Menu Chiudi

Presentato nei giorni scorsi il programma del Disability Pride Milano 2026

Diritti, accessibilità e partecipazione costituiscono il centro del Disability Pride Milano 2026 presentato nei giorni scorsi. L’iniziativa, che prevede diversi momenti di approfondimento, culminerà con il corteo cittadino del 30 maggio 2026. Al centro della manifestazione vi è il tema dell’orgoglio, della visibilità e dell’autonarrazione delle persone con disabilità: il Disability Pride rivendica infatti il diritto di raccontarsi e rappresentarsi liberamente, fuori da narrazioni pietistiche, paternalistiche o esclusivamente assistenziali.

Una bella immagine d’archivio del corteo del Disability Pride Milano delle scorse edizioni della manifestazione.

Lo scorso 14 maggio si è svolta a Milano, presso la Sala Brigida di Palazzo Marino, la conferenza stampa di presentazione del Disability Pride Milano 2026, la manifestazione cittadina dedicata ai diritti delle persone con disabilità, all’accessibilità universale e alla promozione di una cultura inclusiva e partecipata.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Milano e dal Comune di Cologno Monzese, culminerà con il corteo cittadino del 30 maggio 2026, che attraverserà il centro della città coinvolgendo associazioni, cittadini e cittadine, artisti e artiste, realtà del terzo settore e spazi sociali.

Alla conferenza stampa sono intervenuti: Andrey Chaykin di Abbatti le Barriere ETS; Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano; Mariella Meli presidente dell’Associazione Famiglie Disabili Lombarde e della Consulta persone con disabilità del Comune di Milano, e Loredana Verzino, assessora ai Lavori Pubblici, Demanio e PEBA del Comune di Cologno Monzese.

Durante la conferenza Chaykin ha presentato il programma delle iniziative che accompagneranno il Disability Pride Milano 2026 con incontri pubblici, tavoli tematici, eventi culturali e momenti di confronto dedicati ai temi dell’autonomia, delle barriere architettoniche, delle disabilità invisibili, della vita indipendente e del ruolo dei caregiver.

Nel corso della presentazione, l’assessore Bertolè ha sottolineato il valore culturale e politico della manifestazione: «Il Disability Pride è un’occasione importante per fare cultura e per interrogarci su come una città debba attrezzarsi per essere davvero accessibile, inclusiva e capace di garantire piena partecipazione a tutte le persone». Bertolè ha inoltre richiamato l’attenzione sul cambio di paradigma necessario nelle politiche pubbliche: «Non sono più le persone a doversi adattare ai contesti, ma sono i contesti che devono trasformarsi per essere realmente accessibili e inclusivi. Anche sul progetto di vita stiamo vivendo una fase importante ma complessa: una riforma necessaria, che richiede però strumenti concreti, coordinamento tra servizi e attenzione alle criticità che emergono nella sua applicazione».

Meli, nel suo intervento, ha invece posto l’attenzione sul tema del caregiver e della vita indipendente: «Parlare di caregiver e vita indipendente significa affrontare temi concreti che riguardano ogni giorno le famiglie e le persone con disabilità. Il progetto di vita deve diventare uno strumento realmente costruito intorno alla persona, capace di garantire autodeterminazione, continuità dei sostegni e una presa in carico integrata tra servizi sociali, sanitari ed educativi». E ha aggiunto: «Il tavolo dedicato a caregiver e vita indipendente nasce dalla necessità di creare uno spazio di confronto aperto tra famiglie, istituzioni e associazioni, per affrontare insieme criticità, diritti e prospettive future legate alla riforma della disabilità».

L’assessora Verzino, dal canto suo, ha evidenziato il ruolo dell’accessibilità nella trasformazione urbana: «L’accessibilità non riguarda soltanto l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma il modo in cui immaginiamo e costruiamo le nostre città. Il lavoro sui PEBA deve diventare uno strumento concreto di partecipazione e trasformazione urbana, capace di migliorare realmente la qualità della vita delle persone». Per Verzino «parlare di accessibilità significa coinvolgere territori, amministrazioni e cittadini in un cambiamento culturale che renda gli spazi pubblici realmente fruibili da tutte e tutti».

In chiusura è intervenuto anche Maurizio Attanasi del Comitato Zero Barriere e della Consulta Accessibilità del Comune di Milano, che ha richiamato l’importanza di una partecipazione attiva delle persone con disabilità nei processi decisionali e nella progettazione degli spazi pubblici: «L’accessibilità non può essere considerata un tema secondario o esclusivamente tecnico: riguarda la qualità della vita, la libertà di movimento e il diritto delle persone di partecipare pienamente alla vita sociale e culturale delle città». «Il Disability Pride – ha aggiunto Attanasi – rappresenta anche un’occasione per costruire alleanze tra associazioni, istituzioni e cittadini, trasformando il tema delle barriere in una responsabilità collettiva e in un percorso concreto di cambiamento culturale».

Il Disability Pride Milano 2026 si conferma uno spazio collettivo di partecipazione, confronto e rivendicazione dei diritti, costruito insieme alle realtà associative, ai cittadini, alle cittadine e alle istituzioni per promuovere una città realmente accessibile, equa e inclusiva. Al centro della manifestazione vi è il tema dell’orgoglio, della visibilità e dell’autonarrazione delle persone con disabilità: il Disability Pride rivendica infatti il diritto di raccontarsi e rappresentarsi liberamente, fuori da narrazioni pietistiche, paternalistiche o esclusivamente assistenziali. Una presa di parola pubblica e culturale che afferma il valore delle differenze, della pluralità dei corpi e delle esperienze, riconoscendo alle persone con disabilità il diritto di essere protagoniste della propria immagine, della propria voce e della propria presenza nello spazio pubblico. (S.L.)

 

A questo link il programma del Disability Pride Milano 2026. A quest’altro link la pagina Facebook della manifestazione. Per informazioni: disabilitypridemilanoofficial@gmail.com

 

Si ringrazia Martina Gerosa per la segnalazione.

 

Ultimo aggiornamento il 19 Maggio 2026 da Simona