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Come l’Amministrazione Trump sta pesantemente ostacolando le Conferenze ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

L’ampliamento delle restrizioni sui visti d’ingresso da numerosi Paesi, nonché la possibilità di negare i visti stessi a persone con patologie croniche o disabilità, se considerate come un potenziale «peso pubblico»: questi provvedimenti introdotti dall’Amministrazione Trump renderanno la prossima Conferenza ONU di New York sui Diritti delle Persone con Disabilità una delle meno partecipate di sempre. Una condanna formale è arrivata da DPI Europe con una mozione approvata dall’Assemblea del Forum Europeo sulla Disabilità.*

A causa dei provvedimenti dell’Amministrazione Trump, la prossima Conferenza degli Stati Parti sulla Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità, in programma a New York dal 9 all’11 giugno, sarà una delle meno partecipate di sempre.

«1. Gli Stati si riuniscono regolarmente in una Conferenza per esaminare ogni questione concernente l’applicazione della presente Convenzione. 2. Le riunioni della Conferenza vengono convocate dal Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ogni biennio o su decisione della Conferenza degli Stati Parti»: è questa la sostanza del quarantesimo articolo della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, e quella Conferenza, che si svolge al Palazzo delle Nazioni Unite di New York, giungerà dal 9 all’11 giugno alla sua diciannovesima edizione (in acronimo COSP19).
Perché dunque DPI Europe (Disabled Peoples’ International) ha recentemente presentato a Cipro una propria mozione, nell’àmbito dell’Assemblea dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, mozione approvata all’unanimità, in cui «si condannano formalmente le misure restrittive statunitensi in materia di visti, in quanto violazione dell’articolo 40 della Convenzione» e «si sollecita il Segretario Generale delle Nazioni Unite e l’Ufficio della COSP a trasferire la COSP19 in una città in grado di garantire una partecipazione senza ostacoli», guardando ad esempio a città europee come Ginevra Vienna?
Il motivo è purtroppo semplice e va individuato nelle politiche estremamente restrittive sulla libera circolazione adottate negli Stati Uniti dall’Amministrazione Trump e segnatamente sulla concessione dei visti d’ingresso a chi proviene dall’estero.
Riassumiamo dunque alcuni elementi, così come evidenziati da DPI Europe, secondo cui una parte significativa dei partecipanti della società civile, potenzialmente dal 30% al 50% di quelli provenienti da Paesi non occidentali, potrebbe non essere in grado di intervenire alla Conferenza del 9-11 giugno.

Innanzitutto va ricordato che a partire dal 1° gennaio di quest’anno, il Proclama Presidenziale Statunitense 10998 ha ampliato le restrizioni sui visti e sull’ingresso negli Stati Uniti per i cittadini e le cittadine di 39 Paesi, con quelli di Stati come l’Afghanistan, il Burkina Faso, Haiti, il Mali e il Sudan soggetti a un divieto quasi totale di rilascio di visti.
Nel complesso la sospensione risulta essere totale per 19 Paesi, parziale per altri 20, tra cui Nigeria, Venezuela e Cuba, rispetto ai quali sono stati ad esempio sospesi i Visti turistici B-1/B-2, ossia proprio la categoria richiesta ai rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative per partecipare alle Conferenze delle Nazioni Unite.

Ancor più problematiche, guardando alla disabilità, risultano essere le conseguenze di una Direttiva Sanitaria prodotta nel novembre dello scorso anno dall’Amministrazione Trump. Quest’ultima, infatti, impone ai funzionari consolari di negare i visti alle persone con patologie croniche o disabilità, se considerate come un potenziale «peso pubblico». I funzionari stessi devono quindi valutare se la disabilità di una persona possa richiedere «cure costose a lungo termine» o se disponga dei «mezzi finanziari per coprire le future spese mediche».
«Poiché la Conferenza ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità riguarda specificamente queste ultime – sottolineano da DPI Europe – questa Direttiva agisce come una sorta di “filtro mirato”, consentendo ai funzionari di negare l’ingresso in base al profilo fisico o neurologico del richiedente».

