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Una raccolta di testimonianze per creare un Dossier sulla violazione dei diritti umani nell’area della salute mentale

L’Associazione Diritti alla Follia sta lavorando alla realizzazione di un Dossier di casi, storie e testimonianze da inviare, a scopo di denuncia, agli organismi per la tutela dei diritti umani. L’attenzione sarà focalizzata in particolare su tre dispositivi: trattamenti sanitari obbligatori, misure di sicurezza e istituti di protezione giuridica (amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione). «Cerchiamo racconti di esperienze dirette o indirette, vissute da persone interessate o da familiari, che mettano in luce criticità, abusi, distorsioni o sofferenze prodotte da questi strumenti», spiegano dall’Associazione che – naturalmente – si impegna a garantire il completo anonimato a chi desidera collaborare all’iniziativa.

“What’s Your Story?” (Qual è la tua storia?).

Diritti alla Follia, un’Associazione attiva nel promuovere i diritti delle persone con disabilità psicosociale, sta lavorando alla realizzazione di un Dossier di casi, storie e testimonianze da inviare, a scopo di denuncia, agli organismi nazionali, europei e internazionali per la tutela dei diritti umani.

L’obiettivo dell’iniziativa è documentare, in modo serio e fondato, situazioni in cui strumenti pensati per finalità di tutela o di cura, in sede applicativa – talvolta anche in ragione della stessa formulazione giuridica utilizzata nelle leggi –, hanno finito per concretizzare arbitrarie limitazioni della libertà personale, compressioni dei diritti e negazione della volontà delle persone che avrebbero dovuto trarne beneficio.

Il Dossier intende focalizzarsi in particolare su tre dispositivi:

  • Trattamenti sanitari obbligatori (TSO).
  • Misure di sicurezza.
  • Misure di protezione giuridica (amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione).

«Cerchiamo racconti di esperienze dirette o indirette, vissute da persone interessate o da familiari, che mettano in luce criticità, abusi, distorsioni o sofferenze prodotte da questi strumenti», spiegano dall’Associazione che – naturalmente – si impegna a garantire il completo anonimato a chi desidera collaborare all’iniziativa (nella stesura finale del Dossier non figurerà nessun nome di persona, nessun luogo o struttura identificabile, nessun dettaglio riconoscibile).

Per garantire uniformità espositiva, l’Associazione ha fornito alcune indicazioni pratiche per la stesura dei contributi:

  • Lunghezza: 1–2 cartelle Word (circa 250–600 parole).
  • Linguaggio libero e personale (non serve uno stile tecnico o giuridico).
  • Vi è disponibilità, da parte dell’Associazione, a fornire, se richiesto, supporto nella revisione del testo.
  • È prevista una liberatoria, a tutela di chi scrive e dell’Associazione.

Chi desidera contribuire a questa importante iniziativa, o semplicemente avere ulteriori informazioni, può scrivere alla mail dirittiallafollia@gmail.com, indicando quale oggetto: “Richiesta collaborazione – Dossier testimonianze”.

«Sappiamo che scrivere può essere faticoso e doloroso – ammettono dall’Associazione –. Proprio per questo riteniamo che ogni voce conti. Mettere nero su bianco ciò che è accaduto non serve solo a raccontare una storia individuale, ma a ricostruire un quadro collettivo capace di far emergere problemi strutturali che troppo spesso restano invisibili.

Grazie dunque a chi vorrà partecipare e a chi aiuterà a far circolare questo invito». (S.L.)

 

Per informazioni: dirittiallafollia@gmail.com

 

Vedi anche:

Associazione Diritti alla Follia.

 

Ultimo aggiornamento il 9 Gennaio 2026 da Simona