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Salute mentale: teniamo desta l’attenzione sul Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo

Entro il mese di aprile l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa deve esprimere il proprio parere sul Protocollo aggiuntivo alla cosiddetta Convenzione di Oviedo, vale a dire la Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina del Consiglio d’Europa. Si tratta di un Protocollo molto avversato dalle principali organizzazioni di persone con disabilità europee perché, se approvato, autorizzerebbe il trattamento forzato e la coercizione nell’assistenza sanitaria alle persone con disabilità psicosociale. A questi temi è dedicato un interessante servizio pubblicato pochi giorni fa sulla testata «L’Espresso».

Opera scultorea che raffigura un soggetto umano realizzato con un groviglio di fili. Istallazione temporanea, Livorno (9 marzo 2025, foto di Simona Lancioni).

Oggi è il primo aprile, dunque inizia il mese entro il quale l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa deve esprimere il proprio parere sul Protocollo aggiuntivo alla cosiddetta Convenzione di Oviedo, vale a dire la Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina del Consiglio d’Europa del 1997. Questo Protocollo è molto avversato dalle principali organizzazioni di persone con disabilità europee, perché, se approvato, si porrebbe in contrasto con molte disposizioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, e di fatto autorizzerebbe il trattamento forzato e la coercizione nell’assistenza sanitaria alle persone con disabilità psicosociale. In questo scenario, il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), lo scorso febbraio, ha espresso la propria preoccupazione per la ripresa dei lavori sul Protocollo dopo un periodo di sospensione (se ne legga a questo link).

Nel 2022 le pressioni delle organizzazioni di persone con disabilità europee erano riuscite a ottenere che il Consiglio d’Europa sospendesse l’adozione del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo fino alla fine del 2024. Ora però, scaduto il termine di sospensione, il Consiglio d’Europa, contro il parere dell’EDF, ha deciso di riprendere i lavori sulla bozza del Protocollo aggiuntivo, ed ha trasmesso la bozza stessa all’organismo consultivo del Consiglio d’Europa, l’Assemblea Parlamentare, per un parere che, appunto, dovrà essere espresso entro il mese corrente. Per sensibilizzare sul tema lo stesso Forum Europeo sulla Disabilità insieme a Mental Health Europe (MHE), a suo tempo, avevano lanciato una campagna informativa denominata #Withdraw Oviedo (“Ritirare Oviedo”) che aveva riscosso numerose adesioni e che ora, con la ripresa dei lavori sul Protocollo, viene rilanciata.

Ci sembra che qui in Italia questo tema non stia trovando adeguata attenzione, eppure l’approvazione del Protocollo segnerebbe, anche sotto il profilo culturale, un precedente gravissimo ed in controtendenza rispetto all’orientamento delineato dalla citata Convenzione ONU che va nel senso un ampliamento del riconoscimento dei diritti umani di tutte le persone con disabilità, a prescindere dal tipo di disabilità e dalla severità della condizione. Dunque segnaliamo con grande favore il servizio pubblicato, lo scorso 27 marzo, sulla testata «L’Espresso» dal titolo Salute mentale: si rischia un’involuzione, dalla giornalista Jessica Mariana Masucci (disponibile a questo link). Il servizio raccoglie le dichiarazioni sul tema di John Patrick Clarke, vicepresidente dell’EDF, di Kristijan Grđan, consulente senior per i diritti umani di Mental Health Europe, e di Giampiero Griffo, membro del board dell’EDF e di Disabled Peoples’ International Europe (DPI-Europe), nonché figura coinvolta nella stesura della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Ed è proprio quest’ultimo ad osservare come sia complesso valutare quale potrebbe essere l’impatto che l’approvazione del Protocollo addizionale potrebbe avere sull’Italia, un Paese che in cui i manicomi civili sono stati chiusi con la cosiddetta legge Basaglia (Legge 180/1978, Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori). «Noi finora abbiamo solo firmato, ma non ratificato la Convenzione di Oviedo: di conseguenza, non siamo vincolati nemmeno ai suoi documenti aggiuntivi – osserva in merito Griffo –. Resterebbe, comunque, teoricamente possibile per noi ratificare insieme Convenzione di Oviedo e protocollo sulla salute mentale, se approvato. In ogni caso, anche senza implicazioni giuridiche, l’affermazione del protocollo al Consiglio d’Europa sarebbe comunque un lasciapassare culturale a favore dell’internamento di chi ha disabilità e problemi di salute mentale. E questo dato si inserirebbe nel complesso di un Paese, il nostro, in cui i servizi pubblici per la salute mentale sono fiaccati da anni di scarso finanziamento e mancanza di personale».

Esprimiamo il nostro apprezzamento per il servizio giornalistico di Masucci e auspichiamo che anche altri media generalisti seguano il virtuoso esempio de «L’Espresso». (S.L.)

 

Vedi anche:

EDF – European Disability Forum.

MHE – Mental Health Europe.

La campagna informativa denominata #Withdraw Oviedo (“Ritirare Oviedo”).

EDF: l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa dia parere negativo al Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, «Informare un’h», 13 febbraio 2025.

Sospesa l’adozione di quel Protocollo Europeo che viola i diritti umani, «Informare un’h», 8 giugno 2022.

 

Ultimo aggiornamento il 1 Aprile 2025 da Simona