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Comitato ONU: gli Stati UE che sostengono il Protocollo di Oviedo violano il diritto internazionale

del CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani*

Con una dichiarazione del 27 agosto scorso il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha avvertito gli Stati membri del Consiglio d’Europa che sostengono il progetto di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo che ciò si configura come una violazione dei loro obblighi ai sensi della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità. Ben volentieri diamo spazio alla nota del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) su questo tema.

Un giovane in metropolitana tiene un cartone con la scritta “Human Rights!” (Diritti Umani) (credit: Lara Jameson / Pexels).

Con una presa di posizione dura e senza precedenti, il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha sonoramente richiamato all’ordine il Consiglio d’Europa e i suoi Stati membri. Oggetto del pesante attacco formale è la bozza del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo (la Convenzione sulla bioetica del Consiglio d’Europa), un testo normativo volto a regolamentare il trattamento e il ricovero coatto in àmbito psichiatrico.

Nel suo documento ufficiale intitolato: “Statement by the Committee on the Rights of Persons with Disabilities – Member States of the Council of Europe supporting the draft Additional Protocol to the Oviedo Convention are in breach of their obligations under the Convention on the Rights of Persons with Disabilities” [in italiano: “Dichiarazione del Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità – Gli Stati membri del Consiglio d’Europa che sostengono il progetto di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo violano i loro obblighi ai sensi della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”, pubblicato (in lingua inglese) a questo link, N.d.R.] l’organismo di esperti dell’ONU chiarisce in modo inequivocabile che qualsiasi Stato del Consiglio d’Europa che appoggi o proceda con l’adozione di tale Protocollo sta operando una diretta violazione dei propri trattati internazionali vincolanti.

Le ragioni dello scontro: psichiatria coercitiva vs diritti fondamentali

Il nodo della discordia risiede nel fatto che il Protocollo Aggiuntivo promosso dal Consiglio d’Europa mira a disciplinare e formalizzare la privazione della libertà e il trattamento sanitario obbligatorio nei confronti delle persone con disabilità psicosociali e intellettive.

Secondo il Comitato ONU, questo impianto normativo è radicalmente ed insanabilmente incompatibile con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata da quasi tutti i Paesi europei). In particolare, il testo del Consiglio d’Europa viola i seguenti articoli della Convenzione ONU:

  • Articolo 5 (Uguaglianza e non discriminazione): in quanto legittima restrizioni della libertà basate sullo stato di disabilità o salute mentale.
  • Articolo 14 (Libertà e sicurezza della persona): che sancisce che la disabilità non può in alcun caso giustificare la privazione della libertà.
  • Articolo 15 e 17 (Integrità della persona e divieto di trattamenti inumani o degradanti): poiché la terapia e l’istituzionalizzazione forzata ledono l’autonomia e la dignità umana.

Un corto circuito giuridico ed etico in Europa

L’affondo dell’ONU evidenzia un vero e proprio corto circuito normativo: mentre le Nazioni Unite promuovono un modello basato sui diritti umani, sull’assistenza territoriale, sui servizi di supporto inclusivi e sul rispetto assoluto della volontà e del consenso informato dell’individuo, il Consiglio d’Europa rischia di istituzionalizzare pratiche coercitive, creando un pericoloso e confuso doppio binario legale nel continente.

La durissima presa di posizione del Comitato ONU si affianca all’allarme lanciato da anni dalla società civile e dai movimenti per i diritti delle persone con disabilità (tra cui il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) e Validity Foundation tramite la campagna #WithdrawOviedo (Ritirare Oviedo) e il CCHR Europe – Citizens Commission on Human Rights), che chiedono a gran voce il ritiro immediato e definitivo della bozza di Protocollo.

Le richieste ufficiali dell’ONU

Il Comitato ONU invita perentoriamente il Consiglio d’Europa e i suoi Stati membri a:

  1. Ritirare e abbandonare definitivamente la bozza del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo;
  2. Riconvertire le risorse istituzionali e legislative verso la creazione di servizi di salute mentale su base volontaria, comunitari e pienamente rispettosi dell’autonomia personale;
  3. Garantire il coinvolgimento diretto e la consultazione vincolante delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative in ogni riforma futura.

 

Per informazioni: info@ccdu.org

Ricordiamo ancora che il testo della dichiarazione del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità del 27 agosto 2026, rivolta agli Stati membri del Consiglio d’Europa in merito al progetto del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, è disponibile in lingua inglese al seguente link.

Il presente testo è già stato pubblicato sul sito del CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Vedi anche:

Sito del CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.
La campagna informativa denominata #WithdrawOviedo (“Ritirare Oviedo”).
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, Comitato ONU al Consiglio d’Europa: «No al Protocollo di Oviedo, le cure mentali coattive violano i diritti umani», «Informare un’h», 20 agosto 2026.
Associazione Attiva-Mente, Protocollo Oviedo: la decisione finale è nelle mani del Comitato dei Ministri, «Informare un’h», 26 marzo 2026.
Il Parere negativo al Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo è una vittoria per i diritti delle persone con disabilità, «Informare un’h», 2 febbraio 2026.
Stefano Borgato, Aumenta la pressione sugli Stati per l’abbandono definitivo di quel Protocollo Europeo che viola i diritti umani, «Informare un’h»,16 dicembre 2025.
Un appello all’azione per fermare il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 19 settembre 2025.
Salute mentale: teniamo desta l’attenzione sul Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 1° aprile 2025.
EDF: l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa dia parere negativo al Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 13 febbraio 2025.
Sospesa l’adozione di quel Protocollo Europeo che viola i diritti umani, «Informare un’h», 8 giugno 2022.

 

Ultimo aggiornamento il 7 Settembre 2026 da Simona