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Cirio (Regione Piemonte): per ogni persona anziana in RSA, cinque assistite a casa. PERSONE: allora la deistituzionalizzazione si può fare!

del Coordinamento PERSONE*

Alcuni giorni fa Alberto Cirio, il Presidente della Regione Piemonte, si è espresso sui servizi di assistenza alle persone anziane affermando: «Per ogni letto accreditato le strutture dovranno occuparsi di 5 persone a domicilio». Per il Coordinamento PERSONE questa proposta dimostra che la deistituzionalizzazione si può fare, non solo per le persone anziane, ma anche per le persone con disabilità. Anche se, ironizzano, il Presidente Cirio «non faccia passare i progetti di assistenza domiciliare come la negazione del diritto all’istituzionalizzazione, perché suona davvero grottesco».

Un gruppo di persone anziane e un’assistente conumano il pasto sedute attorno a un grande tavolo di legno in una sala da pranzo di una struttura residenziale (credit: Jsme MILA / Pexels).

Siamo talmente incapaci di immaginare la vita delle persone non performanti rispetto a uno standard che non esiste ma che ci hanno inculcato che, di fronte a certe notizie, rimaniamo perplessi. È una buona notizia? Non lo è?
Qualche giorno fa, il Presidente di Regione Piemonte Alberto Cirio ha comunicato che per ogni anziano in RSA [residenza sanitaria assistita, N.d.R.], cinque saranno assistiti a casa, perché non ci sono i soldi per rinchiuderli tutti [fonte: Alessandro Mondo, Cirio: “Anziani, un posto in Rsa e cinque a casa. Così riformeremo il modello di assistenza”«La Stampa», 31 agosto 2026, N.d.R.].
La prima reazione è: allora si può. E la seconda è che quella dovrebbe essere la normalità: il diritto dell’anziano a rimanere negli spazi che gli appartengono con i sostegni di cui necessita. Tra l’altro lo dice esplicitamente il presidente Cirio: i soldi del Fondo Sociale Europeo dobbiamo utilizzarli in questo modo perché l’Europa non permette di spenderli per le strutture. Ma pensa! Forse perché l’Europa non finanzia strutture segreganti?
Dunque, quello che assumerà i contorni di un diritto negato (non poter accedere a una RSA) con tutto ciò che ne conseguirà, è, in realtà, il diritto di tutti ad una assistenza domiciliare parametrata sui reali bisogni della persona.
Fin troppo facile il parallelismo con le persone con disabilità costrette nelle strutture.
Se è possibile – pur se la motivazione non è umana ma economica – assistere gli anziani a domicilio, allora è possibile costruire progetti personalizzati per le persone con disabilità così come previsto dalla riforma.
Il Presidente Cirio dice chiaramente che questa modalità comporta un risparmio.
È sempre stato evidente che, in molte situazioni, il progetto personalizzato costa meno della struttura. E, anche se il costo fosse il medesimo, il punto è che nel primo modo si rispetta il diritto della persona, nel secondo non lo si fa.
Si aggiunge il fatto che il diritto della persona con disabilità è scritto in una legge nazionale alla quale Regione Piemonte (e tutte le altre Regioni italiane) deve dare gambe modificando gli accreditamenti, gli appalti, la gestione dei servizi sociali e, soprattutto, mettendo nero su bianco ciò che la riforma chiede: la riconversione delle risorse. Non è più accettabile che lo Stato si faccia carico di una parte dei costi per l’assistenza in struttura, negando invece la vita nella comunità come se fosse un privilegio.
Sia Cirio a dare il buon esempio e faccia ciò che deve a livello normativo affinché le persone che fanno istanza di progetto personalizzato non si sentano rispondere “non ci sono i soldi”. I soldi ci sono, ma li tirate fuori solo per segregare le persone in strutture e ingrassare i profitti di chi le gestisce. Che siano anziani o disabili, non importa.
Sia coraggioso, Presidente Cirio, dimostri che si può fare, ma non faccia passare i progetti di assistenza domiciliare come la negazione del diritto all’istituzionalizzazione, perché suona davvero grottesco.

 

Per maggiori informazioni: personecoordnazionale@gmail.com

 

PERSONE – Coordinamento Nazionale Contro la Discriminazione delle Persone con Disabilità

 

Nota: il Centro Informare un’h è impegnato nel rivendicare la promozione della deistituzionalizzazione e lo stop all’istituzionalizzazione. Temi su cui si è avviato un confronto pubblico. In calce alla pagina “Riforma della disabilità: eliminiamo la possibilità di istituzionalizzare le persone” (in aggiornamento) sono segnalati i contributi che di volta in volta si stanno susseguendo.

 

Ultimo aggiornamento il 3 Settembre 2026 da Simona