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Disabilità: nascono attivisti anche…. a destra

di Andrea Pancaldi

«Fino a non poco tempo fa tutti gli/le attivisti/e che si ponevano anche come soggetti “politici” (non necessariamente partitici) erano nella quasi totalità orientati a sinistra», ma da alcuni anni il tema disabilità è oggetto di interesse anche a destra, osserva Andrea Pancaldi in questa riflessione che tratteggia l’evoluzione del fenomeno degli attivisti/influencer/autobiografi con disabilità. Il testo è completato da una ricca nota bibliografica.

Un’attivista in sedia a rotelle, Cinzia Chiarini, stanca di venire discriminata, manifesta il proprio dissenso in modo fantasioso.

Fino ad ora l’attivismo in area disabilità è stato un modello variegato, con stili e lessici anche molto diversi tra loro, suddiviso tra persone con disabilità attivisti e genitori, più o meno attivisti, con figli con disabilità. Limitandoci al primo gruppo, notiamo che sono più rappresentate le donne che gli uomini essendo il tema del corpo e il suo essere nella società e nelle relazioni è uno dei nodi centrali dell’agire attivista, tema su cui gli uomini scontano un ritardo culturale e sono mediaticamente meno spendibili anche se, nel caso dell’attivista “politicizzato”, la presenza di uomini sembra essere un tantino superiore, nulla di nuovo sotto il sole.

C’è da dire, per limitare l’inevitabile confusione lessicale, che parallelamente alla realtà degli attivisti, scorre sui medesimi mezzi usati, i social, anche una folta schiera di persone con disabilità che per molti versi non rientrano né nella categoria attivista, né in quella dell’influencer comunemente inteso, ma seguono piuttosto il filo di narrazioni autobiografiche. Non apriamo qui questo interessante capitolo, ma se ne può leggere nel saggio denominato L’autodeterminazione dei corpi altri nella narrazione degli youtuber disabili, ospitato nel volume curato da F. Bocci segnalato in nota.

Un fenomeno, quello degli attivisti/influencer/autobiografi, fatto di luci ed ombre, che smuove i temi della rappresentazione e della rappresentanza (che non a caso hanno la stessa matrice semantica) del mondo della disabilità all’interno del più vasto ragionamento sui temi della partecipazione e della cittadinanza nell’epoca della disintermediazione e della tendenza della politica e degli Stati a depotenziare i corpi intermedi (società civile, terzo settore… che dir si voglia).

Inquadrato l’orizzonte del tema, chi avesse voglia di farsene un’idea può leggere, tra i tanti, i contributi che segnaliamo nella nota bibliografica riportata in calce. Mentre altri testi di taglio più giornalistico si possono trovare su Google o sulle piattaforme dedicate (Google Scholar, Academia, Edu, ResearchGate, ecc.).

Fino a non poco tempo fa tutti gli/le attivisti/e che si ponevano anche come soggetti “politici” (non necessariamente partitici) erano nella quasi totalità orientati a sinistra, mutuando parte delle modalità di azione e stili comunicativi più dal mondo femminista e Lgbtq che dal classico settore associativo della disabilità.

Da alcuni anni il tema disabilità è oggetto di interesse anche a destra, anche perché altrimenti “quelli del sociale” sarebbero rimasti nella quasi totalità “brutti, sporchi e cattivi” (immigrati, Rom, senza dimora, malati mentali, carcerati ed ex, tossicodipendenti, occupanti di case, giovani nei rew party, nelle baby gang o coi coltelli…insomma il classico menù da Rete4). Qualcuno buono, da non ascrivere al settore sicurezza/degrado, ci voleva. Questo interesse si è manifestato con il forte investimento fatto dalla Lega nell’àmbito del Ministero della Disabilità che, sui contenuti, essendo gestito da persona competente, non si discosta di molto dai “Programmi biennali” dei precedenti Governi, e sfida anche direttamente la sinistra su alcuni dei suoi stessi temi (pensiamo alla condizione femminile o alla sessualità), curando molto le relazioni col mondo dell’associazionismo con approcci ora innovativi, ora legati agli schemi più classici della cooptazione e della erogazione di finanziamenti.

