dell’Associazione Attiva-Mente della Repubblica di San Marino
«Da anni utilizziamo l’Istanza d’Arengo per portare in Aula temi che riguardano i diritti umani, la disabilità, la Vita Indipendente, il welfare, l’inclusione, la pari dignità delle persone. Alcune delle nostre Istanze non sono state accolte, e questo, pur quando non lo condividiamo, fa parte della democrazia. Ma per quelle approvate, o per gli impegni assunti a seguito della loro discussione, troppo spesso non sappiamo più nulla», scrivono dall’Associazione Attiva-Mente della Repubblica di San Marino, evidenziando come nel piccolo Stato questo strumento di democrazia diretta sia stato progressivamente svilito.

La discussione emersa sulle Istanze d’Arengo* rimaste per anni senza seguito non riguarda un semplice arretrato amministrativo. Riguarda il modo in cui la Repubblica di San Marino considera, o dimentica, uno dei suoi strumenti più antichi, più identitari e più preziosi di democrazia diretta.
La legge è chiara: quando un’Istanza d’Arengo viene approvata, il Congresso di Stato è tenuto a operare per realizzare la volontà espressa dal Consiglio Grande e Generale e, entro sei mesi dall’accoglimento, i membri di Governo incaricati devono riferire alla Commissione consiliare competente sui provvedimenti di attuazione intrapresi. Sei mesi. Non dieci anni, cinque, o “quando ci sarà tempo”.
E invece apprendiamo che alcune Istanze approvate risalgono addirittura al 2015 e che solo oggi, dopo un tempo politicamente e istituzionalmente inaccettabile, vengono riportate all’attenzione delle Commissioni. Le scuse pronunciate in sede istituzionale rappresentano un passaggio dovuto e apprezzabile. Ma il problema è un altro: il problema è restituire credibilità a un istituto che rischia di essere svuotato dall’indifferenza, dalla lentezza e dalla mancanza di responsabilità.
Ci sono anche altri aspetti, meno formali ma non meno gravi.
Le Istanze d’Arengo vengono talvolta discusse in orari residuali, in tarda serata o in notturna, quando l’attenzione pubblica è inevitabilmente più bassa. Può accadere, certo. Ma accade anche che in Aula siano presenti pochissimi Consiglieri; accade che il dibattito sia ridotto a pochi interventi, talvolta a uno, talvolta a nessuno; accade che richieste dichiarate ammissibili dalla Reggenza e quindi degne di discussione pubblica vengano trattate come un adempimento da smaltire, non come un atto civico da rispettare.
Un’Istanza d’Arengo non è una cortesia concessa dalla politica ai cittadini, è un diritto politico, una forma di parola pubblica, è uno degli strumenti attraverso cui chi vive nella Repubblica può portare all’attenzione delle istituzioni bisogni, ingiustizie, proposte, visioni di società.
Il Consiglio Grande e Generale può approvare o respingere un’Istanza: questo appartiene alla fisiologia democratica. Ma non può svilirla, ignorarla, approvarla e poi lasciarla marcire in un cassetto. Non può trasformare la partecipazione civica in una prova di resistenza alla dimenticanza.
Come Associazione Attiva-Mente conosciamo bene questo cortocircuito. Da anni utilizziamo l’Istanza d’Arengo per portare in Aula temi che riguardano i diritti umani, la disabilità, la Vita Indipendente, il welfare, l’inclusione, la pari dignità delle persone. Alcune delle nostre Istanze non sono state accolte, e questo, pur quando non lo condividiamo, fa parte della democrazia. Ma per quelle approvate, o per gli impegni assunti a seguito della loro discussione, troppo spesso non sappiamo più nulla. Passano mesi, anni, legislature, e il silenzio diventa la risposta.
