«Conseguenza diretta degli attacchi sistematici della Russia alle infrastrutture energetiche, i continui blackout, in uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni, rappresentano una minaccia diretta alla vita, alla salute, alla sicurezza e alla dignità per le persone con disabilità, i bambini, gli anziani e i veterani»: è uno dei passaggi più drammatici della testimonianza proveniente dall’Assemblea Nazionale delle Persone con Disabilità dell’Ucraina a quattro anni dall’aggressione russa del 2022.*

«La catastrofe umanitaria che l’Ucraina sta affrontando a quattro anni dall’inizio dell’aggressione russa e che colpisce più di tutte le persone con disabilità, i bambini, gli anziani e i veterani è una questione di diritti umani»: c’è poco da aggiungere alla drammatica testimonianza cui diamo spazio oggi, che arriva dalla NAPD, l’Assemblea Nazionale delle Persone con Disabilità dell’Ucraina e che riguarda in particolare le conseguenze dei blackout di energia elettrica, in uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni vissuti dal Paese.
La NAPD è membro dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che ringraziamo per la collaborazione. L’EDF stesso ricorda come «tra continui attacchi e sfide inimmaginabili, gli attivisti locali per i diritti delle persone con disabilità continuano a difendere i diritti delle loro comunità, fornendo al contempo un supporto vitale a chi ne ha più bisogno. Il movimento europeo per la disabilità è fermamente al loro fianco, riaffermando il nostro impegno per la solidarietà, la difesa e il supporto ed esprimendo profonda e incrollabile solidarietà a tutte le persone con disabilità in Ucraina».
La traduzione in italiano è a cura della nostra Redazione, l’originale inglese è disponibile a questo link.
Le massicce interruzioni di energia elettrica in Ucraina sono una conseguenza diretta degli attacchi sistematici della Russia alle infrastrutture energetiche. Il nostro Paese sta vivendo uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni: in alcune Regioni le temperature scendono fino a 25 gradi sotto zero e milioni di persone rimangono senza elettricità, riscaldamento e acqua. In alcuni edifici residenziali, le temperature interne oscillano tra 5 gradi sotto zero e 3 gradi sopra zero.
Una delle più grandi centrali termoelettriche di Kiev è stata distrutta. Dall’inizio di gennaio, interi quartieri, con una popolazione complessiva di oltre un milione di persone, sono rimasti senza servizi di base. E gli attacchi hanno avuto un impatto transfrontaliero: interruzioni di corrente, infatti, sono già state registrate anche in Moldavia e Romania, a dimostrazione dell’entità degli stessi.
Se per molte persone, i blackout rappresentano un grave disagio, per le persone con disabilità, i bambini, gli anziani e i veterani, rappresentano una minaccia diretta alla vita, alla salute, alla sicurezza e alla dignità.
Tra le varie interruzioni di corrente, gli Ucraini cercano di adattarsi utilizzando generatori e stazioni di ricarica, ma tali apparecchiature sono costose e inaccessibili per la maggior parte della popolazione, soprattutto per i gruppi in situazione di maggiore vulnerabilità. E senza elettricità, è impossibile caricare protesi bioniche, sedie a rotelle elettriche, apparecchi acustici, dispositivi medici e strumenti di comunicazione, il che si traduce nella perdita di mobilità, indipendenza e capacità di evacuare in caso di pericolo. Non tutte le persone con disabilità, gli anziani o i veterani vivono inoltre al piano terra o in edifici con alimentazione di riserva e durante i blackout, gli ascensori non funzionano o si guastano, anche negli edifici di nuova costruzione. E ovviamente, per una persona che usa una sedia a rotelle o ha difficoltà motorie, l’ascensore è spesso l’unico modo per uscire di casa.