Alla luce dunque del classico profilo dei partecipanti alle Conferenze COSP e dei provvedimenti or ora citati, considerando che storicamente circa il 40% delle Organizzazioni Non Governative registrate proviene dal Sud del mondo e dato che il “blocco dei visti per immigrati” in un totale di 75 Paesi ha creato un arretrato con conseguenze anche sulle procedure per i visti dei non immigrati, i semplici ritardi impediranno a centinaia di persone di essere a New York.
Sebbene poi i delegati ufficiali delle Nazioni Unite godano di una certa tutela ai sensi dell’Accordo sulla sede delle Nazioni Unite, che definisce lo status giuridico, i privilegi e le immunità che lo Stato ospitante garantisce alle stesse Nazioni Unite, appare evidente che l’Amministrazione Trump ha sempre più spesso utilizzato la “sicurezza nazionale” come pretesto per aggirare tali obblighi.
In sostanza, si prevede che i tassi di rifiuto per la COSP 19 saranno di circa il doppio rispetto a quelli della precedente sessione del 2024 e che l’imminente sessione della Conferenza sarà una delle meno diversificate nella storia della Convenzione, con una rappresentanza fortemente sbilanciata verso coloro che già risiedono negli Stati Uniti o provenienti da nazioni occidentali “esenti” da restrizioni.

Di fronte a questa situazione, per altro, varie importanti organizzazioni internazionali per i diritti delle persone con disabilità e organizzazioni affiliate alle Nazioni Unite non sono rimaste con le mani in mano, iniziando a spostare la propria attenzione verso le menzionate città europee di Ginevra e Vienna per garantire una partecipazione globale. Sebbene infatti la COSP19 ufficiale rimanga in programma a New York dal 9 all’11 giugno, una serie di altri eventi si sono già svolti o si svolgeranno, a partire dalla Conferenza di febbraio a Vienna di Zero Project, presso la sede delle Nazioni Unite della capitale austriaca, rispetto alla quale molte Organizzazioni Non Governative hanno reindirizzato il loro budget di viaggio, sostituendo quello previsto per giugno a New York.
Sempre Vienna ospita inoltre “incontri satellite regionali”, per consentire ai delegati provenienti da Africa e Asia di partecipare in tempo reale, pur venendo loro negato l’ingresso in Europa.
Per quanto poi concerne Ginevra, che è sede dell’Alto Commissariato dei Diritti Umani e del Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità, organismo, quest’ultimo, preposto a monitorare l’attuazione della Convenzione nei vari Stati, nella città svizzera varie alleanze internazionali per i diritti delle persone con disabilità, come l’IDA (International Disability Alliance), stanno promuovendo eventi collaterali durante la stessa settimana della COSP 19 di New York, eventi pensati per essere trasmessi in diretta streaming nelle sale conferenze del Palazzo delle Nazioni Unite, garantendo che le voci del Sud del mondo vengano ascoltate.
E ancora, siccome in questo 2026 verranno eletti nove membri del citato Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, i candidati che non potranno recarsi a New York stanno sempre più spesso allestendo “centri di campagna elettorale” a Ginevra per incontrare le missioni diplomatiche che vi hanno sedi secondarie.
E da ultimi, ma non ultimi, anche “incontri satellite” per fungere da “preparazione” a coloro che non potranno entrare negli Stati Uniti, uno dei quali si è svolto nei giorni scorsi proprio in Italia, ed esattamente a Vicenza, ovvero Europe in Action 2026, evento cruciale per il movimento delle persone con disabilità intellettive, di cui si può leggere anche sulle pagine di «Superando».
Infine l’evento Bali WDRC 2026Conferenza mondiale sulla disabilità e la riabilitazione, in programma il 10 e l’11 agosto prossimi in Indonesia, che offrirà un solido modello di partecipazione anche da remoto, specificamente pensato per i delegati dei 75 Paesi attualmente soggetti al blocco dei visti per gli Stati Uniti. (Stefano Borgato)

Ringraziamo Giampiero Griffo per la collaborazione.

questo e a quest’altro link sono rispettivamente disponibili (in inglese) il testo della mozione di DPI Europe approvata all’unanimità dalla recente Assemblea dell’EDF e un riassunto sugli elementi che hanno portato alla mozione stessa.

* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Ultimo aggiornamento il 1 Giugno 2026 da Simona