di PERSONE* e Movimento antiabilista
Dopo la dura presa di posizione della Federazione FISH rispetto al fatto di essere stata citata nell’àmbito di “Fuori le volpi dal pollaio!”, la campagna comunicativa-informativa promossa dal Movimento antiabilista e da PERSONE (Coordinamento nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità), i Soggetti promotori della campagna raccolgono l’invito confronto avanzato dalla Federazione FISH, e forniscono un’altra interpretazione dei passaggi che sono stati fraintesi.

Rispondiamo all’invito al confronto proposto dalla FISH [Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, già Federazione per il Superamento dell’Handicap, il testo a cui si riferiscono è il seguente: La FISH interviene nel confronto sul rinvio della Riforma sulla disabilità, N.d.R.] nella risposta alla nostra campagna “Fuori le volpi dal pollaio!” [“Fuori le volpi dal pollaio!”, una campagna sui conflitti di interesse presenti nell’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità, N.d.R.]. Confronto che per primi abbiamo stimolato attraverso il comunicato Adesso basta! Senza Riforma sulla disabilità non c’è futuro Ad oggi possiamo dirci più che soddisfatti per il fatto che anche la Federazione FISH ha deciso di parteciparvi e di non negarsi al dibattito sui temi proposti.
Cominciamo quindi dalle accuse mosse nei nostri confronti nella replica della Federazione FISH, secondo la quale avremmo diffuso «gravissime inesattezze» e «narrazioni distorte e accuse senza alcun fondamento».
Quei passaggi che la Federazione FISH interpreta come menzogne, manipolazioni e attacchi pretestuosi, si riferiscono a una serie di iniziative che ci vedono come promotori, vediamole in ordine:
- la Federazione FISH viene citata nella nostra campagna “Fuori le volpi dal pollaio!” in merito alle sue dichiarazioni circa la proroga della sperimentazione (e non è mai indicata come volpe nel pollaio!). Infatti, nel risponderci, sostiene di non essere mai stata a conoscenza del progetto di proroga prima che questo fosse reso pubblico. Tuttavia, come si legge dal sito ufficiale di FISH, questa siede a ben diciassette tavoli istituzionali. Dunque, se non è stata messa al corrente di una misura così impattante, visto il mandato di conferire in tempi utili coi Ministeri affinché non si faccia nulla su di noi senza di noi, il 20 di febbraio, dopo la notizia della proroga, avrebbe dovuto denunciare in primis il suo mancato coinvolgimento, che costituisce in sé un fatto gravissimo, mentre nell’occasione del suo comunicato [si veda: “Milleproroghe, FISH: disabilità, servono certezze sui tempi e sulla sperimentazione”, N.d.R.] ha dato l’impressione di non essere affatto sorpresa né contraria allo slittamento. Con sgomento, prendiamo atto dell’ultima dichiarazione di FISH e del fatto che nel merito di questa manovra, non sia stata ritenuta un interlocutore rilevante dalle Istituzioni competenti. Fatto che desta serissima preoccupazione.
- Altra accusa rivoltaci dalla Federazione FISH è quella di aver voluto agire «un indegno attacco personale» verso Salvatore Nocera, con «l’evidente scopo di intimidirlo e delegittimarlo». Siamo i primi a riconoscere a Nocera tutti i suoi meriti: nella storia che ha portato il nostro Paese a riconoscere sempre più diritti alle persone con disabilità non si può che guardare a Lui come a un mito. Questo non significa che si possa rivendicare una sorta di “immunità” nel momento in cui si scelga di fare delle dichiarazioni pubbliche che, come persone con disabilità e famiglie, riteniamo fortemente inopportune in quanto esprimono una posizione di compiacenza con la scelta ministeriale di allontanare ulteriormente l’esigibilità dei diritti. Se Nocera ritiene che si possa pazientare vuol dire che, con buona pace del suo contributo passato, è attualmente molto distante dalle urgenze di moltissime persone con disabilità, che di aspettare non ne possono più. Nessun attacco personale quindi, ma una legittima – e crediamo doverosa – critica alle posizioni espresse nelle sue dichiarazioni.
