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Per ricordare tutte le vittime della Shoah tra cui decine di migliaia di persone con disabilità

di Silvia Cutrera*

Il programma nazista “Aktion T4” portò allo sterminio di decine di migliaia di uomini, donne e bambini con disabilità. Ricordarlo in occasione del Giorno della Memoria di domani, 27 gennaio, significa assumersi oggi la responsabilità di costruire politiche e servizi che mettano al centro la persona, la sua dignità e la sua libertà, affinché nessuno venga mai più separato, invisibilizzato o allontanato dalla comunità in nome dell’efficienza, della scarsità di risorse o della paura della differenza.

Il memoriale commemorativo dedicato a Berlino alle vittime con disabilità del programma “Aktion T4”. La sua collocazione è all’altezza della Tiergartenstrasse n. 4, dov’era sito l’edificio in cui venne pianificato il programma di sterminio. “T4” deriva appunto da “Tiergartenstrasse n. 4”.

In occasione del Giorno della Memoria di domani, 27 gennaio, si rinnova l’impegno a ricordare tutte le vittime della persecuzione e dello sterminio nazista affinché la memoria stessa sia strumento di consapevolezza, responsabilità e difesa dei diritti umani. Accanto infatti allo sterminio del popolo ebraico, dei rom e sinti, degli oppositori politici, degli omosessuali e di altre minoranze, è doveroso ricordare anche le vittime del programma Aktion T4, uno dei capitoli più drammatici e ancora oggi meno conosciuti della storia del nazismo.

Avviato nel 1939, l’Aktion T4 prevedeva l’eliminazione sistematica di persone con disabilità fisiche e mentali considerate dal regime come «vite indegne di essere vissute». Decine di migliaia di uomini, donne e bambini furono uccisi in nome di una presunta “purezza” e di un’ideologia fondata sull’esclusione e sulla disumanizzazione.
Non fu per altro una deriva improvvisa, ma il risultato di scelte politiche, amministrative e sanitarie che trasformarono la disabilità in un criterio di selezione e di eliminazione. Le persone con disabilità furono dichiarate “inermi”, “inutili”, “zavorre” e quindi separabili, internabili, sopprimibili.

La memoria delle vittime della Shoah e dei crimini nazisti non può essere separata da una riflessione sulle forme di discriminazione che ancora oggi colpiscono le persone con disabilità quando le si considera come “un costo”, “un peso”, “un errore della natura”.
Oggi, in un contesto democratico, il rischio non è la ripetizione di quelle atrocità, ma la permanenza di logiche che continuano a considerare la disabilità come un problema da gestire anziché come una condizione da includere. La carenza di servizi territoriali, l’insufficienza dei sostegni alla vita indipendente, la frammentazione delle politiche sociali e sanitarie, l’assenza di progettazioni personalizzate, di politiche abitative inclusive e di sostegni all’autodeterminazione, rendono ancora concreto il ricorso all’istituzionalizzazione, spesso presentata come unica risposta possibile, sottraendo il diritto a vivere nella comunità.

Ricordare l’Aktion T4 significa dunque riconoscere che l’odio e la violenza iniziano spesso dalla negazione della dignità dell’altro, dalla classificazione delle persone in base alla loro utilità o basandosi su parametri abilisti di normalità. È una memoria che ci interroga ancora oggi soprattutto rispetto alla tutela delle persone più fragili e al valore universale della vita umana.
Fare memoria oggi significa assumersi la responsabilità di costruire politiche e servizi che mettano al centro la persona, la sua dignità e la sua libertà, affinché nessuno venga mai più separato, invisibilizzato o allontanato dalla comunità in nome dell’efficienza, della scarsità di risorse o della paura della differenza.
Il Giorno della Memoria non è solo un momento di commemorazione, ma dev’essere un richiamo collettivo alla vigilanza: nessuna vita sia mai più considerata di minor valore, nessuna persona venga separata dalla comunità, nessun diritto sacrificato in nome dell’efficienza o della paura della differenza.

In occasione del Giorno della Memoria di domani, 27 gennaio, si terrà a Roma, con partenza da Piazza dell’Esquilino alle 17, la 26 Fiaccolata per gli Stermini Dimenticati di rom e sinti, persone con disabilità e persone LGBTQIA+, coordinata, per la prima volta, dalla neonata Associazione Memoria Stermini Dimenticati (sterminidimenticati@gmail.com). «Questa nostra Associazione– dichiara il presidente Andrea Maccarrone – è nata per unire e rafforzare le memorie condivise e trasformarle in azioni concrete. Il nostro primo obiettivo è un Museo-Centro di Documentazione permanente a Roma, dedicato a ricerca, educazione e divulgazione su Aktion T4Porrajmos e Omocausto». All’iniziativa – sulla quale si può leggere a questo link un approfondimento, mentre a quest’altro link è disponibile la locandina – parteciperà anche Silvia Cutrera, in rappresentanza dell’AVI di Roma (Agenzia per la Vita indipendente).
Per un ampio ed esauriente approfondimento sull’olocausto delle persone con disabilità, tramite il programma 
Aktion T4, suggeriamo senz’altro la consultazione, sulla testata «Superando», del testo Quel primo Olocausto di Stefania Delendati (a questo link). (Stefano Borgato)

 

* Il presente testo è già stato pubblicato sulla testata «Superando», e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

 

Ultimo aggiornamento il 26 Gennaio 2026 da Simona