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Si fa presto a dire: “è da centro diurno”

di Patrizia Rondelli*

Prima una diagnosi sbagliata, poi quella di autismo, l’estromissione dalla categoria “puoi fare qualcosa” e la “candidatura” per il centro diurno. Patrizia Rondelli ripercorre così alcune tappe della vita di suo figlio, Fabrizio Landini, oggi trentunenne, che invece, con i supporti adeguati, ha dimostrato di riuscire a lavorare. «Dare per scontato che qualcuno non sappia fare qualcosa è il più grosso errore che si possa fare nella vita di una persona, a maggior ragione nella vita di una persona autistica», osserva Rondelli, che ha deciso di rendere pubblica questa sua testimonianza con l’intento di infondere speranza alle famiglie che si stanno scontrando con i medesimi pregiudizi.

Foto 1: Fabrizio Landini mentre versa un goccio d’olio in un vasetto di passata di pomodoro, particolare delle mani (credit: Patrizia Rondelli).

“È da centro diurno”. Così è stato classificato mio figlio autistico classe 1995 nel nuovo millennio. Nuovo forse, ma non troppo.

Le mani che vedete [foto 1, N.d.R.] sono quelle di mio figlio Fabrizio Landini classe 1995 diagnosticato nel 1998 come “psicotico con grave ritardo mentale”.  Solo successivamente, dopo 18 anni, la diagnosi al compimento della maggiore età è stata modificata.

È diventato un autistico a tutti gli effetti (e per fortuna non psicotico – aggiungo io), e come tutti gli autistici non verbali è stato estromesso dalla categoria “puoi fare qualcosa”, diventando immediatamente un candidato per il centro diurno.

Perché vi racconto questa storia? Il motivo è molto semplice: perché spesso nell’autismo si danno per scontate molte cose anzi TROPPE e se non avessi incontrato le persone giuste che hanno scelto di investire su di lui, sarebbe finito davvero in un centro diurno dove le prospettive di lavoro sono inesistenti. In questa foto sta versando dell’olio in un barattolo.

Foto 2: Fabrizio Landini mentre chiude un vasetto di passata di pomodoro, particolare delle mani (credit: Patrizia Rondelli).

La prova che Fabrizio è in grado di fare qualcosa con le proprie mani in maniera autonoma, è rappresentata in questa immagine in cui chiude un barattolo appena riempito di passata di pomodoro [foto 2, N.d.R.]. Bisogna guidarlo, confermo che bisogna seguirlo molto all’inizio, ma in buona sostanza, anche se non “parlapuò fare.

Se avessi ascoltato le persone “sbagliate” ora non sarebbe qui in questo laboratorio di trasformazione alimentare denominato “La Banda dell’Ortica” insieme a Emanuela e ai suoi colleghi di lavoro: Axel, Matteo, Franco e Rese. Dare per scontato che qualcuno non sappia fare qualcosa è il più grosso errore che si possa fare nella vita di una persona, a maggior ragione nella vita di una persona autistica. A volte, (è brutto dirlo e scriverlo), per comodità e per sopravvivenza si scelgono le vie più facili e meno impegnative dal punto di vista educativo e umano. Perché diciamocelo francamente: educare nell’autismo è un bell’impegno ed essere ricambiati facendoci educare a nostra volta lo è ancora di più. Il problema non sono le persone autistiche ma quanto noi siamo in grado di insegnare, quanto impegno fiducia e costanza ci mettiamo nella nostra attività educativa. Dipende tutto dalla nostra convinzione che ogni essere umano è dotato di capacità che se valorizzate, possono diventare una risorsa per la comunità intera. E Fabrizio in questo video ne è la prova vivente.

Spero che il breve racconto di questa esperienza sia stato utile per tutte quelle famiglie che sono ancora alla ricerca di una speranza, della possibilità di dare al proprio figlio un futuro dignitoso e ricco di conoscenza. Non rassegnatevi, e vedrete che prima o poi la capacità di vostro figlio o figlia si svelerà. Ma voi dovete essere i primi a crederci.

 

* La presente testimonianza è già stata pubblicata nella newsletter della Fondazione Oltre il Blu ETS. Essa viene ripresa, con minimi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Si ringrazia Martina Gerosa per la segnalazione.

 

Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2026 da Simona