di CARER, Associazione di Caregiver Familiari
La Regione del Veneto ha approvato ieri (29 settembre), all’unanimità, una legge regionale sul caregiver familiare che riporta al centro l’importanza di una politica di servizi a sostegno di chi si prende cura. Si tratta di una legge inclusiva e rispettosa della realtà, osservano dall’Associazione CARER, evidenziando la distanza con quanto sta accadendo a livello nazionale, dove il Disegno di Legge Locatelli, attualmente in fase di approvazione in Parlamento, che si connota come un testo divisivo, inadeguato, discriminatorio, incapace di riconoscere la complessità della cura e di offrire risposte reali ai/alle caregiver italiani.

La Regione del Veneto ha approvato ieri [29 settembre 2026, N.d.R.], all’unanimità, una legge regionale sul caregiver familiare che riporta al centro l’importanza di una politica di servizi a sostegno di chi si prende cura. Una legge bipartisan, nata da un percorso lungo, serio, partecipato, che ha coinvolto caregiver, associazioni, enti locali, esperienze avanzate come quella dall’Associazione CARER, che già nel 2013 aveva indicato la strada: riconoscere diritti di cittadinanza a chi sostiene ogni giorno la fragilità.
È una legge che nasce dal territorio, dalla realtà concreta delle famiglie, dalla consapevolezza che la cura non è un incidente della vita, ma una struttura portante del nostro welfare. E che proprio per questo richiede politiche pubbliche organiche, inclusive, non discriminatorie.
Una storia che parte da lontano: ascolto, competenza, continuità
Il percorso veneto comincia oltre tre anni fa, con una proposta della Consigliera regionale Chiara Luisetto (PD). Una proposta costruita con metodo: ascolto dei caregiver, confronto con le associazioni, studio delle esperienze più avanzate, tra cui quella dell’Emilia-Romagna, prima Regione italiana ad approvare una legge organica sul tema.
Il Neopresidente del Veneto, Alberto Stefani, forte anche della sua esperienza parlamentare e dell’impegno sui giovani caregiver, decide di partire dal disegno di legge depositato da Luisetto. Non lo cancella, non lo stravolge: lo assume come base, lo arricchisce, lo porta in Commissione.
Il risultato è un percorso di approfondimento serio, con audizioni, confronti, emendamenti condivisi. E infine un testo che tutte le forze politiche votano insieme, senza bandiere, senza propaganda.
Una legge che parla ai cittadini, non ai partiti.
Una definizione ampia, inclusiva, moderna: il caregiver è chi cura, non solo chi convive
Il Veneto sceglie una definizione di caregiver ampia e non discriminatoria:
- niente obbligo di convivenza
- niente vincolo di parentela: può essere un amico, un vicino, una persona cara
- niente soglie di ore di cura per “meritare” sostegno
- riconoscimento del ruolo nel PAI e nel progetto di vita
- integrazione nel sistema dei servizi, non sostituzione dei servizi.
È una definizione che rispecchia la realtà: oggi la cura non è solo familiare, non è solo domestica, non è solo femminile. È una rete di relazioni che tiene insieme comunità sempre più fragili.
Giovani caregiver: non solo crediti formativi, ma sostegno vero
La legge del Veneto riconosce i giovani caregiver non solo come studenti da premiare con crediti formativi, ma come giovani che vivono un carico di cura che può compromettere studio, salute, futuro.
Prevede:
- protocolli con scuole e università
- sostegno psicologico
- accompagnamento nella transizione scuola-lavoro
- misure di conciliazione
Servizi, sollievo, prevenzione del burnout: la cura non può essere una condanna
Il Veneto introduce misure che parlano la lingua della vita reale:
- informazione chiara e accessibile
- formazione gratuita
- supporto psicologico
- gruppi di auto-mutuo-aiuto
- reti di vicinato
- interventi di sollievo programmati e in emergenza
- domiciliarizzazione delle visite specialistiche
- telemedicina e telemonitoraggio
- prevenzione del burnout
È una legge che mette nero su bianco che il caregiver ha diritto a non crollare e ad avere aiuto.
Un tavolo permanente, un fondo regionale, linee guida: la cura diventa politica pubblica
La legge istituisce:
- un tavolo permanente presso la Giunta
- un fondo regionale caregiver
- linee guida operative per ULSS e ATS
- criteri per la certificazione delle competenze acquisite nella cura
Il contrasto con il Disegno di Legge Locatelli: due visioni diverse del Paese
Mentre la Regione del Veneto approva una legge inclusiva e rispettosa della realtà, in Commissione Affari Sociali della Camera la maggioranza porta in aula un Disegno di Legge (addirittura peggiorato rispetto alla versione iniziale depositata dalla Ministra Locatelli), approvato respingendo ogni proposta dell’opposizione [il testo del Disegno di Legge governativo integrato con gli ultimi emendamenti approvati è disponibile al seguente link, N.d.R.].
Un testo che:
- restringe la platea ai soli conviventi
- esclude amici, vicini, reti di solidarietà
- non prevede sostegni strutturali
- non tutela la salute del caregiver
- non affronta la conciliazione con il lavoro
- non sostiene i giovani caregiver
- introduce un bonus economico di massimo 400 euro a fronte di oltre 91 ore settimanali di assistenza in convivenza
- lega il bonus a condizioni che di fatto condannano il caregiver a una vita senza pause, senza sollievo, senza diritti
È una visione che riduce la cura a un fatto privato, domestico, femminile, invisibile. Una visione che ignora la realtà demografica del Paese: milioni di anziani soli, famiglie fragili, carichi di cura crescenti.
Due Italie: quella che vede la realtà e quella che la nega
La legge della Regione del Veneto dimostra che chi vive sul territorio sa che la cura è ormai un tema strutturale, non emergenziale. Sa che servono politiche pubbliche, non elemosine. Sa che la cura è un bene sociale, non un destino individuale.
Il Disegno di Legge Locatelli, invece, consegna al Parlamento un testo divisivo, inadeguato, discriminatorio, che non riconosce la complessità della cura e non offre alcuna risposta reale ai/alle caregiver italiani.
Una strada aperta: dalle Regioni all’Italia
Il Veneto si aggiunge alle tredici Regioni che hanno già legiferato. È un segnale politico forte: le Regioni stanno costruendo ciò che lo Stato continua a rimandare.
E tutto questo nasce da una storia che parte nel 2013, quando CARER propose per la prima volta una legge regionale sul caregiver. L’Emilia-Romagna l’ha approvata, ha aperto il dibattito nazionale, ha mostrato che si può fare. Oggi il Veneto raccoglie quel testimone.
La cura è un tema nazionale. La cura è un tema di civiltà. La cura è un tema di diritti.
E quando il territorio si muove all’unanimità, chi governa il Paese dovrebbe ascoltare.
Contatti: info@associazionecarer.it – sito www.associazionecarer.it
Vedi anche:
Associazione CARER, CARER: gli emendamenti apportati al Disegno di Legge Locatelli sui Caregiver sono puramente cosmetici, «Informare un’h», 24 settembre 2026.
Sara Bonanno, Una Legge che trasforma i caregiver in schiavi di Stato, «Informare un’h», 23 settembre 2026.
Ultimo aggiornamento il 30 Settembre 2026 da Simona