Un caso per noi particolarmente significativo riguarda l’Istanza d’Arengo per l’adozione di una legge sull’assistenza personale, strumento fondamentale per rendere concreto il diritto alla Vita Indipendente delle persone con disabilità. Quell’Istanza è stata discussa e respinta con appena 19 Consiglieri presenti. Nel corso del dibattito, uno dei Consiglieri ha osservato che la questione posta non poteva essere affrontata in poche settimane o mesi. Un’affermazione certamente condivisibile nella sua premessa, perché temi di questa portata richiedono approfondimento, programmazione e responsabilità. Ma proprio per questo non si comprende come, a distanza di tempo, non sia ancora stato avviato un percorso concreto. La Vita Indipendente, inclusa l’assistenza personale, è un diritto riconosciuto e regolamentato in molti ordinamenti d’Europa e del mondo, ma soprattutto ricordiamo che è previsto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che San Marino ha ratificato nel 2008, nonché dal Decreto Delegato 1 febbraio 2018 n. 14.
L’assistenza personale non è un favore. È uno degli strumenti più efficaci per permettere a una persona con disabilità di autodeterminarsi, di scegliere dove vivere, come organizzare la propria quotidianità, come partecipare alla vita sociale, culturale, lavorativa, affettiva e politica del Paese. È il passaggio da una logica assistenzialistica a una logica fondata sui diritti. È la differenza tra essere accuditi e poter vivere.
Tuttavia, in quella stessa discussione, è stato approvato un ordine del giorno che impegnava il Congresso di Stato a convocare nuovamente il gruppo di lavoro attivato nella precedente legislatura (che risulta essersi riunito una sola volta, senza poi produrre ulteriori sviluppi). Ad oggi, anche di quel rinnovato impegno non abbiamo alcuna notizia.
Prendiamo atto che, su tematiche come questa, strettamente legate ai diritti umani, la sensibilità manifestata in passato, da partiti oggi al Governo, non sembra essersi tradotta in alcuna iniziativa concreta.
Tornando invece alla riflessione in oggetto, non abbiamo nemmeno notizie di numerose altre nostre Istanze d’Arengo approvate, e rimaste senza seguito ben oltre i termini di legge. Per questo diciamo con chiarezza che la questione non è una faccenda procedurale. È una questione democratica. Perché quando le istituzioni non danno seguito a ciò che la legge impone, quando i tempi non vengono rispettati, quando il confronto avviene davanti a banchi semivuoti, quando gli impegni assunti non producono atti verificabili, il messaggio che arriva ai cittadini è devastante: partecipate pure, ma poi decideremo noi se, come e quando occuparcene.
È esattamente questa distanza che oggi denunciamo.
Distanza tra la legge e la prassi, tra la parola data e gli atti prodotti, tra il cittadino che propone e la politica che rinvia e tra la solennità dell’Arengo e la povertà del dibattito che troppo spesso lo accompagna.
Noi non chiediamo scorciatoie, privilegi, né che ogni nostra proposta venga accolta. Chiediamo una cosa più semplice: rispetto.
Rispetto per i Trattati internazionali a cui San Marino ha aderito, per le leggi, per i cittadini che si assumono la responsabilità di proporre, per la Reggenza che dichiara ammissibili le Istanze e rispetto per le persone con disabilità, che troppo spesso entrano nell’agenda politica solo quando qualcuno obbliga le istituzioni a parlarne.
Attiva-Mente continuerà a presentare Istanze d’Arengo, perché in un sistema politico spesso chiuso, autoreferenziale e distante, questo strumento resta uno dei pochi varchi attraverso cui costringere la politica a guardare dove troppo spesso preferirebbe non vedere.
Pur comprendendo le difficoltà che possono esserci, chiediamo che alle Istanze d’Arengo venga restituita la loro dignità, che gli ordini del giorno approvati non diventino formule di cortesia per chiudere una discussione senza aprire un percorso e che, soprattutto, l’obiettivo non sia soltanto recuperare gli arretrati, ma ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Perché una democrazia diretta senza seguito non è partecipazione, e una Repubblica che si vanta della propria storia non può permettersi di trasformare l’Arengo, cuore antico della sua identità civile, in una distanza così profonda.
Per ulteriori informazioni: attivamentersm@gmail.com
* L’istanza d’Arengo è la forma moderna di petizione popolare. La prima domenica successiva all’insediamento dei nuovi Capitani Reggenti, i cittadini e le cittadine presentano istanze su questioni di interesse pubblico alla Reggenza, che le sottopone al Parlamento.
Vedi anche:
Sito dell’Associazione Attiva-Mente della Repubblica di San Marino.
Ultimo aggiornamento il 9 Luglio 2026 da Simona