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Autorità Garante nazionale sulla disabilità: l’ascolto è parte essenziale del riconoscimento della persona come soggetto della propria vita

«L’ascolto della persona con disabilità deve diventare un diritto esigibile», aveva scritto Sara Bonanno in una lucida riflessione incentrata specificamente sulla comunicazione, che va garantita anche alle persone con disabilità complesse. A Bonanno ha risposto, con un commento su Facebook, Antonio Pelagatti, uno dei componenti dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, esprimendo una profonda condivisione del principio affermato nel testo.

Particolare di due persone – di cui una in sedia a rotelle – che si tengono le mani mentre interagiscono tra loro, utilizzando, in tal modo, una comunicazione che integra il contatto corporeo (credit: Ivan S. su Pexels).

Commento di Antonio Pelagatti (componente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità)

«Condivido profondamente il principio che poni. L’ascolto non è un elemento accessorio dell’assistenza: è parte essenziale della cura e del riconoscimento della persona come soggetto della propria vita.

Nelle mie visite alle strutture in cui vivono persone ad altissima complessità cerco sempre di sottolineare proprio questo: la vera sfida è riuscire a capire. Osservare, ascoltare, imparare a riconoscere anche il più piccolo segnale attraverso il quale una persona manifesta una preferenza, un disagio, un assenso o un rifiuto.

Il nostro obiettivo deve essere superare ogni logica di sostituzione della volontà e riconoscere a ciascuno il massimo spazio possibile di autodeterminazione, anche quando quello spazio sembra assente o minimo. Perché anche una possibilità apparentemente piccolissima di scegliere rappresenta uno spazio di libertà.

E questo significa anche non fare necessariamente le stesse cose per tutti. Significa personalizzare le risposte non soltanto dal punto di vista medico o assistenziale, ma soprattutto dal punto di vista umano: cercare di comprendere quella specifica persona, i suoi tempi, i suoi segnali, ciò che le piace, ciò che rifiuta, ciò che la fa stare bene.

Più è difficile comunicare, maggiore deve essere lo sforzo di chi possiede gli strumenti per comprendere. La difficoltà di interpretare una volontà non può diventare una ragione per sostituirla.

Ed è qui, credo, che dobbiamo trasformare questi principi in qualcosa di concreto e verificabile: non domandarci soltanto se una persona è assistita correttamente, ma come vive, quanto viene ascoltata e quanto ciò che riesce a comunicarci incide realmente sulla sua vita.»

 

* Il commento di cui si tratta è stato pubblicato il 28 agosto 2026 sulla pagina Facebook di Sara Bonanno a questo link. La riflessione di Bonanno che ha suscitato il commento è la seguente: L’ascolto della persona con disabilità deve diventare un diritto esigibile, «Informare un’h», 28 agosto 2026.

 

Ultimo aggiornamento il 28 Agosto 2026 da Simona