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Newsletter del centro Informare un’h, 20 agosto 2026

“Caso ANFFAS di Modica”, considerazioni sulle posizioni assunte da ANFFAS, FISH e Autorità Garante nazionale sulla disabilità
Sono state molte le reazioni al cosiddetto “Caso ANFFAS di Modica”, l’ultima vicenda di presunti maltrattamenti ai danni di persone con disabilità consumatasi in un centro diurno dell’Associazione ANFFAS locale, che ha portato alla chiusura della struttura, nonché a due arresti e 13 indagati complessivi. In questo spazio proponiamo qualche considerazione sulle posizioni assunte in merito alla vicenda dall’ANFFAS, dalla Federazione FISH e dall’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, evidenziando come esse stiano promuovendo politiche di normalizzazione dell’istituzionalizzazione, pur essendo quest’ultima una pratica discriminatoria esplicitamente vietata dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Dei diritti e delle pene della disabilità
Una “manina nascosta” del Decreto-Legge 144/2026 ha operato un taglio di 45,8 milioni, disarmando la riforma della disabilità alla vigilia della sua attuazione. Lo denuncia Pierluigi Frassineti, vicepresidente di FIDA (Coordinamento Italiano Diritti Autismo), che chiede che il taglio venga ripristinato; che nessuna copertura di spesa venga più reperita prelevando da altri fondi della disabilità; che siano effettivamente avviate le 2.131 assunzioni previste per il 2026 e sia finanziato il piano delle sedi richieste dall’INPS per attuare la valutazione di base; e che sia garantita trasparenza sui flussi finanziari della riforma.

L’estate porta scompiglio
Intervenendo riguardo alle recenti vicende di maltrattamenti e violenze attuate all’interno di diverse strutture residenziali del Casertano ai danni di persone disabili istituzionalizzate, il Coordinamento PERSONE contesta alcune dichiarazioni di Vincenzo Falabella, Presidente nazionale della Federazione FISH, osservando come esse siano indirizzate al miglioramento dell’istituzionalizzazione e non al suo superamento, come previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Un esposto alla Corte dei Conti contro il Ministero per le Disabilità per ipotesi di danno erariale
Ai primi di agosto il senatore Orfeo Mazzella ha reso noto di aver depositato un esposto presso la Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio al fine di denunciare una presunta ipotesi di danno erariale perpetrata dal Ministero per le Disabilità. Secondo Mazzella l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità sarebbe scaduto il 1° dicembre 2025, e la proroga di 45 giorni sarebbe terminata il 15 gennaio 2026. Il senatore aveva già segnalato la questione lo scorso aprile attraverso la presentazione di un’interrogazione parlamentare a cui, tuttavia, la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli non ha mai risposto.

Nell’istituzionalizzazione si compie un’espropriazione di desideri e piaceri
La notizia dell’ultima vicenda di presunti maltrattamenti ai danni di persone con disabilità avvenuti in una struttura** ha riportato l’attenzione sui meccanismi spersonalizzanti propri dell’istituzionalizzazione. Chi opera in questi contesti, infatti, spesso si pone nei confronti delle persone con disabilità in termini di gestione dei bisogni primari, finendo per espropriare le stesse di desideri e piaceri, ma così, osserva Maria Cristina Pesci, «si apre la porta ad una situazione di violenza istituzionalizzata e perversa secondo cui per “prendermi cura di te”, devo violare la tua persona e cancellare i fondamentali principi di libertà».

Sull’uccisione di Abderrahim Fakir e molte altre simili
Ad un mese dall’uccisione Abderrahim Fakir, 42 anni, schiacciato a terra e soffocato dalla polizia durante un fermo il 19 luglio scorso a Bologna, il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud propone una riflessione su questa e altre storie, tutte dolorosamente simili, di persone decedute in seguito all’esecuzione di un fermo di polizia, con annesso Trattamento Sanitario Obbligatorio. «Quello che è successo a Fakir e a tutti gli altri è il risultato della perdita di qualsiasi contatto umano. È la conseguenza della delega di azioni, pensieri e rapporti solidali a istituzioni prive per statuto di capacità relazionale», scrivono dal Collettivo. «Ci rifiutiamo di pensare che questa deriva rappresenti la nostra nuova normalità».

Mi sono identificata nel mostro: la mia diagnosi di autismo a 33 anni, e tutto quello che nessuno mi ha spiegato dopo
Una testimonianza in prima persona, una diagnosi tardiva di Disturbo dello Spettro Autistico, il masking, il lavoro e il vuoto che c’è dopo l’etichetta. Sono questi gli elementi del testo elaborato da Federica Quercia, che da un lato si connota come il racconto delle difficoltà sperimentate da chi convive con l’autismo «in una società costruita intorno a un’idea molto precisa di normalità», ma dall’altro si propone come una candidatura per un’attività lavorativa.

Dare forma senza sostituirsi: il filo invisibile tra arte, relazioni e sapere esperienziale
«Riconoscere, valorizzare e far emergere ciò che già esiste nella storia delle persone», è questo, in estrema sintesi, il concetto portante della riflessione proposta da Susanna Brunelli, Esperta Per Esperienza o Esperta in Supporto tra Pari nell’area della salute mentale, che per anni ha lavorato nel campo delle vetrate artistiche. Brunelli scorge affascinanti elementi di convergenza tra l’impiego del vetro per dare forma alla luce, e la capacità di far emergere, attraverso la relazione di aiuto, la luce che ogni persona si porta dentro, anche quando, come talvolta accade, la sofferenza rende difficile scorgerla.

Disabili, in arrivo il nuovo contrassegno che dura dieci anni: te lo mandano a casa gratis e vale in tutta Europa
Il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera al decreto che introduce in Italia la Carta europea della disabilità e il nuovo contrassegno unico di parcheggio: il testo non è ancora legge, ma segna una svolta attesa da anni per milioni di persone con disabilità.

Progetti di Vita: il desiderio non è un optional
Le norme che regolano la redazione del Progetto di Vita hanno inserito, e con un ruolo di primo piano, la parola “Desideri”: con molte conseguenze, ancora da esplorare.

Il Garante: «I diritti dei disabili non sono concessioni»
L’avvocato Maurizio Borgo: «In un anno e mezzo ricevute 2mila segnalazioni di discriminazione. C’è ancora un grande lavoro culturale da compiere per rendere effettiva l’uguaglianza». L’Autorità è collegiale – ne fanno parte Antonio Pelagatti e Francesco Vaia – e ha emanato anche raccomandazioni generali.

 

Il centro Informare un’h promuove la lettura, l’adozione e l’applicazione dei Manifesti delle Donne e delle Ragazze con disabilità del Forum Europeo sulla Disabilità.
Un cordiale saluto e buona lettura
Il Centro Informare un’h

 

Questa newsletter è un servizio offerto da Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli della UILDM sezione di Pisa (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
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Ultimo aggiornamento il 20 Agosto 2026 da Simona