La realizzazione di una grande mappa interattiva dell’accessibilità del territorio nazionale, da creare collettivamente attraverso la compilazione di un questionario online, aperto a tutti i cittadini e le cittadine, con o senza disabilità: sarà questa la base di partenza della campagna denominata “Un passo alla volta”, recentemente lanciata dall’Associazione Parent Project e dedicata appunto al tema delle barriere architettoniche.*

«Uno dei pilastri, dei temi fondamentali sui quali operiamo, è la vita indipendente delle persone che convivono con la distrofia muscolare di Duchenne e con quella di Becker. Il problema dell’accessibilità è assolutamente cruciale e vogliamo parlarne con tutti i soggetti interessati: le altre associazioni, la cittadinanza, le istituzioni. Perché focalizzare l’attenzione su questo aspetto non è una questione di buona volontà, ma di diritti essenziali. E rendere le città accessibili non solo è fondamentale per chi convive con una disabilità, ma è importante per tutte le persone che vivono in quella città»: lo aveva dichiarato nel dicembre scorso Ezio Magnano, presidente dell’Associazione Parent Project, che riunisce persone con le distrofie muscolari di Duchenne e Becker e le loro famiglie, lanciando, in occasione della Giornata internazionale delle Persone con Disabilità, la campagna denominata Un passo alla volta, dedicata appunto al tema delle barriere architettoniche.
L’iniziativa prevede in sostanza la realizzazione di una grande mappa interattiva dell’accessibilità del territorio nazionale, da creare collettivamente attraverso la compilazione di un questionario online, aperto a tutti i cittadini e le cittadine, con o senza disabilità e disponibile a questo link.
«L’accessibilità di tutti gli spazi urbani – sottolineano da Parent Project – è sancita dall’articolo 9 (Accessibilità) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata in Italia dalla Legge 18 del 2009. A garantire l’effettiva applicazione di questa norma dovrebbero essere i Comuni, attraverso i PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), che dovrebbero appunto monitorare, progettare e pianificare interventi per superare le barriere architettoniche. L’obbligo di adottare il PEBA per i Comuni è previsto ormai da quarant’anni, ossia dalla Legge 41 del 1986, ma nonostante il tanto tempo passato dall’entrata in vigore di tale normativa, molti Comuni italiani non la stanno ancora applicando o lo stanno facendo in maniera insufficiente. Quando però l’accessibilità di una città o in generale di un Comune è incompleta, questo può precludere ai cittadini con difficoltà motorie – come per esempio persone con disabilità, persone anziane o con bambini piccoli – la possibilità di fare attività fuori casa e vivere appieno gli spazi pubblici: i cittadini e le cittadine incontrano infatti degli ostacoli che impediscono loro una piena e attiva partecipazione sociale».
In linea dunque con il nome scelto, la campagna di Parent Project parte da un primo passo, semplice per chi lo compie ma con un grande impatto potenziale, ossia la realizzazione di una cartina geografica partecipativa per far sentire le voci di cittadine e cittadine su questo tema, monitorare la situazione percepita e constatare quanto i Comuni e le Regioni italiane siano accessibili.
«La nostra realtà nasce ed è guidata da genitori – afferma ancora Magnano – con la comunità Duchenne internazionale, di cui Parent Project è un nodo molto attivo, che è riuscita collettivamente, nel corso di 30 anni, a far cambiare lo scenario della patologia. I bambini che oggi nascono con la distrofia di Duchenne diventeranno adulti, e il mondo nel quale abitano deve sapersi adattare ai loro bisogni, perché possano realizzarsi e avere una vita piena e il più possibile autonoma. Per questo il tema della vita indipendente è al centro del nostro lavoro. E su questo vogliamo coinvolgere tutta la società civile».
I passi successivi previsti dall’Associazione saranno l’elaborazione di report annuali con approfondimenti e aggiornamenti sulla costruzione della mappa; il coinvolgimento dei media per focalizzare sempre più l’attenzione della società civile sul tema dell’accessibilità; iniziative di advocacy (“tutela”) a livello locale, per entrare in dialogo con le Amministrazioni laddove verranno segnalate le situazioni più problematiche; la premiazione periodica delle città valutate come maggiormente accessibili. (Stefano Borgato)
Ricordiamo ancora il link dell’agile questionario proposto da Parent Project, che tutti e tutte possono compilare. Per ulteriori informazioni: Elena Poletti (e.poletti@parentproject.it).
* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
Ultimo aggiornamento il 11 Febbraio 2026 da Simona