- E ancora, la Federazione FISH lamenta di essere stata l’unica organizzazione nominata nel nostro comunicato e questo è stato interpretato come un attacco diretto nei suoi confronti, mancando di cogliere l’argomento centrale della nostra campagna, ovvero la situazione in cui versa l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità. Questa nostra scelta deriva proprio dal riconoscimento della Federazione FISH come organizzazione maggiormente rappresentativa e principale interlocutrice istituzionale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità. Ci sembra il minimo rivolgerci, prima che a chiunque altro, proprio alla Federazione FISH, che ci auguriamo possa continuare a vestire l’importante ruolo che l’ha contraddistinta in passato e dal quale ultimamente ci sentiamo traditi.
- Veniamo quindi alla questione dell’Osservatorio sulla Condizione delle Persone con Disabilità. La Federazione FISH ci definisce come persone che vogliono «creare un clima di sospetto generalizzato», puntando a screditarla. La situazione che abbiamo denunciato nell’Osservatorio non necessita che si “rivelino” nomi e cognomi, perché questi sono di pubblico dominio. Basta fare una banale ricerca su Google per sapere quali dei nomi che siedono nell’Osservatorio sono a capo di enti titolari e/o gestori di strutture. Nell’Osservatorio è prevista sia la presenza di Associazioni di tutela che quella degli enti gestori di servizi, ma non che gli stessi ricoprano entrambe le funzioni, perché questo configura conflitto di interesse. È questa doppia veste a risultare inaccettabile, perché i diritti delle persone con disabilità, soprattutto il diritto all’autodeterminazione, non può essere garantito da chi rappresenta gli interessi degli enti gestori. L’incompatibilità di certe posizioni con le nomine dell’Osservatorio non è una nostra opinione, è scritta nero su bianco sui documenti ufficiali del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, l’organo preposto al monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità[1], e il silenzio di tutte le organizzazioni che vi siedono è stato così assordante da indurci a far rumore. Per questo motivo e per il fatto che l’Osservatorio non viene informato né interpellato sulle decisioni del Ministero[2], esso stesso risulta attualmente un ente svuotato di senso. E noi lo “rivogliamo indietro”, nel pieno della sua funzione di tutela e del suo mandato di rappresentanza dei diritti delle persone con disabilità. A «mettere in pericolo decenni di lotta per i diritti delle persone con disabilità» non è chi si organizza dal basso per gridare che “il Re è nudo”, ma sono proprio i conflitti di interesse e le incongruenze che albergano ai tavoli di rappresentanza.
In conclusione, ci sembra importante dare spazio anche alle dichiarazioni positive della Federazione FISH. Abbiamo apprezzato che abbia fatto riferimento alla «[..] piena attuazione della rivoluzione rappresentata dal progetto di vita introdotto dalla Legge 227/2021», sulla quale finora aveva assunto una posizione a dir poco tiepida, addirittura plaudendo alla proroga della piena attuazione del Decreto Legislativo 62/2024. E ancora: «La FISH continuerà a vigilare perché questa importante riforma non venga sabotata né dall’interno né dall’esterno delle istituzioni, consapevole che le grandi conquiste sociali si difendono con il rigore giuridico e l’unità d’intenti. […]», e noi siamo entusiasti di constatare che questa unione d’intenti è finalmente raggiunta! Adesso ci aspettiamo che la Federazione FISH dia seguito a queste sue dichiarazioni assumendo posizioni nette di tutela e difesa della Riforma, esercitando la dovuta pressione affinché si operino le giuste scelte secondo le aspettative e nel rispetto dei diritti di libertà delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Garantiamo il nostro impegno a supporto di questo obiettivo e a non perdere d’occhio nessuna mossa di tutti gli attori coinvolti in questo importante processo di trasformazione sociale, perché «sui diritti fondamentali non si specula, non si mente e non si dividono le responsabilità a comodo».
* PERSONE è il Coordinamento nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità.
Per maggiori informazioni: PERSONE – Coordinamento nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilità personecoordnazionale@gmail.com e Movimento antiabilista movimentoantiabilista@gmail.com
[1] Linee guida sulla deistituzionalizzazione, anche in caso di emergenza pubblicate nel settembre 2022, si vedano in particolare gli articoli 20 e 34.
[2] Il 6 febbraio c’è stata una plenaria dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, a questo link è pubblicato il comunicato stampa che ne è seguito, da esso non risulta che l’Osservatorio sia stato informato sulla proroga dell’attuazione del Decreto Legislativo 62/2024.
Vedi anche:
Pagina tematica dedicata al “Confronto sul rinvio della Riforma sulla disabilità” sul sito del Centro Informare un’h.
Ultimo aggiornamento il 2 Aprile 2025 da Simona