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Ausili e protesi: Il TAR boccia il “Decreto Tariffe”, che va riscritto entro un anno

Il TAR del Lazio ha annullato il cosiddetto “Decreto Tariffe” del Ministero della Salute del 25 novembre 2024 anche per la parte relativa all’assistenza protesica, accogliendo il ricorso della dalla FIOTO (Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche). Lo rende noto l’Associazione Luca Coscioni. Con una Sentenza dello scorso dicembre, i giudici amministrativi hanno bocciato il provvedimento «per grave difetto di istruttoria», dando al Ministero della Salute un anno di tempo per riformularlo.

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Il TAR del Lazio (Tribunale Amministrativo Regionale) ha annullato il cosiddetto “Decreto Tariffe” del Ministero della Salute del 25 novembre 2024 anche per la parte relativa all’assistenza protesica, accogliendo il ricorso della dalla FIOTO (Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche). Lo rende noto l’Associazione Luca Coscioni. Con la Sentenza 22313/2025, pubblicata il 10 dicembre 2025, i giudici amministrativi hanno bocciato il provvedimento «per grave difetto di istruttoria», dando al Ministero della Salute un anno di tempo per riformularlo.

«Questa pronuncia del TAR Lazio, letta unitamente alla sentenza scaturita dalla class action promossa dall’Associazione Luca Coscioni, mette in evidenza una criticità strutturale del sistema dei LEA», afferma Alessandro Bardini, avvocato e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. «Dalle decisioni giudiziarie emerge con chiarezza che il Ministero della Salute ha affrontato la riforma dell’assistenza protesica in modo approssimativo, in assenza di una reale istruttoria sui bisogni delle persone con disabilità e sui costi effettivi delle prestazioni. Il Giudice amministrativo riafferma un principio fondamentale: senza istruttoria adeguata non può esservi legittimità dell’azione amministrativa. La logica del risparmio, quando non è fondata su valutazioni tecniche serie, rischia di compromettere il diritto alla salute degli assistiti».

«Questa Sentenza conferma quanto emerso dalla nostra class action vinta prima al TAR e poi confermata dal Consiglio di Stato proprio sul tema ausili», dichiara Rocco Berardo, coordinatore iniziative sui diritti delle persone con disabilità dell’Associazione Coscioni. «Anche in quel caso il Ministero è stato condannato perché non ha rispettato quanto previsto dalla Legge 96/2017 [conversione del Decreto Legge 50/17, N.d.R.], in particolare relativamente all’art. 30 bis sugli ausili destinati alle disabilità più gravi e complesse. Il Ministero non ha effettuato le istruttorie previste, anche ascoltando le associazioni, per verificare il funzionamento della legge e il suo eventuale miglioramento lasciando le persone con disabilità abbandonate a sé stesse».

La prova di quanto non funzioni l’attuale sistema è stata tra l’altro restituita da un’indagine condotta dall’Associazione Coscioni, che ha raccolto centinaia di testimonianze. «Le evidenze raccolte – dichiara Rocco Berardo – confermano che le procedure ad evidenza pubblica stanno penalizzando le persone con disabilità più gravi. Tempi di attesa insostenibili, costi aggiuntivi anche molto elevati a carico delle famiglie e l’impossibilità di ottenere ausili realmente personalizzati stanno svuotando di contenuto il diritto all’assistenza protesica previsto dai LEA. È indispensabile, dunque, come richiesto dall’Associazione Luca Coscioni alla commissione del Ministero, che gli ausili più critici siano inseriti fuori dall’elenco degli ausili da mettere a gara e che siano garantite per gli stessi la personalizzazione e la riparazione». (S.L.)

 

Per ulteriori informazioni: info@associazionelucacoscioni.it

 

Ultimo aggiornamento il 23 Gennaio 2026 da Simona