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EDF: la Strategia dell’UE per la parità di genere trascura le donne con disabilità

del Comitato delle Donne dell’EDF*

Il Comitato delle Donne dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, segnala con preoccupazione come la nuova Strategia dell’Unione Europea per la parità di genere 2026-2030, che definisce le priorità dell’UE per promuovere la parità di genere nei prossimi cinque anni, trascuri in larga misura la situazione delle donne e delle ragazze con disabilità. Queste, in sintesi, le richieste di modifica avanzate dal Comitato: integrare la disabilità nelle azioni chiave previste dalla Strategia, allineare la stessa alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, affrontare questioni chiave (quali la violenza contro le donne con disabilità, la sterilizzazione forzata, l’accesso ai servizi sanitari, al lavoro, all’istruzione e agli alloggi accessibili), raccogliere dati disaggregati su genere e disabilità.

Un’opera pittorica astratta raffigura un volto femminile.

Il 5 marzo la Commissione Europea ha presentato la Strategia dell’Unione Europea per la parità di genere 2026-2030. La Strategia definisce le priorità dell’Unione Europea per promuovere la parità di genere nei prossimi cinque anni. Essa comprende:

  • La lotta contro la violenza di genere
  • Migliorare la salute delle donne
  • Ridurre il divario retributivo di genere
  • Promuovere l’equilibrio tra vita professionale e vita privata
  • Rafforzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro
  • Garantire la parità di partecipazione alla vita pubblica

Siamo preoccupati/e che la Strategia rimanga debole in quanto non prevede azioni giuridicamente vincolanti e trascura in larga misura la situazione delle donne e delle ragazze con disabilità, nonostante il riferimento all’intersezionalità.

Dove sono le donne e le ragazze con disabilità?

Le donne e le ragazze con disabilità subiscono molteplici forme di discriminazione interconnesse in tutti gli àmbiti contemplati dalla Strategia, tra cui l’occupazione, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e la protezione dalla violenza. Tuttavia, la Strategia non prevede misure strutturali o azioni chiave specifiche per affrontare la loro situazione.

All’interno della Strategia le donne con disabilità vengono menzionate solo in un numero limitato di casi:

  • Nell’introduzione si accenna in generale alla «creazione delle condizioni affinché ognuna possa scegliere liberamente il proprio percorso di vita, prosperare e assumere ruoli di leadership, indipendentemente dalla propria disabilità»;
  • Nel Principio 2 della tabella di marcia, la Strategia riconosce che «le disuguaglianze intersecanti aggravano le barriere all’accesso all’assistenza sanitaria e possono portare a discriminazioni nel trattamento, ad esempio per le donne con disabilità». La Commissione ha inoltre annunciato una nuova iniziativa con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per migliorare la qualità e l’accessibilità dell’assistenza sanitaria per le donne, comprese le donne con disabilità;
  • Nel Principio 5 della tabella di marcia, la strategia ha sottolineato che «il divario occupazionale di genere è particolarmente pronunciato per (…) le donne con disabilità»;
  • Infine, nel Principio 6 della tabella di marcia, la Strategia sottolinea che «garantire l’accesso all’istruzione e smantellare le barriere è particolarmente urgente per (…) le bambine con disabilità».

Questi riferimenti restano generici e non sono accompagnati da azioni concrete o iniziative politiche specificamente rivolte alle donne e alle ragazze con disabilità.

Diversi impegni non rispettati

Nella Strategia mancano completamente diverse questioni di primaria importanza.

Il documento non fa alcun riferimento ai diritti garantiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, nonostante l’Unione Europea sia parte contraente di tale Convenzione.

La Strategia non affronta nemmeno il problema della sterilizzazione forzata delle donne e ragazze con disabilità, una grave violazione dei diritti umani che continua a verificarsi in molti Paesi europei.

L’accessibilità e gli accomodamenti ragionevoli vengono spesso trascurati, ma entrambi sono requisiti fondamentali per garantire la parità di partecipazione delle persone con disabilità al mondo del lavoro, all’istruzione, all’assistenza sanitaria e alla vita pubblica.

L’assenza di questi temi solleva dubbi sull’effettiva efficacia della Strategia nel promuovere i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità.

L’intersezionalità deve tradursi in azioni concrete

La Strategia fa riferimento a un approccio intersezionale. Tuttavia, l’intersezionalità deve andare oltre le affermazioni generiche e tradursi in politiche concrete, finanziamenti e iniziative legislative.

L’intersezionalità si manifesta in modi diversi per le donne e le ragazze con disabilità. Ad esempio, attraverso tassi di povertà più elevati, barriere all’accesso ai servizi per la salute e l’assistenza sessuale e riproduttiva, e un maggiore rischio di violenza per coloro che vivono in istituti residenziali.

Esortiamo la Commissione Europea a collaborare in modo significativo con le Organizzazioni di persone con disabilità, in particolare con quelle che rappresentano donne e ragazze con disabilità, nel sostenere gli Stati membri nell’attuazione della Direttiva sulla violenza contro le donne. I piani nazionali, i seminari formativi e le linee guida per le forze dell’ordine e le autorità devono includere azioni concrete per proteggere le donne e le ragazze con disabilità dalla violenza di genere.

È inoltre fondamentale che la nuova iniziativa con l’Organizzazione Mondiale della Sanità migliori la qualità e l’accessibilità dell’assistenza sanitaria per le donne e le ragazze con disabilità. Secondo l’Indice di parità di genere 2025 dell’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere, solo il 16% delle donne con disabilità nell’Unione europea percepisce il proprio stato di salute come buono o molto buono. Questa percentuale è inferiore a quella degli uomini con disabilità (18%) e delle donne senza disabilità (83%). Senza misure specifiche che affrontino gli ostacoli incontrati dalle donne e dalle ragazze con disabilità, la Strategia rischia di lasciare indietro milioni di donne.

Sono necessarie ulteriori azioni

Esortiamo la Commissione Europea e gli Stati membri dell’Unione Europea a garantire che l’attuazione della Strategia per la parità di genere includa pienamente le donne e le ragazze con disabilità.

Ciò richiede:

  • integrare la disabilità nelle azioni chiave previste dalla Strategia,
  • allineare le politiche di parità di genere con gli obblighi dell’Unione Europea ai sensi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità,
  • affrontare questioni chiave quali la violenza contro le donne con disabilità, la sterilizzazione forzata, l’accesso all’assistenza sanitaria, le opportunità di lavoro, l’istruzione inclusiva e la fornitura di alloggi adeguati alle donne e ragazze con disabilità,
  • raccogliere dati disaggregati su genere e disabilità.

Ci rammarichiamo in particolare che la Commissione non abbia dato seguito alla raccomandazione di nominare un Coordinatore UE per la lotta contro la violenza sulle donne, il cui ruolo avrebbe potuto essere quello di affrontare meglio l’intersezionalità e garantire i diritti delle donne in tutta la loro diversità.

Chiediamo alla Commissione di includere queste azioni nella prossima fase della Strategia per i diritti delle persone con disabilità. Chiediamo inoltre che l’azione esterna dell’Unione Europea (GAP IV) includa le donne e le ragazze con disabilità.

Il raggiungimento della parità di genere in Europa non sarà possibile se non verranno pienamente riconosciuti e tutelati i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità.

 

* Comitato delle Donne dell’EDF (Forum Europeo sulla Disabilità). Adattamento della traduzione in lingua italiana a cura del Centro Informare un’h.

 

 

Vedi anche:

EDF – European Disability Forum.

Comitato delle Donne dell’EDF.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

 

Ultimo aggiornamento il 18 Marzo 2026 da Simona