Il Piano d’Azione dell’Unione Europea sui Diritti Umani e la Democrazia coincide sostanzialmente con la strategia globale dell’Unione stessa, per promuovere e difendere i diritti fondamentali, lo stato di diritto e la democrazia nel mondo. In vista della definizione del nuovo Piano, il Forum Europeo sulla Disabilità chiede che in ogni àmbito di esso vengano pienamente recepiti i diritti delle persone con disabilità.

«Chiediamo all’Unione Europea di garantire che i diritti delle persone con disabilità siano pienamente recepiti nel prossimo Piano d’Azione dell’Unione sui Diritti Umani e la Democrazia 2027 (EU Action Plan on Human Rights and Democracy)»: l’istanza proviene dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che su tale tema ha presentato una serie di proprie raccomandazioni all’inizio di questo mese, durante le consultazioni della Società Civile presso l’EEAS (European External Action Service) il servizio responsabile per gli Affari Esteri dell’Unione Europea.
Il Piano d’Azione di cui si parla, coincide sostanzialmente con la strategia globale dell’Unione Europea per promuovere e difendere i diritti fondamentali, lo stato di diritto e la democrazia nel mondo. «Ci aspettiamo – sottolineano a tal proposito dall’EDF – che i diritti delle persone con disabilità vengano affrontati attraverso le più ampie prospettive di azione esterna dell’Unione Europea, incluso appunto il Piano d’Azione sui Diritti Umani e la Democrazia e se questo avverrà, ciò dovrà significare impegni concreti, finanziamenti dedicati, una partecipazione significativa delle organizzazioni di persone con disabilità e un solido sistema di monitoraggio e rendicontazione».
«Il Piano d’Azione sui Diritti Umani e la Democrazia post-2027 – aggiungono dal Forum – viene elaborato in un momento in cui la democrazia, lo spazio civico e i diritti umani sono sottoposti a crescenti pressioni in tutto il mondo. A tal proposito va ribadito che l’azione esterna dell’Unione Europea deve rifarsi agli impegni assunti nell’àmbito della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, integrando l’inclusione delle stesse persone con disabilità in ogni àmbito del Piano, comprese misure mirate ad affrontare gli ostacoli specifici di questa epoca. Il nuovo Piano, dunque, dovrebbe garantire l’inclusione dei diritti delle persone con disabilità in ogni azione esterna dell’Unione Europea, dagli incontri al vertice sui diritti umani, al sostegno alla democrazia, dall’azione umanitaria alle politiche digitali, fino agli investimenti del Global Gateway, il progetto lanciato dall’Unione nel 2021, con l’obiettivo di sviluppare nuove infrastrutture nei Paesi in cerca di sviluppo».
In piena coerenza con quanto detto, è l’elenco delle istanze espresse dall’EDF su tale questione. Si chiede cioè di:
° garantire una partecipazione significativa degli organi di tutela delle persone con disabilità alla progettazione, all’attuazione e al monitoraggio delle azioni esterne dell’Unione Europea;
° garantire l’accessibilità in tutti i programmi e le iniziative finanziati dall’Unione Europea;
° includere impegni chiari per l’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità;
° fornire finanziamenti certi e accessibili agli organi di tutela delle persone con disabilità, comprese le organizzazioni locali nei Paesi partner;
° introdurre indicatori inclusivi per le persone con disabilità al fine di monitorare i progressi e rafforzare la responsabilità.
Mentre dunque i lavori per arrivare al nuovo Piano d’Azione proseguono, il Forum Europeo sulla Disabilità continuerà a collaborare con i propri membri e partner, per far sì che i diritti delle persone con disabilità rimangano «una priorità chiara e misurabile nell’azione esterna dell’Unione Europea». (Stefano Borgato)
* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
Ultimo aggiornamento il 14 Luglio 2026 da Simona