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Può la filosofia favorire realmente una migliore inclusione sociale delle persone con disabilità?

La filosofia può realmente favorire una migliore inclusione sociale delle persone con disabilità tentando di costruire un ambiente comunitario, in cui tutti si relazionino in maniera fraterna, anziché conflittuale? Queste parole, proposte in modo affermativo dalla presentazione di Filosofia, inclusione, comunità, libro recentemente pubblicato da Luca Grecchi, docente universitario di Storia della Filosofia, costituiscono un affascinante quesito da sviluppare senz’altro in termini di dibattito.*

Particolare della copertina di “Filosofia, inclusione, comunità” di Luca Grecchi.

La filosofia può realmente favorire una migliore inclusione sociale delle persone con disabilità tentando di costruire un ambiente comunitario, in cui tutti si relazionino in maniera fraterna, anziché conflittuale? Queste parole, proposte in modo affermativo nella presentazione editoriale di un libro recentemente uscito, costituiscono per noi un affascinante quesito da sviluppare in termini di dibattito, fermo restando un pieno accordo sul fatto che, come si legge ancora nella presentazione editoriale, «la disabilità è un tema politico, oltre che culturale, riguardando l’effettiva realizzazione delle migliori condizioni di vita e la piena attuazione di quei diritti che consentano a tutti di condurre un’esistenza massimamente felice».

Il libro di cui parliamo è Filosofia, inclusione, comunità (Scholé, marchio di Morcelliana, 2026, collana “Orso blu”) e a firmarlo è Luca Grecchi, docente di Storia della Filosofia all’Università di Milano-Bicocca, direttore della rivista «Koinè» e di due collane di studi filosofici presso gli editori Petite Plaisance e Unicopli, oltreché autore di numerosi volumi di filosofia antica.
Corredato da una ricca bibliografia che attinge a piene mani anche da opere di persone piuttosto note nel mondo della cultura riguardante la disabilità («Sono, principalmente, uno studioso di filosofia antica – scrive Grecchi – non di pedagogia speciale e ho pertanto dovuto acquisire, per realizzare questo libro, alcune competenze di cui non disponevo»), il volume, sottolinea l’Autore nell’introduzione, si pone appunto come fine «di argomentare come la filosofia possa favorire una migliore inclusione delle persone con disabilità, un fine raggiungibile tentando di costituire, al contempo, un ambiente comunitario in cui le persone si relazionino in maniera quanto più possibile fraterna, anziché conflittuale».

«Negli ultimi decenni – aggiunge poi Grecchi – qualcosa è stato fatto nel nostro Paese, ma troppo poco rispetto a ciò che rimane da fare per favorire, per le persone con disabilità, lo svolgimento di una esistenza degna di essere vissuta. Fino a che sussisteranno dunque condizioni di esclusione, dunque di sofferenza, che colpiscono, nel mondo, centinaia di milioni di esseri umani, occorrerà segnalare, con verità, ogni situazione in cui l’inclusione viene, di fatto, negata. Ciò costituisce il necessario punto di partenza per potere poi, nel tempo, porre progettualmente rimedio a tale stato di cose. E la ricerca della verità, in un’ottica interale – che tenga, cioè, conto dell’intero, dunque della realtà per come essa si struttura nella articolazione delle sue parti -, costituisce il contenuto principale della filosofia, così come dell’inclusione».
Temi, quesiti e concetti del tutto degni di nota, che rendono assai utile “raccogliere la sfida” della filosofia lanciata da questo libro di Luca Grecchi, di cui consigliamo caldamente la lettura. (Stefano Borgato)

Luca Grecchi, Filosofia, inclusione, comunità, Brescia, Scholé (marchio di Morcelliana), 2026, (collana “Orso blu”), 189 pagine.

 

* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Ultimo aggiornamento il 6 Febbraio 2026 da Simona