Appare più recentemente un fenomeno di attivismo legato invece a Fratelli d’Italia, che in parte si scosta un po’ dalla linea culturale ministeriale e in parte se ne deve necessariamente differenziare nel gioco degli equilibri a destra. Più famiglia e meno autodeterminazione si potrebbe dire, semplificando però drasticamente. Un giovane con disabilità originario della Romania, sempre più oggetto di passaggi televisivi, ne è per ora il volto più conosciuto. Vi proponiamo, come contributo al dibattito, alcuni suoi recenti post e articoli. Per vederne altri si può consultare il suo profilo Facebook a questo link.

–  Emanuel Cosmin Stoica, Il Disability Pride non mi rappresenta, «Nazione Futura», 14 gennaio 2026.
–  Francesco Curridori, «La disabilità non è un superpotere. Basta con gli stereotipi woke». Parla Emanuel Cosmin Stoica, «Secolo d’Italia», 4 gennaio 2026.
–  Francesco Curridori, Disabile due volte”. L’odio sociale colpisce Emanuel Stoica per la sua presenza ad Atreju, «il Giornale», 20 dicembre 2025.
–  Post Facebook: Andrò al Grande Fratello del 19 dicembre 2025.
–  Primo video reel su Facebook.
–  Secondo video reel su Facebook.
–  Terzo video reel su Facebook.

Vedremo se da qui alle politiche 2027, data verso cui, un po’ alla volta, sono state spostate gran parte delle scadenze dei provvedimenti legislativi dell’area della non autosufficienza, il fronte si allargherà.

 

Nota bibliografica

– F. Bocci, A. Straniero (a cura di), Altri corpi. Visioni e rappresentazioni della (e incursioni sulla) disabilità e diversità, Univ.Roma3, 2020.
– F. Bocci, M. DeCastro, U. Zona, L’ecosistema YouTube come opportunità per l’autonarrazione della disabilità e dell’inclusione, in Metis, 1, 2020.
– F. Pistone, L. Negrogno, Del Disability Pride di Bologna e delle sfide dell’attivismo oggi, «Una certa idea di…» Il blog dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi, 2022.
– A. Pancaldi, I tre porcellini: disabilità tra non più e non ancora, tra “seduttivi immaginari e plausibili realtà”, «Una certa idea di…» Il blog dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi, 2023.
– F. Battisti, Framing, approcci e pratiche culturali di diversità nella società digitale. Costruzione identitaria e giornalistica della dis/abilità, Sapienza Università di Roma, 2024.
– M.F. Murru, M. Pedroni, S, Tosoni, Influ-attivismo: nuove forme di impegno civico tra attivismo digitale e influence culture,  «Mediascapes journal», 24, 2024 (saggi vari).
– A. Baffi, M. Binotto, Superguerrieri. L’influ-attivismo dei genitori caregiver tra rappresentazioni della disabilità e individualismo politico, «Mediascapes journal», 24, 2024.
– G. Ferrero, Attivisti o influencer? La disabilità nella bolla dei social fra visibilità e rappresentanza, «Vita», 2025.
– G. Cupidi, Attivisti o influencer? Disabilità e social media tra rappresentanza, storytelling e responsabilità, sito di Giovanni Cupidi, s.d.
– R. Camarlinghi (a cura di), Fare attivismo oggi. Intervista a Fabrizio Acanfora, «Animazione sociale», 382, 2025.
– R. Ragni, Corpi che parlano: 10 donne influencer della disabilità che stanno cambiando la nostra idea di “normalità”, «green Me», 2024.
– M. Albini (a cura di), In rivolta. Manifesto dei corpi liberi. Voci collettive per WeWorld, Castelvecchi Editore, 2025.
– P. Centomo, Le top ten degli/delle attivisti/influencer disabili, «StartupItalia», 2024.
Disabilità: i 20 content creator dall’italia e dal mondo che nel 2024 hanno rotto barriere e tabù, «Gay.it», 2024.
– E.L. Mascolino, Cinque attiviste italiane della disabilità da conoscere,  «Harper’s Bazaar», 2023.

 

Ultimo aggiornamento il 26 Gennaio 2026 da Simona