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“Su base di uguaglianza”, un testo per imparare a distinguere ciò che è realmente rispettoso dei diritti umani da ciò che non lo è

È stato recentemente pubblicato “Su base di uguaglianza. Per un Progetto di Vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità” (il Mulino, 2026), un volume collettivo a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto. Cinquantatré autori e autrici, di diversa estrazione e formazione, hanno contribuito a disegnare un affresco policromatico sull’uguaglianza sostanziale, ossia su come sia possibile oggi, in Italia, garantire concretamente a tutte le persone con disabilità la stessa uguaglianza di diritti e opportunità riconosciuta agli altri cittadini e cittadine. Perno della riflessione è il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, il principale dispositivo introdotto dalla riforma della disabilità per dare concreta attuazione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

La copertina del volume collettivo “Su base di uguaglianza. Per un progetto di vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità” (il Mulino, 2026), a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto.

È stato recentemente pubblicato Su base di uguaglianza. Per un Progetto di Vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità (il Mulino, 2026), un volume collettivo a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto, che contiene gli atti dell’omonimo Convegno Internazionale realizzato dall’Università degli Studi di Torino (al cui interno opera il Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente – DiVI) e dalla Fondazione Time2 nel giugno 2025.

Cinquantatré autori e autrici, di diversa estrazione e formazione, hanno contribuito – ognuno e ognuna partendo dalla propria esperienza e col proprio linguaggio – a disegnare un affresco policromatico sull’uguaglianza sostanziale, ossia su come sia possibile oggi, in Italia, garantire concretamente a tutte le persone con disabilità la stessa uguaglianza di diritti e opportunità riconosciuta agli altri cittadini e cittadine.

L’opera si sviluppa su differenti livelli – etico, normativo, tecnico, concettuale, operativo, empirico, ecc. –, ma sempre nel perimetro dei diritti riconosciuti prima dalla nostra Costituzione, e successivamente dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Perno della riflessione è il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato introdotto dalla riforma della disabilità (legge 227/2021), il principale dispositivo capacitante individuato per dare concreta attuazione alla Convenzione ONU, che diventerà operativo su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027.

Il volume è strutturato in cinque sezioni:
Il Progetto di Vita individuale personalizzato e partecipato: quadro etico, normativo e tecnico;
Le fondamenta del Progetto di Vita: accesso, partecipazione e rappresentanza;
Politiche, servizi e contesti per il Progetto di Vita: il potere nella dimensione organizzativa;
Progetto di Vita e dispositivi di democrazia: scuola lavoro
Modelli di welfare per il Progetto di Vita.

Si tratta di un testo critico orientato a creare una consapevolezza e un immaginario collettivo capace di distinguere ciò che è realmente rispettoso dei diritti umani da ciò che non lo è in un contesto, quale è quello italiano, ancora profondamente intriso di una cultura abilista, paternalista e discriminatoria che ha normalizzato l’istituzionalizzazione delle persone con disabilità. Una consapevolezza che, già nella Prefazione, diventa postura: «Sia chiaro sin dall’inizio: le persone con disabilità anche vivendo in modo indipendente, hanno comunque bisogno di sostegno e servizi. Possono necessitare di ausili tecnici, di trasporti accessibili, di accomodamento ragionevole e di altri strumenti per rendere possibile la loro vita in un ambiente inclusivo.
La questione non è l’eliminazione dei servizi ma la deistituzionalizzazione. Non possiamo più tollerare che una persona con disabilità sia rinchiusa tutta la vita in un’istituzione, un vero e proprio carcere per un reato che non ha commesso, bensì per il solo fatto di essere una persona con disabilità. È una grave ingiustizia che dobbiamo eliminare»[1].

Dobbiamo, chi? Noi, prima persona plurale, «un noi senza alcun loro»[2], perché tollerare che, in determinate circostanze, si violino i diritti umani di qualche individuo, significa ammettere che anche i nostri diritti, prima o poi, per circostanze indipendenti dalla nostra volontà, possano essere violati. (Simona Lancioni)

 

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[1] Prefazione, di Nawaf Kabbara, Imaculada Placencia Porrero, Giampiero Griffo, pagina 11 di Su base di uguaglianza. Per un progetto di vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità, a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto, Bologna, il Mulino, 2026.
[2] Introduzione, pagina 21, ibidem.

 

Estremi dell’opera
Su base di uguaglianza. Per un Progetto di Vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità, a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto, collana Percorsi, Bologna, il Mulino, 2026, 408 pagine, 40 euro in versione cartacea, 24.99 euro in e-book.

Nota sulle curatrici
Cecilia Maria Marchisio è professoressa associata nel Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino, dove insegna Pedagogia speciale e Pedagogia dell’inclusione. Natascia Curto è ricercatrice nello stesso Dipartimento, dove insegna Progettazione di percorsi educativi e formativi e Pedagogia speciale. Entrambe le curatrici sono componenti e fondatrici del Centro Studi DiVI (Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente) della medesima Università.

Quarta di copertina
In Italia, il quadro costituzionale da un lato e gli storici movimenti di deistituzionalizzazione dall’altro stanno definendo traiettorie peculiari per garantire l’uguaglianza sostanziale delle persone con disabilità, superando gli schemi dello stato sociale novecentesco che ancora limitavano autodeterminazione e partecipazione. Grazie anche alla Convenzione ONU sui diritti, la disabilità oggi è concepita come una forma legittima di differenza che aspira a uguali condizioni sociali di possibilità. Lo strumento chiamato a generarle è il Progetto di Vita individuale personalizzato partecipato, attorno a cui il volume si sviluppa. Attraverso il quadro etico, normativo e tecnico emerge la natura del Progetto come dispositivo collettivo volto a consentire a tutti i cittadini, indipendentemente dalle forme delle loro menti e dei loro corpi, di abitare lo spazio pubblico nella piena cittadinanza: un processo che prende forma nei luoghi e nei gesti quotidiani del vivere civile e che riguarda il modo in cui la collettività democratica del nostro Paese si sviluppa.

Video degli interventi del Convegno Internazionale da cui è scaturito il volume
Tutti i 47 interventi del Convegno Internazionale Su base di uguaglianza. Per un Progetto di Vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità, promosso dall’Università degli Studi di Torino e dalla Fondazione Time2, realizzato il 10 e 11 giugno 2025, a Torino, sono stati sottotitolati e tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), e sono liberamente fruibili dal seguente link: subasediuguaglianza.it

 

Ultimo aggiornamento il 26 Ottobre 2026 da Simona