protocollo di Oviedo: spunta fuori uno “studio riservato”

Il sito «The European Times» ha rivelato l’esistenza di uno “studio riservato” commissionato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, preparato prima della revisione finale della bozza di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, che però è utilizzato da una dozzina di Paesi per mantenere in vigore il ricorso al ricovero coatto in psichiatria. Ciò nonostante la bozza di Protocollo Aggiuntivo sia in evidente contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ed il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, in più occasioni, abbia chiesto che venga ritirata.

Un’elaborazione grafica dedicata agli “Human Rights” (Diritti Umani).

Ci siamo in più occasioni occupati della bozza di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina del Consiglio d’Europa, evidenziando come esso finisca col legittimare trattamenti e ricoveri involontari basati sulla disabilità, in evidente contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (si vedano i testi segnalati in calce).

Ebbene, un articolo pubblicato sul sito «The European Times» ha divulgato la notizia dell’esistenza di uno studio di compatibilità esterno, preparato prima della revisione finale del progetto di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, il quale era stato commissionato dal Segretariato dell’organo esecutivo, il Comitato dei Ministri (a livello di Vice Ministri), del Consiglio d’Europa. L’articolo, Confidential “study” used to dictate action of the Council of Europe’s decision-making body, a firma di Torsten Hjelmar (del 6 settembre 2026), mette in evidenza che tale studio non corrispondeva a quanto richiesto dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE), in quanto non considerava obiettivamente la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, e neppure i suoi testi interpretativi uniformi e il sostegno di cui gode all’interno del sistema delle Nazioni Unite. Secondo Hjelmar il documento, che è classificato come “riservato”, è stato utilizzato da un gruppo costituito da una dozzina di Paesi per riformulare il possibile nuovo Protocollo aggiuntivo in modo da mantenere in vigore il ricorso al ricovero coatto in psichiatria. Nella sostanza lo scopo dello studio in questione era quello di minare il cambiamento di paradigma sui diritti delle persone con disabilità e sulla salute mentale avviato dalla Convenzione ONU come parte integrante del diritto internazionale sui diritti umani.

La bozza di Protocollo Aggiuntivo, spiega Hjelmar, nasce dal riconoscimento di abusi avvenuti decenni fa e si basa unicamente sui testi del Consiglio stesso come fondamento giuridico. Nonostante le buone intenzioni, è stata criticata e contestata fin dalle prime fasi della sua stesura, principalmente perché non risolve il problema concreto, non fornendo una regolamentazione chiara sull’utilizzo di interventi che vengono definiti potenzialmente inumani e traumatici. Questo, di fatto, consoliderebbe l’uso di tali misure che, come dimostrato da analisi condotte nel corso degli anni, non rappresentano mai un’“ultima risorsa” nella pratica psichiatrica, nonostante quanto previsto dalle leggi che ne regolano l’utilizzo. Al contrario, è stato dimostrato che, progressivamente, ne causano un uso sempre più diffuso.

A ciò si aggiunga il fatto che la stessa Convenzione di Oviedo risulta obsoleta, poiché le Nazioni Unite avevano già individuato il problema di fondo della discriminazione e, a seguito di ampie discussioni e revisioni, nel 2006, avevano adottato la menzionata Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Quest’ultima Convenzione è stata successivamente firmata e ratificata da tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa. Il sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a seguito dell’adozione della Convenzione ONU, hanno pubblicato numerose linee guida e materiale formativo, tenendo conto del modello dei diritti umani che ora viene implementato in regioni e Paesi di tutto il mondo.

L’articolo riporta i passaggi che hanno portato alla stesura dello studio da parte del professor Andreas Zimmermann dell’Università di Potsdam a Berlino, ed evidenzia come, nonostante in diverse occasioni il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità abbia chiesto che la bozza di Protocollo Aggiuntivo venga ritirata, perché in contrasto con molteplici disposizioni contenute nella Convenzione ONU, vi siano delle resistenze a recepire tali indicazioni. Rinviamo, per un approfondimento, alla lettura integrale dell’articolo (che è liberamente fruibile, in lingua inglese, a questo link). (Simona Lancioni)

 

Vedi anche:

La campagna informativa denominata #WithdrawOviedo (“Ritirare Oviedo”).
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, Comitato ONU: gli Stati UE che sostengono il Protocollo di Oviedo violano il diritto internazionale, «Informare un’h», 7 settembre 2026.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, Comitato ONU al Consiglio d’Europa: «No al Protocollo di Oviedo, le cure mentali coattive violano i diritti umani», «Informare un’h», 20 agosto 2026.
Associazione Attiva-Mente, Protocollo Oviedo: la decisione finale è nelle mani del Comitato dei Ministri, «Informare un’h», 26 marzo 2026.
Il Parere negativo al Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo è una vittoria per i diritti delle persone con disabilità, «Informare un’h», 2 febbraio 2026.
Stefano Borgato, Aumenta la pressione sugli Stati per l’abbandono definitivo di quel Protocollo Europeo che viola i diritti umani, «Informare un’h»,16 dicembre 2025.
Un appello all’azione per fermare il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 19 settembre 2025.
Salute mentale: teniamo desta l’attenzione sul Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 1° aprile 2025.
EDF: l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa dia parere negativo al Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 13 febbraio 2025.
Sospesa l’adozione di quel Protocollo Europeo che viola i diritti umani, «Informare un’h», 8 giugno 2022.

 

Ultimo aggiornamento il 11 Settembre 2026 da Simona