“Fuori le volpi dal pollaio!”, si chiama così la nuova campagna comunicativa-informativa promossa dal Movimento antiabilista e da PERSONE, il Coordinamento nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità, per chiedere che l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità torni ad essere un luogo di reale interlocuzione tra le persone con disabilità e le Istituzioni. In specifico l’iniziativa intende richiamare l’attenzione sia sul rinvio di un anno dell’attuazione della Riforma sulla disabilità, sia sull’urgenza che vengano eliminati i conflitti di interesse presenti nell’Osservatorio.

“Fuori le volpi dal pollaio!”, si chiama così la nuova campagna comunicativa-informativa promossa dal Movimento antiabilista e da PERSONE, il Coordinamento nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità, per chiedere che l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità torni ad essere un luogo di reale interlocuzione tra le persone con disabilità e le Istituzioni. In specifico l’iniziativa intende richiamare l’attenzione sia sul rinvio di un anno, al gennaio 2027, dell’attuazione del Decreto Legislativo 62/2024 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), attuativo della Legge Delega 227/2021 in materia di disabilità, sia sull’urgenza che vengano eliminati i conflitti di interesse presenti nell’Osservatorio.
«Nell’attuale sistema di welfare, l’offerta di servizi standardizzati ricopre tutto il ventaglio delle possibilità di scelta offerta le persone con disabilità – osservano i Soggetti proponenti –. Il Decreto Legislativo 62/2024, che, tra le altre cose, disciplina il Progetto di Vita personalizzato e partecipato, stabilisce che le progettualità future non potranno più basarsi sul “catalogo dei servizi”, ma dovranno scaturire dai desideri e dalle aspirazioni delle persone, anche prevedendo la possibilità di soluzioni ad hoc. Questo sarà possibile anche attraverso la riconversione delle risorse attualmente destinate ai servizi residenziali o semiresidenziali».
In questo contesto è accaduto che malgrado il Governo avesse già deciso di spostare il termine della sperimentazione dei Progetti di Vita al 31 dicembre 2026, e quindi di rimandare l’attuazione del Decreto 62/2024, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli non ne abbia informato l’Osservatorio, omettendo di darne comunicazione durante la riunione plenaria svoltasi il 6 febbraio 2025.
«In seguito ad alcune proteste contro questa decisione, il 20 febbraio 2025 la FISH [Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, N.d.R.] ha diramato un comunicato col quale ha reso noto di essere a conoscenza del rinvio, valutando da un lato il rinvio stesso come una buona notizia, ed al contempo esprimendo preoccupazione per l’incertezza dei tempi di attuazione [si veda: “Milleproroghe, FISH: disabilità, servono certezze sui tempi e sulla sperimentazione”, N.d.R.]», argomentano il Movimento antiabilista e PERSONE.
«Se le persone e le Associazioni che fanno parte dell’Osservatorio erano a conoscenza dei fatti ma non hanno fatto nulla, qual è allora il senso stesso dell’Osservatorio e degli spazi istituzionali preposti al confronto, come la plenaria? – si domandano i Promotori della campagna informativa – Perché non è stata data notizia del rinvio nella plenaria, cosa che ha impedito il confronto su questa decisione, ed eventualmente anche l’espressione del dissenso o dell’indignazione?»
«A rendere il tutto ancora più amaro è stato il fatto che la Federazione FISH abbia presentato la proroga come una buona notizia – proseguono i Soggetti proponenti –. Ci chiediamo: “Buona per chi, esattamente?”, e dove sono gli altri componenti dell’Osservatorio? Forse è una buona notizia solo per chi ha a cuore gli interessi economici che reggono l’attuale organizzazione del sistema, a partire da chi gestisce strutture residenziali e semiresidenziali. Vogliamo evidenziare che gli enti gestori di tali strutture siedono al tavolo dell’Osservatorio in rappresentanza dei diritti delle stesse persone con disabilità, comprese quelle che vivono istituzionalizzate presso i loro servizi».
«Questo è un concreto conflitto di interessi!», scandiscono.
«Rifiutiamo in maniera radicale ogni tipo di istituzionalizzazione e segregazione delle persone con disabilità e vogliamo essere gli interlocutori delle Istituzioni in luoghi liberi da conflitti legati a interessi economici. Vogliamo informare la popolazione su quanto è successo e chiediamo aiuto nella divulgazione di questo messaggio», concludono. (S.L.)
Per maggiori informazioni: PERSONE – Coordinamento nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità personecoordnazionale@gmail.com e Movimento antiabilista movimentoantiabilista@gmail.com
Vedi anche:
Pagina tematica dedicata al “Confronto sul rinvio della Riforma sulla disabilità” sul sito del Centro Informare un’h.
Ultimo aggiornamento il 26 Marzo 2025 da Simona