“La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso”, il nuovo libro di Fortunato Nicoletti e Maria Coppola (In Dialogo, 2026), prende le mosse dall’esperienza degli Autori, una coppia di genitori di tre figli, di cui una con una malattia ultra rara, per poi spostare l’attenzione su un piano politico, denunciando l’abbandono in cui versano le “famiglie rare”, chiamate a far fronte, spesso in perfetta solitudine, a situazioni di grande fragilità. Il testo rifugge la narrazione che intende la cura come eroismo, e preferisce inquadrare il tema in termini di responsabilità collettiva e di diritti. Ma la cura è anche molto altro.

C’è molto di autobiografico ne La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso, il nuovo libro di Fortunato Nicoletti e Maria Coppola (In Dialogo, 2026), ma non è un’autobiografia. Il testo prende le mosse dall’esperienza degli Autori, una coppia di genitori di tre figli, di cui una, Roberta, di 10 anni, con una malattia ultra rara, per poi spostare l’attenzione su un piano politico, denunciando l’abbandono in cui versano le “famiglie rare”, chiamate a far fronte, spesso in perfetta solitudine, a situazioni di grande fragilità.
E l’abbandono non è solo quello delle istituzioni, ma anche quello di una società e una politica ancora intrise dell’idea che la cura sia una faccenda di eroismo e spirito sacrificale. Una questione da risolvere nella sfera individuale/familiare, e non – come sottolineano Nicoletti e Coppola – una responsabilità collettiva che, appunto, “riguarda tutti”.
Si tratta di una prospettiva che scaturisce dalla consapevolezza che la cura non sia «un gesto tecnico, ma un atto politico» (pag. 23) di valenza universale, e che, pertanto, vada inquadrata nell’àmbito dei diritti e della cittadinanza.
Il tema dei diritti attraversa l’intera opera come un filo rosso. Ma vi sono anche molti altri aspetti che concorrono a definire un quadro composito.
La cura, per i/le caregiver italiani, che al momento non hanno alcuna tutela specifica da parte dello Stato, «è ancora un atto di resistenza» (pag. 24), e «ci sono giorni in cui ci si sente sotto attacco» (pag. 25).
La cura è anche, soprattutto, relazione: «prendessi cura non significa solo “fare”, ma esserci» (pag. 23). Ed ogni persona che entra in relazione attribuisce a quegli scambi i propri significati, vede la relazione dalla propria angolazione. Ed è per questo che l’opera in molti momenti si fa corale, dando spazio sia alle parole di Roberta, ma anche a quelle di Andrea e Francesca, il fratello e la sorella maggiori di Roberta, accogliendole senza giudizio, facendo emergere le ambivalenze, riconoscendone la legittimità.
Come molti altri temi di rilevanza etica, la cura sollecita un lavoro introspettivo, talvolta esistenziale. «Raro tra i rari è chi riesce a trovare poesia anche nel dolore, chi trasforma una diagnosi in una narrazione, il limite in un inizio, una ferita in una testimonianza. Chi non si rassegna all’idea che la diversità debba essere “curata”, ma chiede che venga accolta, compresa, amata. È raro chi si ferma ad ascoltare, chi non si accontenta di guardare, ma sceglie di vedere, chi non si chiede “che cosa manca”, ma “che cosa resta”» (pag. 33). «Forse il senso della vita non è capirla, ma attraversarla. Non è cercare risposte, ma imparare a restare anche quando le risposte non esistono. Non è vincere la paura, ma camminarci accanto senza smettere di amare. Ogni gesto di cura è un atto di fede. Ogni giorno di resistenza è una dichiarazione d’amore» (pag. 127).
La cura talvolta diventa apertura. «All’inizio volevamo solo sopravvivere, poi volevamo solo farcela, poi volevamo che la nostra fatica avesse un senso. E da lì, quasi senza accorgercene abbiamo smesso di guardarci addosso e abbiamo iniziato a vedere anche gli altri» (pag. 119). È così che, nel 2020, è nata, in modo quasi “spontaneo”, l’Associazione Nessuno è Escluso di cui Maria e Fortunato sono rispettivamente presidente e vicepresidente. La verità è che «aiutare gli altri ci ha salvati almeno quanto loro pensano che noi li abbiamo salvati. Quando senti che il tuo dolore serve, cambia forma. Da peso diventa luogo, da ferita diventa ponte, da solitudine diventa casa. E noi siamo questo: una casa che tremava, ma si è aperta comunque» (pag. 121).
Tutto il testo si snoda così, in equilibrio tra introspezione e rivendicazione dei diritti; tra evoluzione personale e maturazione politica; tra la burocrazia e la vita; tra la scoperta della «meraviglia imperfetta» (pag. 123) e la determinazione orientata a costruire un mondo che sappia riconoscerne e accoglierne la bellezza. (Simona Lancioni)
Per maggiori informazioni: associazione@nessuno-escluso.it e Associazione Nessuno è Escluso.
Estremi dell’opera:
Fortunato Nicoletti con Maria Coppola, La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso, prefazione di Carlo Giacobini, postfazione di Lisa Noja, collana Civitas, Milano, In Dialogo (ITL Libri), 2026, 152 pagine, 13 euro.
Ultimo aggiornamento il 26 Agosto 2026 da Simona