del Coordinamento Toscano Associazioni per l’Autismo*
«Ogni 2 Aprile, ormai da tempo, siamo sempre al solito punto», osserva amaramente il Coordinamento Toscano Associazioni per l’Autismo in questa nota diramata alla vigilia della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo del 2026, che ricorre, appunto, il 2 Aprile. «Siamo stufi delle solite parate, dei palloncini, della definizione “bambini speciali”», scrivono ancora. «Chiediamo ascolto, attenzione, servizi ed opportunità, ogni giorno».

Anche quest’anno è arrivato il 2 Aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo istituita nel 2007 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Ma il Coordinamento Toscano Associazioni per l’Autismo – che rappresenta persone con autismo, famiglie e amici – esprime ancora una volta amarezza e rabbia.
Siamo stufi delle solite parate, dei palloncini, della definizione “bambini speciali”. I bambini con autismo crescono e diventano ragazzi ed adulti, ogni 2 Aprile è un anno in più per loro e per le famiglie, e un anno perso per migliorare la qualità della loro vita.
Rivolgiamo un appello alle Istituzioni ed alla società civile: «Dimenticatevi di noi il 2 Aprile, ma ricordateci tutti gli altri giorni dell’anno».
Da anni dialoghiamo con le istituzioni locali e regionali portando avanti un messaggio semplice e concreto: «E ora la vita».
Perché le persone con autismo hanno diritto, come tutti, ad una vita vera: una presa in carico precoce e personalizzata, studio, formazione, salute, lavoro, casa, relazioni, autodeterminazione.
Nonostante leggi e norme, nazionali e regionali, che codificano percorsi di presa in carico e diritti sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, nonostante il Coordinamento abbia fatto riunioni, preparato documenti, realizzato manifestazioni, la situazione ad oggi non è per nulla migliorata.
Ogni 2 Aprile, ormai da tempo, siamo sempre al solito punto.
Non si riescono a tradurre in realtà i principi teorici.
Non si riesce a creare una collaborazione continua con le istituzioni, a fare rete, a partire dai bisogni per costruire opportunità.
Il problema non è solo organizzativo, è soprattutto culturale.
Manca ancora l’idea – prima ancora che i servizi – che le persone con autismo possano:
- lavorare, secondo le proprie capacità e aspirazioni;
- vivere in modo indipendente, con i giusti supporti;
- partecipare pienamente alla vita della comunità ove sono nati e cresciuti.
Troppo spesso le persone con autismo vengono escluse, spostate, isolate.
Vi chiediamo: chi di noi accetterebbe di essere allontanato dai propri luoghi, dalle proprie abitudini, dalle persone conosciute, chi accetterebbe di essere “ricollocato” in una vita che non ha scelto?
Noi no, e neanche i nostri figli.
Per questo chiediamo alle istituzioni, alle comunità, alle scuole, ai cittadini un cambio di passo reale: accogliere le persone con autismo, valorizzarle, costruire contesti di vita per tutti, garantire loro presa in carico precoce, terapie e sostegni per le famiglie, possibilità di studiare, di formarsi, di lavorare, di vivere in modo indipendente, di curarsi, di vivere il tempo libero.
«…Noi esseri umani saremmo fatti per non lasciare indietro nessuno, e poi siamo diventati un’altra cosa. E anche una sola persona che non si rassegna va aiutata…» (dal film Un mondo a parte, diretto da Riccardo Milani nel 2024).
Contatto: coordinamento.toscana.autismo@gmail.com – pagina Facebook
* Il Coordinamento Toscano Associazioni per l’Autismo si compone delle seguenti Associazioni: Autismo Toscana; Autismo Arezzo; Iron Mamme Autismo (Grosseto); Autismo Siena Piccolo Principe; Autismo Apuania (Massa Carrara); Associazione Agrabah (Pistoia); Orizzonte Autismo (Prato); Autismo Casa di Ventignano (Empoli); Autismo in blu (Valdinievole – Pistoia); Autismo Pisa e Valdera; Autismo Livorno; Tarta Blu (Valdera – Valdicecina); Autismo Firenze; AIABA Firenze (Associazione Italiana per l’Assistenza ai Bambini Autistici).
Ultimo aggiornamento il 1 Aprile 2026 da Simona