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Medicalizzazione, controllo e perdita della dimensione educativa. Per ritornare a insegnare

Dal 1999 a oggi è più che raddoppiato il numero delle studentesse e degli studenti con certificazioni di disabilità o con una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento. Contestualmente è aumentato anche, proprio a partire dall’età scolare, l’impiego di psicofarmaci che minano il fisico, distorcono il rapporto con la realtà, intossicano l’immaginario di intere generazioni. Per affrontare questo gravissimo fenomeno di medicalizzazione della scuola e della società, il Sindacato Sociale di Base, in collaborazione col Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud, ha organizzato un importante corso di formazione online. L’iniziativa è gratuita e si svolgerà dal 19 febbraio al 26 marzo 2026.

Un gruppo di bambini seduti su sedie in un’aula scolastica (foto di RDNE Stock project su Pexels).

Il paradigma psichiatrico tra scuola e società – Medicalizzazione, controllo e perdita della dimensione educativa. Per ritornare a insegnare” è la denominazione di un importante corso di formazione online promosso dal Sindacato Sociale di Base, una realtà impegnata nella difesa dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola, nonché in difesa della stessa scuola pubblica. L’iniziativa è organizzata in collaborazione col Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa, è gratuita ed è strutturata in sei moduli formativi che si svolgeranno dal 19 febbraio al 26 marzo 2026.

«Dal 1999 a oggi nella totalità delle scuole italiane di ogni ordine e grado è più che raddoppiato il numero delle studentesse e degli studenti con disabilità – spiegano gli Enti organizzatori –. Aumentano esponenzialmente anche le diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento. Docenti e insegnanti si confrontano quotidianamente con un numero altissimo e sempre più ampio di certificazioni per svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. Contestualmente all’incremento di diagnosi e certificazioni aumenta, a partire proprio dall’età scolare, l’utilizzo di psicofarmaci che minano il fisico, distorcono il rapporto con la realtà, intossicano l’immaginario di intere generazioni.
Il fenomeno ampio e riconosciuto della medicalizzazione della scuola e della società sta scuotendo nello stesso tempo le fondamenta dell’insegnamento e dell’approccio pedagogico-didattico-educativo, ponendo questioni non risolte ai professionisti dell’insegnamento, alle famiglie, a studentesse e studenti. Nelle scuole il rapporto tra insegnanti e studentesse e studenti è sempre più mediato da patti giuridici standardizzati (PEI [Piani Educativi Individualizzati, N.d.R.], PDP [Piani Didattici Personalizzati, N.d.R.]) che poco hanno a che fare con un approccio didattico libero, non condizionato e veramente efficace.
Il percorso di studio e di approfondimento che presentiamo parte dai contesti territoriali, mantenendo sempre come riferimento il sostanzioso patrimonio di dati statistici disponibili.
Ricostruisce il quadro storico e sociale del fenomeno, a partire dal tentativo di superamento dei trattamenti manicomiali negli Anni ’60 e ’70, e con un’attenzione costante ai segni attuali e persistenti dell’abuso delle pratiche psichiatriche (TSO [Trattamenti Sanitari Obbligatori, N.d.R.], contenzione, elettroshock, obbligo di cura). Propone un lavoro didattico basato sul confronto tra partecipanti e differenti punti di vista di attivisti, operatori scolastici e sanitari, educatori, scrittori, ricercatori, saggisti, persone che hanno provato gli eccessi della medicalizzazione volontaria o forzata sulla loro pelle. Indica possibili strade da percorrere per un approccio consapevole al confronto intergenerazionale, che metta al centro la relazione, il dialogo, l’ascolto».

I sei moduli formativi affronteranno i seguenti aspetti: Statistiche e ruoli sociali; La diagnosi, la presa incarico, le istituzioni; Psichiatria e antipsichiatria 1; Psichiatria e antipsichiatria 2; ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), metilfenidato e abuso di psicofarmaci; Una sfida per la comunità scolastica. A questo link è disponibile una scheda sintetica del corso, mentre l’opuscolo dello stesso è disponibile a quest’altro link.

Non stiamo pubblicizzando l’iniziativa per promuovere nuove adesioni. Smentendo ogni più rosea previsione vi è stata un’adesione così elevata da parte di centinaia e centinaia di persone coinvolte a vario titolo sui temi trattati, da indurre gli Enti organizzatori a dover cambiare la piattaforma di fruizione, perché quella individuata inizialmente non era in grado di ospitare più di 250 persone. Segnaliamo invece l’iniziativa quale esempio di buona pratica che, come detto, propone un «approccio consapevole al confronto intergenerazionale», capace di risignificare la stessa funzione educativa utilizzando, quali pratiche privilegiate, «la relazione, il dialogo, l’ascolto». Gli Enti organizzatori hanno ritenuto di coinvolgere nel progetto anche il Centro Informare un’h. Il Centro è onorato e grato di provare a contribuire, nel suo piccolo, ad un percorso dalle finalità così elevate.

Simona Lancioni
Responsabile di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa)

 

Riferimenti e contatti:

Sindacato Sociale di Base: sito www.sindacatosocialedibase.org e-mail sindacatosocialedibase@gmail.com

Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud: sito https://artaudpisa.noblogs.org e-mail antipsichiatriapisa@inventati.org

 

Ultimo aggiornamento il 3 Febbraio 2026 da Simona