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Il Rapporto sullo stato dei diritti in Italia e le persone con disabilità

a cura di Domenico Massano

Lo scorso 30 gennaio è stato presentato nella Sala stampa della Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio, il “Rapporto sullo stato dei diritti in Italia”, realizzato da A Buon Diritto. Un monitoraggio che approfondisce lo stato dei diritti nel nostro Paese attraverso diciassette saggi e timeline, grafici e storie, e che affronta, tra i diversi temi, anche la condizione delle persone con disabilità. In particolare il capitolo dedicato a quest’ultimo tema è stato scritto da Domenico Massano, che ha curato anche la seguente presentazione del Rapporto.

Una realizzazione grafica dedicata al “Rapporto sullo stato dei diritti in Italia” di A Buon Diritto.

«Il Rapporto restituisce l’immagine di un Paese in cui la compressione dei diritti viene normalizzata, spesso in nome della sicurezza o dell’emergenza. Di fronte a questo quadro, il rapporto non mette solo in evidenza i dati ma denuncia l’urgenza cambiare al più presto paradigma ricordando che i diritti non sono concessioni revocabili, ma il fondamento stesso della democrazia», ha dichiarato Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto.

Come ci mostra la situazione politica e sociale che stiamo vivendo, i diritti e le libertà non sono acquisiti per sempre e per alcune persone non è stato mai possibile acquisirli, o mai fino in fondo. Non possono essere dati per scontati e anzi sono sotto attacco costante ogni giorno.

Anche quest’anno l’aggiornamento del Rapporto sullo stato dei diritti, consultabile sul sito www.rapportodiritti.it, ideato e curato da oltre dieci anni da A Buon Diritto con il sostegno dell’Otto per Mille alla Chiesa Valdese, restituisce un quadro approfondito della situazione in cui si trova il nostro Paese a livello di tutele e garanzie, di discriminazioni e diseguaglianze. Ma anche di proposte alternative che esistono e che rivendichiamo collettivamente.

Il Rapporto monitora i principali diritti nel nostro Paese e gli ostacoli che ne impediscono la piena realizzazione: dalla libertà di espressione e di informazione al diritto d’asilo alla libertà di movimento, dall’autodeterminazione femminile alla salute alla libertà terapeutica, dal diritto all’abitare alla salute mentale ai diritti delle persone rom e sinti ai diritti delle persone LGBTQIA+ e dei minori, dal carcere alla salute mentale, ma anche ambiente, lavoro, disabilità.

È un lavoro corale, portato avanti da 17 ricercatrici e ricercatori che è stato presentato mercoledì 28 gennaio presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati. La conferenza stampa (che è stata integralmente registrata ed è disponibile, sul sito web della Camera, al seguente link), è stata moderata dalla curatrice del Rapporto Camilla Silotti, ed ha visto gli interventi introduttivi di Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto Onlus, Alessandra Trotta, moderatrice della Tavola, e del parlamentare Nicola Fratoianni. A seguire sono intervenuti alcune autrici e autori del Rapporto che hanno presentato i rispettivi capitoli: Michela Pugliese per autodeterminazione femminile, Federica Resta su privazione della libertà e prigionieri, Enrico Puccini su diritto all’abitare, Chiara Pineschi per minori e Domenico Massano su persona e disabilità.

L’aggiornamento annuale del Capitolo Persona e Disabilità, curato da Domenico Massano, si sofferma sui seguenti aspetti: riforma della disabilità; istituzionalizzazione; deistituzionalizzazione e vita indipendente; abilismo e violenza contro le donne; accessibilità e mobilità; diritti a ostacoli. Queste sono le conclusioni del capitolo:

«È evidente come le persone con disabilità continuino “a incontrare ostacoli nella loro partecipazione come membri eguali della società” (CRPD [Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, N.d.R.]). Ostacoli che il permanere di stereotipi, pregiudizi e barriere culturali amplificano e rendono più ardui da superare. Da una parte è quindi necessario dare piena ed effettiva attuazione ad un quadro normativo ampio e dettagliato, senza indebolirlo ma cercando di migliorarlo, integrarlo e garantirlo, anche promuovendo gli accomodamenti necessari al rispetto ed alla tutela della dignità di ogni persona. Dall’altra è parimenti importante e urgente l’avvio di “una lotta culturale, una pratica educativa, una tensione morale” (Stefano Rodotà, Il diritto di avere diritti, Laterza, Roma-Bari, 2012, pp. 228-229), per la realizzazione di una società in cui sia riconosciuto il valore del contributo di ciascunə e in cui siano garantiti la il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tuttə».

Il capitolo è integralmente consultabile a questo link.

 

Ultimo aggiornamento il 2 Febbraio 2026 da Simona