di Germano Tosi*
Lo scorso maggio abbiamo dato spazio al testo di denuncia nel quale Germano Tosi, presidente di ENIL Italia, portava all’attenzione pubblica la drammatica situazione del territorio carmagnolese, in Piemonte, dove, nonostante le rivendicazioni, video e lettere di denuncia delle persone con disabilità non erano ancora stati resi disponibili i fondi per l’assistenza personale autogestita e autodeterminata. Oggi Tosi torna a evidenziare che la situazione non si è ancora sbloccata e che la persistente mancanza di assistenza, dovuta ai continui ritardi nell’erogazione dei contributi per la vita indipendente del suo distretto, lo obbliga a disdire la partecipazione a ExpoAID.

Lo scorso maggio abbiamo dato spazio al testo di denuncia nel quale Germano Tosi, presidente di ENIL Italia (European Network on Independent Living), portava all’attenzione pubblica una situazione drammatica: «in Piemonte, nel territorio carmagnolese, nonostante le nostre rivendicazioni, video e lettere di denuncia, non abbiamo ancora ottenuto risposte e non sono stati ancora disposti i finanziamenti relativi al 2026 per l’assistenza personale autogestita e autodeterminata di cui usufruiamo, cosicché da oltre quattro mesi dobbiamo arrangiarci» (si veda: Vita indipendente e fondi che non arrivano: la pazienza è la virtù dei forti, ma la libertà di vivere è un diritto di tutti! dell’11 maggio 2026).
Oggi Tosi torna a evidenziare che la situazione non si è ancora sbloccata e che «la persistente mancanza di assistenza dovuta ai continui ritardi nell’erogazione dei contributi per la vita indipendente del mio distretto mi obbliga a disdire la partecipazione a ExpoAID» (la kermesse che si terrà a Rimini, i prossimi 25-26-27 giugno).
La situazione non riguarda ovviamente solo Tosi, ma tutte le persone con disabilità in condizioni di necessità di assistenza continua e sostegni intensivi, appartenenti al Consorzio Socio-Assistenziale CISA 31 del Piemonte.
Nella pagina denominata “Una scomoda vetrina”, ospitata sul sito di ENIL, è disponibile tutta la documentazione delle iniziative intraprese per denunciare questa inaccettabile discriminazione. In essa, tra le altre cose, Tosi scrive: «Nei giorni scorsi ho deciso di espormi, come da titolo, in “vetrina”, con il propedeutico scopo di far comprendere quanto siano ancora disattesi i diritti umani, soggettivi, di libertà e di eguaglianza delle persone con disabilità in Italia. In questa epoca di grandi conflitti mondiali anche noi portatori di diritti dobbiamo avere la forza di scendere in campo e far sentire la nostra voce, con forza e ogni mezzo mediatico, per non rimanere invisibili».
In tutta questa vicenda ci sono diversi aspetti davvero paradossali.
- In Piemonte l’assistenza personale autogestita è attiva dal 2002, ma vi sono notevoli disuguaglianze applicative territoriali, e nel consorzio CISA 31 essa non è «mai stata indicizzata negli ultimi 24 anni, al contrario di altri Enti Socio-Assistenziali del Piemonte e di altre Regioni, o come ad esempio nel Comune di Torino, dove lo stesso sostegno è di oltre 250 euro in più ogni mese, da anni».
- Il fatto che per l’istituzionalizzazione – una pratica discriminatoria vietata dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità – vi è un flusso di finanziamento continuo. «[…] le rette delle case di riposo, il cui costo per persone con disabilità non autosufficienti arriva a 3.500 euro al mese, ogni anno vengono indicizzate agli aumenti del costo della vita e ai contratti nazionali» osserva Tosi.
- Dalle dichiarazioni rilasciate ai media locali dalla Sindaca del Comune di Carmagnola risulta che nel 2025 l’Amministrazione avesse un avanzo economico di oltre 19 milioni di euro, di cui 2 milioni e mezzo di euro immediatamente spendibili, ma non abbia pensato di fare un prestito al CISA 31, per far fronte alle necessità delle persone con disabilità, necessità che rappresentano davvero una grave urgenza.
Ma vi è un ulteriore aspetto particolarmente straniante. La circostanza che le persone con disabilità, per far valere i propri diritti, siano in qualche modo costrette a mettersi “in vetrina”, e nonostante questo rimarranno escluse dalla “vetrina” riminese rappresentata da ExpoAID, a cui invece potrà accedere tranquillamente chi questa discriminazione la sta determinando. (Simona Lancioni)
* Presidente di ENIL Italia (European Network on Independent Living).
Ultimo aggiornamento il 22 Giugno 2026 da Simona