Sarà visibile dal 23 al 29 marzo 2026, a Milano, «Women. Disability. Empowerment», la mostra fotografica che racconta le storie di dieci donne con e senza disabilità, residenti in cinque Paesi dell’Africa, che hanno intrapreso un percorso di empowerment e che oggi sono protagoniste della propria vita. L’iniziativa rende visibile anche l’impatto del lavoro congiunto di CBM Italia e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Due soggetti impegnati in progetti di accesso ai servizi sanitari, educazione, formazione professionale, sicurezza alimentare e lavoro, rivolti a migliaia di donne con disabilità a cui troppo spesso vengono negati diritti fondamentali. Per chi non potrà andare a Milano, la mostra è visibile anche online.

Sarà visibile dal 23 al 29 marzo 2026, a Milano, «Women. Disability. Empowerment», la mostra fotografica che propone un percorso che si snoda attraverso cinque Paesi dell’Africa – Burkina Faso, Etiopia, Kenya, Niger, Sud Sudan – e dieci storie di donne con e senza disabilità che hanno intrapreso un percorso di empowerment e che oggi sono protagoniste della propria vita.
L’iniziativa ha anche lo scopo di rendere visibile l’impatto del lavoro congiunto di CBM Italia – un’organizzazione internazionale impegnata nella salute, l’educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità nel mondo e in Italia – e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Due soggetti impegnati in progetti di accesso ai servizi sanitari, educazione, formazione professionale, sicurezza alimentare e lavoro, rivolti a migliaia di donne con disabilità a cui troppo spesso vengono negati diritti fondamentali.
«Ogni storia restituisce non solo un cambiamento individuale, ma anche la trasformazione che questo genera nelle comunità», è scritto nella nota di presentazione. In questo spazio ne raccontiamo una.
Rose, 29 anni, vive nello slum di Nairobi, in Kenia, con sua figlia Shirleen, di 6 anni, che è nata con una paralisi cerebrale e fatica a camminare e a parlare. I vicini la picchiavano perché diversa, “vittima di una maledizione”. Per proteggerla, Rose la teneva chiusa in casa. Grazie a un programma di educazione inclusiva, oggi Shirleen va a scuola. Intanto Rose è diventata un punto di riferimento nello slum: ha fondato un piccolo gruppo di mutuo-aiuto per madri di bambini disabili. La sua forza oggi è questa: costruire reti, ottenere servizi adeguati, rendere visibili diritti che per troppo tempo sono rimasti negati.
L’inaugurazione della mostra fotografica si terrà il 23 marzo alle ore 18.15 presso il Museo di Arte e Scienza, (in Via Sella n. 4), a Milano. L’evento sarà moderato da Maria Elena Viola, direttrice Donna Moderna. Interverranno: Anna Rossi, atleta e accessibility coordinator di Fondazione Milano Cortina 2026, Antonella Ferrari, attrice e scrittrice e Olive Namutebi, direttrice dell’Associazione Albinism Umbrella (in collegamento dall’Uganda).
Per chi non potrà andare a Milano, la mostra è visibile anche online al seguente link. (S.L.)
Per informazioni: comunicazione@cbmitalia.org
Vedi anche:
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.
Ultimo aggiornamento il 18 Marzo 2026 da Simona