L’opera, un olio su tela, riflette il trauma e la sofferenza vissuti dall’artista a causa degli orrori della seconda guerra mondiale. Lo sfondo rievoca il paesaggio innevato del natio villaggio di Vitebsk, con le caratteristiche casette bianche e gialle sormontate dai tetti coperti di neve. L’atmosfera è drammatica: le case appaiono scosse ed emerge un senso diffuso di sconvolgimento e fuga disperata. Nella parte superiore della composizione spicca una figura femminile che stringe teneramente tra le braccia un neonato. In diagonale sul lato sinistro domina una creatura ibrida o un grande animale scuro (simile a un cavallo o un asino) dalle forme distorte, che sembra impennarsi furiosamente trascinando una carretta capovolta con grandi ruote rosse. Il rosso acceso in questa zona evoca immagini di sangue, fiamme e violenza cieca che inghiottono la scena. Sul lato destro si nota un altro animale che sembra fluttuare capovolto nell’aria. Sulla strada innevata al centro, un corpo stilizzato e inerme giace disteso al suolo.
