di Donata Columbro*
Nel racconto della violenza maschile si registra una grande lacuna nella narrazione mediatica, che è la conseguenza di un’altra grande lacuna data dalla scarsità di storie e statistiche che riguardano donne con disabilità o con una diagnosi psichiatrica sopravvissute alla violenza. Per tale ragione Donata Columbro, giornalista molto impegnata nello studio dei dati sulla violenza maschile, sta svolgendo un’inchiesta attraverso la quale si propone di raccogliere storie, in formato anonimo, di sopravvissute con disabilità o con diagnosi psichiatrica che non sono state prese in carico dai servizi antiviolenza, o di personale sanitario o delle forze dell’ordine che ha vissuto o ha testimonianza di situazioni simili.

Quando si parla di violenza maschile contro le donne c’è una grande lacuna nella narrazione mediatica, ma perché c’è una grande lacuna nei dati istituzionali che abbiamo a disposizione: quando le vittime sono donne con disabilità o con una diagnosi psichiatrica, difficilmente troviamo storie o statistiche che le riguardano.
Eppure i dati globali delle Nazioni Unite indicano che tra il 40 e il 68% delle giovani donne con disabilità ha subito violenza prima di compiere 18 anni. E gli ultimi dati dell’indagine Istat del 2025 relativa alla violenza di genere in Italia dicono che le donne con problemi fisici, malattie croniche o limitazioni dell’autonomia subiscono più violenze rispetto alla media: il 36,1% ha dichiarato di aver subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita, contro una media generale del 31,9%. E la prevalenza della violenza fisica o sessuale è ancora più elevata tra le donne con limitazioni gravi (39,4%) [si veda: Istat, “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia – Primi risultati anno 2025”, pubblicato il 21 novembre 2025, N.d.R.].
Grazie alle storie raccontate in prima persona dalle survivor [sopravvissute, N.d.R.] e grazie ad alcuni centri antiviolenza più preparati sul tema, sappiamo invece che questi casi esistono. Anche il personale sanitario segnala situazioni in cui le donne vittime di violenza con diagnosi psichiatrica non vengono accompagnate in un percorso di fuoriuscita, ma semplicemente rimandate o portate nel reparto psichiatrico, come se contasse prima la diagnosi che la violenza subita.
Sto quindi realizzando un’inchiesta sul tema, raccogliendo storie, in formato anonimo, di survivor o di personale sanitario o delle forze dell’ordine che ha vissuto o ha testimonianza di situazioni simili.
Perché per capire e contrastare la violenza di genere serve uno sguardo intersezionale, che tenga conto dell’esperienza e della voce delle donne con disabilità e con diagnosi psichiatrica.
Chi vuole contribuire a questa importante iniziativa può compilare il form online pubblicato a questo link, oppure contattare Donata Columbro a questa mail: info@donatacolumbro.it
* Donata Columbro è una giornalista freelance, autrice, tra gli altri, del libro “Perché contare i femminicidi è un atto politico” (Feltrinelli, 2025).
Vedi anche:
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.
Ultimo aggiornamento il 13 Aprile 2026 da Simona