Senza elettricità, dunque, un appartamento si trasforma in una vera e propria trappola. Le persone sono costrette a pianificare ogni movimento minuto per minuto, adattandosi ai brevi intervalli di tempo in cui l’elettricità è disponibile, e spesso rimangono a casa per settimane senza medicine e cibo essenziali. Alcuni negozi, farmacie e centri medici non possono funzionare senza elettricità. Di conseguenza, le persone con disabilità si isolano dalla vita sociale e vivono nella costante paura di rimanere “bloccate”, sia in casa che fuori, senza contare che in condizioni di temperature glaciali, di oscurità e di mancanza di energia per i trasporti elettrici, gli anziani e le persone con disabilità spesso non possono fisicamente uscire di casa o raggiungere i rifugi durante gli allarmi antiaerei.
Le interruzioni di corrente complicano altresì gli spostamenti quotidiani nelle città: il trasporto pubblico elettrico smette di funzionare, i servizi della metropolitana sono costretti a chiudere, si verificano situazioni di sovraffollamento e gli autobus impiegati per sostituire i trasporti elettrici spesso non dispongono di ingressi accessibili e spazi per sedie a rotelle.
A Kiev, ci sono stati casi in cui le persone hanno trascorso più di un’ora e mezza al buio completo all’interno delle gallerie della metropolitana. Per bambini, anziani, persone con disabilità e veterani con disturbi da stress post-traumatico, questo crea gravi rischi per la salute mentale.
I blackout, quindi, interrompono gravemente il funzionamento del sistema sanitario: l’elettricità, infatti, è fondamentale per il funzionamento delle strutture mediche, dei sistemi di prenotazione elettronica e dei centri di riabilitazione. Durante le interruzioni, pertanto, gli appuntamenti vengono annullati o rinviati, i corsi di riabilitazione vengono interrotti e le persone perdono ogni progresso acquisito, andando incontro a un peggioramento della loro salute.
Un’ulteriore sfida è rappresentata dalle apparecchiature mediche domestiche che non possono funzionare senza elettricità: inalatori, aspiratori elettrici, apparecchiature per la fisioterapia e dispositivi utilizzati per la cura di persone con mobilità ridotta e bambini con disabilità. Batterie portatili (Power Bank) e stazioni di ricarica possono fornire solo un sollievo parziale e non possono garantire un funzionamento stabile durante interruzioni prolungate.
Per le persone con problemi di udito, per i bambini, per gli anziani, l’assenza di elettricità e di internet significa perdere l’accesso a informazioni vitali su allerte aeree, emergenze e cambiamenti nel funzionamento di trasporti, ospedali e servizi sociali. Spesso, infatti, le notifiche online sono l’unico canale di comunicazione accessibile senza le quali le persone si ritrovano in un vuoto informativo, senza sistemi di allerta alternativi accessibili.
I blackout e il freddo estremo in mezzo ai bombardamenti costanti infliggono un colpo invisibile, ma profondo alla salute mentale, come già prima accennato. Instabilità cronica, freddo, oscurità, isolamento e perdita di controllo sulla vita quotidiana portano ad un aumento di ansia e depressione, all’esacerbazione delle condizioni post-traumatiche tra i veterani, al deterioramento del benessere emotivo dei bambini e a un aumento del senso di impotenza e solitudine tra gli anziani.
La catastrofe umanitaria che l’Ucraina sta affrontando oggi è una questione di diritti umani: l’accesso all’alloggio, all’assistenza sanitaria, all’informazione, alla mobilità e alla sicurezza sono diritti umani fondamentali, non privilegi. I blackout hanno messo in luce falle sistemiche: l’assenza di un sistema di alimentazione di riserva obbligatorio per gli ascensori, rifugi inaccessibili e la mancanza di piani di crisi adeguati alle esigenze di persone con disabilità, bambini, anziani e veterani.
I blackout in Ucraina, inoltre, non riguardano solo l’oscurità, ma anche la limitazione della libertà di movimento, le minacce alla salute, l’isolamento sociale e i rischi per la sopravvivenza di milioni di persone. Questo è un test non solo per il sistema energetico, ma anche per la capacità della società di proteggere i diritti umani in tempo di guerra. In un contesto di guerra e di instabilità energetica, infatti, è fondamentale ricordare coloro per i quali ogni interruzione di corrente può diventare un momento critico tra sicurezza e pericolo, autonomia e completa dipendenza.
* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
Ultimo aggiornamento il 24 Febbraio 2026 da Simona