Sono stati resi noti gli esiti di uno studio effettuato da un team canadese che ha indagato le difficoltà vissute dalle donne amputate agli arti inferiori in gravidanza. L’indagine è stata condotta attraverso un questionario online a cui hanno risposto 16 donne. Il campione ha segnalato cambiamenti della propria mobilità durante la gravidanza e riguardo all’uso delle protesi, nonché esigenze specifiche a cui devono rispondere i team che seguono i casi.

Sono stati resi noti gli esiti di uno studio effettuato da un team canadese afferente alla Western University e al Parkwood Institute di London, in Ontario, che ha indagato le difficoltà vissute dalle donne amputate agli arti inferiori in gravidanza. Lo studio è stato pubblicato lo scorso aprile sulla rivista «Prosthetics and Orthotics International»*. Ne dà notizia il sito «Ortopedici & Sanitari», da cui riprendiamo gli elementi essenziali.
L’indagine è stata condotta attraverso un questionario online rivolto a donne con amputazione degli arti inferiori che hanno avuto una gravidanza nei cinque anni precedenti. Allo stesso hanno risposto 16 donne, per un totale di 31 gravidanze.
Il questionario conteneva domande di carattere demografico, sull’origine dell’amputazione, sul tipo di protesi utilizzata, su come fosse cambiato il supporto al passo durante la gravidanza; domande più cliniche, incentrate soprattutto sulle complicanze eventualmente vissute durante la gravidanza; e domande sui problemi di mobilità, il dolore all’arto fantasma, il dolore alla bassa schiena, sviluppo di preeclampsia (una complicanza della gravidanza caratterizzata da ipertensione) e eclampsia (una complicanza della gravidanza che comporta convulsioni generalizzate e alterazioni della coscienza) o il peggioramento di patologie pregresse.
Il campione di donne che hanno aderito all’indagine è risultato composto da 9 donne con un’amputazione acquisita, per trauma (5) o per tumore (4), e 7 con amputazione congenita. In 15 casi l’amputazione è unilaterale, per lo più sopra al ginocchio.
Una prima evidenza di rilevo è l’alto numero delle partecipanti che ha sentito cambiare, in qualche modo, la propria mobilità durante la gravidanza: 6 sono cadute almeno una volta, 3 hanno dovuto utilizzare supporti aggiuntivi per camminare, come stampelle o deambulatori, e 5 donne hanno dichiarato di aver utilizzato anche una sedia a rotelle.
Rispetto al pre-gravidanza, quasi metà del campione ha avuto difficoltà a mantenere l’equilibrio sulla gamba non amputata, mentre 5 donne hanno sperimentato dolore a carico della gamba sana.
In merito all’uso delle protesi è emerso che le donne che prima delle gravidanze usavano la protesi tutti i giorni per diverse ore al giorno, con la gravidanza 8 di esse hanno ridotto l’uso quotidiano, 4 hanno cambiato il tipo di protesi, 2 hanno ridotto l’uso settimanale, saltando dei giorni, mentre altre 2 hanno smesso di usare la protesi, per per aumento del carico sul moncone e per gonfiore dello stesso.
In merito alle complicanze è stato rilevato che il 64% del campione ha sofferto di dolore alla bassa schiena, il 44% ha sperimentato un ridotto equilibrio, e 25% ha sofferto anche di depressione post parto. Mentre non è stata riscontrata alcuna differenza in altre tipologie di complicanze.
Infine l’indagine ha rilevato che le donne con amputazione che vivono la gravidanza hanno anche esigenze specifiche a cui devono rispondere i team che seguono i casi. (S.L.)
* Bateman, Emma A.1,2; Viana, Ricardo1,2; Sales, Darda3,4; Payne, Michael W. C.1,2. Pregnancy after amputation: A national survey of prosthetic and mobility outcomes in women with lived experience, «Prosthetics and Orthotics International» 49(2): p 179-184, April 2025.
Vedi anche:
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità: diritti sessuali e riproduttivi”.
Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.
Ultimo aggiornamento il 29 Agosto 2025 da Simona