Persone con e senza disabilità hanno attraversato la Sardegna in bicicletta e a piedi. Tra i momenti più significativi, l’incontro con i ragazzi dell’Istituto penale per minorenni di Quartucciu e l’arrivo alla Basilica di Bonaria di Cagliari.

Trecentocinquantatré chilometri da Olbia a Cagliari, percorsi in bicicletta e a piedi lungo il Cammino di Bonaria, per dimostrare che le differenze non devono trasformarsi in distanze. Si è conclusa alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria la sesta edizione di InSuperAbile – La Staffetta dell’Inclusione, il progetto che riunisce persone con e senza disabilità in un’esperienza condivisa di sport, cammino, autonomia e incontro.
Partita da Olbia il 19 agosto, dopo il prologo svoltosi il 17 agosto a Brescia, la staffetta ha attraversato la Sardegna alternando tappe in bicicletta e a piedi. Il percorso ha coinvolto associazioni provenienti da diverse regioni italiane e realtà del territorio sardo, creando lungo la strada occasioni di confronto con comunità, amministrazioni e cittadini.
Alla sesta edizione hanno preso parte le associazioni fondatrici del progetto ASD Rosa Running Team, PedalAbile ASD, Se Vuoi Puoi, e quelle che da anni partecipano Nuova Cordata di Iseo, e Lavorare Insieme di Bergamo, oltre alle associazioni sarde Diversamente ODV, In Cammino per l’Autismo e Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna.
La fatica, le alte temperature e la lunghezza delle tappe hanno rappresentato una sfida concreta per tutti i partecipanti. Il cammino ha però mostrato come il sostegno reciproco, l’adattamento dei tempi e la condivisione delle difficoltà possano rendere accessibile un’esperienza che, affrontata individualmente, potrebbe apparire impossibile.
Il viaggio è stato accompagnato dall’accoglienza delle comunità sarde: amministrazioni, associazioni e cittadini hanno aperto spazi, preparato ristori e condiviso tratti di strada con il gruppo. Ogni tappa è diventata così un’occasione per raccontare la disabilità fuori dagli stereotipi, mettendo al centro le persone, le loro capacità e il diritto di ciascuno a partecipare.
Uno dei momenti più intensi dell’edizione è stato l’incontro con i ragazzi dell’Istituto penale per minorenni di Quartucciu (Cagliari). I partecipanti hanno raccontato le proprie fragilità, le difficoltà affrontate, le cadute e il modo in cui ciascuno prova a ripartire.
Il confronto ha creato un ponte tra condizioni di vita differenti, accomunate dall’esperienza del limite e dalla necessità di non essere identificati per sempre con una fragilità, una difficoltà o un errore. Senza pretendere di offrire risposte, InSuperAbile ha condiviso con i giovani dell’Istituto un messaggio di possibilità: oltre ogni ostacolo può esistere ancora una strada da immaginare e percorrere.

L’arrivo alla Basilica di Bonaria ha concluso simbolicamente il viaggio. Dopo 353 chilometri, la salita verso il santuario ha riunito partecipanti, accompagnatori e rappresentanti delle realtà incontrate lungo il percorso, trasformando il traguardo in un momento collettivo.
«InSuperAbile non significa essere capaci di superare tutto – spiegano a una voce i partecipanti – ma scoprire che si può compiere un passo che sembrava impossibile, soprattutto quando qualcuno cammina accanto a noi. Siamo partiti per portare un messaggio di inclusione e ogni persona incontrata ce ne ha restituito una parte, arricchita dalla propria storia. La strada ci ha ricordato che la fragilità condivisa può diventare una forza che da soli non avremmo avuto».
InSuperAbile utilizza il viaggio come strumento di inclusione concreta. Il progetto non propone una rappresentazione eccezionale o retorica della disabilità, ma costruisce esperienze nelle quali ogni partecipante possa contribuire secondo le proprie possibilità, ricevendo e offrendo sostegno.
La sesta edizione si chiude dopo 353 chilometri, ma il suo messaggio prosegue attraverso le immagini, le testimonianze e le relazioni nate durante il cammino: ogni persona ha diritto alla propria strada e alla possibilità di percorrerla insieme agli altri.
Sono disponibili fotografie, riprese video e testimonianze dei partecipanti. I responsabili del progetto e le associazioni coinvolte sono disponibili per interviste e approfondimenti. (Gilda Luzzi)
Per maggiori informazioni: lamu@rosassociati.it
Ultimo aggiornamento il 9 Settembre 2026 da Simona