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“Su base di uguaglianza”, un volume che aiuta a scegliere da che parte stare

di Katia Salice

«È questo stare insieme di voci e approcci che invita ad andare alla radice di quello che fino a ieri era un problema e che oggi è legge, futuro, spinta riformatrice di un sistema di welfare che chiede a gran voce di essere profondamente ripensato per assicurare diritti e libertà a tutti, anche a “chi non era previsto”», lo scrive Katia Salice, in questa sua recensione del volume collettivo “Su base di uguaglianza. Per un progetto di vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità” (il Mulino, 2026), curato da Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto, che contiene gli atti dell’omonimo Convegno Internazionale promosso dall’Università degli Studi di Torino e dalla Fondazione Time2, realizzato il 10 e 11 giugno 2025, a Torino.

La copertina del volume collettivo “Su base di uguaglianza. Per un progetto di vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità” (il Mulino, 2026), a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto.

Mi appresto a scrivere di un libro con la consapevolezza che sarà un compito assai arduo trasporre in parole il vissuto della due giorni torinese nel giugno 2025 presso la Nuvola Lavazza [“Su base di uguaglianza. Per un Progetto di Vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità”, a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto (il Mulino, 2026), N.d.R.].

Desidero, però, farlo perché credo che sia un vero e proprio manuale che accompagna alla riflessione.

L’opera invita a guardare il progetto di vita e quella frase, “su base di uguaglianza”, da differenti prospettive, punti di vista e vissuti.

Docenti universitari, studiosi, professionisti del sociale e, finalmente, le persone con disabilità. Lo dico perché non è scontato, non lo è mai in queste occasioni, purtroppo.

Cosa potranno mai dirsi un costituzionalista e un’antropologa; un sociologo e una persona con disabilità intellettiva; un attivista e un’assistente sociale?

È questo stare insieme di voci e approcci che invita ad andare alla radice di quello che fino a ieri era un problema e che oggi è legge, futuro, spinta riformatrice di un sistema di welfare che chiede a gran voce di essere profondamente ripensato per assicurare diritti e libertà a tutti, anche a “chi non era previsto”.

La richiesta di cittadinanza, di abitare uno spazio pubblico da parte delle persone con disabilità è un gesto politico dirompente che prova ad abbattere i muri che le relegano ai margini della società.
«In quel momento, la disabilità passa dall’essere difetto da normalizzare a “legittima stranezza”, un modo di esserci che chiede condizioni sociali di possibilità».

Se «Il progetto individuale, personalizzato e partecipato, restituisce tutto il potere alla persona, considerandola detentrice del proprio orizzonte esistenziale», quale diventa il ruolo dell’educatore, dell’operatore sociale?
La cessione del potere e la costruzione di uno “spazio bianco”, di un vuoto da colmare con la persona, una sospensione del giudizio che liberi la capacità di aspirare.

Sembra tutto bellissimo.
Ma sappiamo che non è così.
«Il governo italiano e alcuni portatori di interesse e gestori di strutture stanno ostacolando e rallentando l’attuazione della riforma dei servizi per le persone con disabilità, anche con una massiccia campagna di “formazione” volta a sostenere che si possa elaborare un progetto personalizzato in struttura o che sostanzialmente il sistema dei servizi residenziali sia immutabile e necessario.
Ma noi sappiamo che le cosiddette residenze riproducono i nodi della istituzione psichiatrica».

Siamo dunque chiamati a scegliere: dare per scontata l’immutabilità del sistema e metterci comodi per vedere come va a finire, oppure prendere parte a questa forma collettiva di modifica dell’esistente per far sì che mai più, nessuna persona con disabilità possa essere privata della sua libertà.
Questo manuale ci accompagna a comprendere da quale parte vogliamo stare.
Perciò è tanto prezioso.

 

Estremi dell’opera
Su base di uguaglianza. Per un Progetto di Vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità, a cura di Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto, collana Percorsi, Bologna, il Mulino, 2026, 408 pagine, 40 euro in versione cartacea, 24.99 euro in e-book.

Quarta di copertina
In Italia, il quadro costituzionale da un lato e gli storici movimenti di deistituzionalizzazione dall’altro stanno definendo traiettorie peculiari per garantire l’uguaglianza sostanziale delle persone con disabilità, superando gli schemi dello stato sociale novecentesco che ancora limitavano autodeterminazione e partecipazione. Grazie anche alla Convenzione ONU sui diritti, la disabilità oggi è concepita come una forma legittima di differenza che aspira a uguali condizioni sociali di possibilità. Lo strumento chiamato a generarle è il Progetto di Vita individuale personalizzato partecipato, attorno a cui il volume si sviluppa. Attraverso il quadro etico, normativo e tecnico emerge la natura del Progetto come dispositivo collettivo volto a consentire a tutti i cittadini, indipendentemente dalle forme delle loro menti e dei loro corpi, di abitare lo spazio pubblico nella piena cittadinanza: un processo che prende forma nei luoghi e nei gesti quotidiani del vivere civile e che riguarda il modo in cui la collettività democratica del nostro paese si sviluppa.

Nota sulle curatrici
Cecilia Maria Marchisio è professoressa associata nel Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino, dove insegna Pedagogia speciale e Pedagogia dell’inclusione. Natascia Curto è ricercatrice nel Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino, dove insegna Progettazione di percorsi educativi e formativi e Pedagogia speciale.

Video degli interventi del Convegno Internazionale
Segnaliamo che tutti i 47 interventi del Convegno Internazionale Su base di uguaglianza. Per un Progetto di Vita che garantisca le libertà e i diritti delle persone con disabilità, promosso dall’Università degli Studi di Torino e dalla Fondazione Time2, realizzato il 10 e 11 giugno 2025, a Torino, sono stati sottotitolati e tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), e sono liberamente fruibili dal seguente link: subasediuguaglianza.it

 

Ultimo aggiornamento il 22 Ottobre 2026 da Simona